Morra: Terzo mandato per sindaci - Le Cronache Ultimora
Pellezzano Ultimora

Morra: Terzo mandato per sindaci

Morra: Terzo mandato per sindaci

«La legge non impedisca ai cittadini di scegliere i propri sindaci». È questo l’appello di Francesco Morra, presidente dell’Anci Campania e sindaco di Pellezzano, che torna a intervenire sul tema del terzo mandato dei primi cittadini e, più in generale, sulle difficoltà che continuano a gravare sui bilanci comunali. Morra riaccende così il dibattito sulla possibilità di consentire ai sindaci di proseguire il proprio impegno amministrativo oltre gli attuali limiti previsti dalla normativa, rivendicando il diritto dei cittadini a poter scegliere liberamente chi dovrà guidare le proprie comunità. Una questione che, secondo il presidente dell’Anci Campania, non può essere affrontata soltanto sotto il profilo politico, ma deve tenere conto anche del rapporto diretto tra amministratori e cittadini e della necessità di garantire continuità ai progetti avviati sui territori. Accanto al tema del terzo mandato, Morra richiama inoltre l’attenzione sulle crescenti difficoltà finanziarie degli enti locali. Bilanci sempre più complessi da costruire, aumento dei costi e risorse spesso insufficienti mettono infatti i Comuni di fronte a sfide quotidiane, limitando la capacità degli amministratori di programmare interventi e servizi in modo efficace.

Presidente Morra, i dati sull’attuazione del PNRR in Campania destano preoccupazione: soltanto il 16,8% dei progetti risulta concluso. Cosa sta accadendo?

«È un dato che deve farci riflettere: parliamo di oltre 53 mila progetti e quasi 15 miliardi di euro destinati alla Campania. Salerno e Caserta sono poco sotto il 25% degli interventi conclusi, Avellino arriva al 33,9%, ma complessivamente dobbiamo accelerare. Non bisogna però scaricare le responsabilità sui Comuni, che hanno dimostrato una grande capacità progettuale nonostante carenze di personale e bilanci sempre più difficili. Come ANCI Campania stiamo lavorando in piena sintonia con il presidente nazionale dell’ANCI e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi affinché la voce dei Comuni sia forte nel confronto con il Governo. In Campania abbiamo inoltre avviato un rapporto di collaborazione istituzionale molto positivo con il presidente della Regione Roberto Fico. Abbiamo già avuto modo di confrontarci sulle priorità dei territori e credo che questo metodo – Regione e Comuni che programmano insieme – sia quello giusto per accelerare anche sulla spesa e sulla realizzazione degli interventi. Intanto guardiamo già al “dopo PNRR”: il 15 settembre a Napoli ospiteremo la tappa campana del roadshow nazionale ANCI-DTD sulla trasformazione digitale dei Comuni. E con CIVES 3.0 selezioneremo 44 giovani amministratori under 35 per contribuire alla formazione della nuova classe dirigente dei territori».

Resta aperta anche la questione del terzo mandato dei sindaci e quella delle difficoltà dei bilanci comunali. Qual è la posizione dell’ANCI?

«Sui bilanci il problema è evidente: aumentano i costi, manca personale e ai Comuni vengono attribuite responsabilità sempre maggiori senza risorse sempre adeguate. Su questo, insieme al presidente Manfredi, dobbiamo continuare a chiedere al Governo una finanza locale più stabile e maggiore autonomia. E poi c’è il terzo mandato. La mia posizione è netta: deve essere consentito anche ai sindaci dei Comuni sopra i 15 mila abitanti. Non chiediamo a nessuno di rimanere sindaco per legge. Chiediamo esattamente il contrario: che sia la legge a non impedire ai cittadini di scegliere. Se un sindaco ha amministrato male, saranno gli elettori a mandarlo a casa. Se ha amministrato bene, perché impedire alla comunità di confermarlo? Un parlamentare può essere rieletto più volte: è difficile spiegare perché proprio il sindaco, che è l’amministratore sottoposto al giudizio quotidiano e diretto dei cittadini, debba fermarsi obbligatoriamente dopo due mandati. La continuità amministrativa, quando è scelta liberamente dagli elettori, è democrazia, non conservazione del potere».

Lei è anche sindaco di Pellezzano. Quali sono le priorità dei prossimi mesi?

«Abbiamo molti interventi che stanno entrando nella fase operativa. Partiranno i lavori antincendio e di messa in sicurezza in tre plessi scolastici, per complessivi 400 mila euro, mentre completeremo l’asilo nido di Cologna che, insieme alla scuola dell’infanzia, diventerà un vero Polo per l’infanzia. Siamo poi nella fase di affidamento degli incarichi di progettazione per circa 2,5 milioni di euro di interventi di messa in sicurezza finanziati dal Ministero dell’Interno. Sono partiti i lavori per il nuovo impianto sportivo di via De Gasperi e procederemo con la progettazione della riqualificazione del campo di via Fravita a Capezzano. A breve arriveranno inoltre a completamento i lavori per la soppressione del passaggio a livello di via Casignano, un’opera strategica per la sicurezza e la mobilità. La nostra idea di amministrazione è semplice: intercettare le risorse, trasformarle in cantieri e fare in modo che i cantieri diventino servizi e qualità della vita».

Sul piano nazionale il centrosinistra discute di alleanze, legge elettorale e leadership. Quale strada dovrebbe seguire il Partito Democratico?

«Credo che il PD, sotto la guida della segretaria Elly Schlein, debba avere l’ambizione di essere il perno di un’alternativa larga, progressista, riformista ed europeista. Ma dobbiamo evitare che il confronto si riduca per mesi soltanto alla ricerca di un nome. Prima viene il progetto. Poi bisogna costruire una coalizione capace di allargarsi, senza veti e senza perdere identità. E infine bisogna scegliere la leadership. Su questo sono favorevole alle primarie: se vogliamo una coalizione larga, dobbiamo coinvolgere direttamente il nostro popolo nella scelta di chi dovrà guidarla. E c’è un’altra battaglia che il PD dovrebbe sostenere con forza: la modifica della legge elettorale con il ritorno alle preferenze. Dobbiamo restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, ricostruendo un rapporto diretto tra eletti e territori. In fondo, preferenze, primarie e terzo mandato dei sindaci hanno un filo comune: più potere di scelta ai cittadini. È questa, secondo me, una grande battaglia democratica che il PD di Elly Schlein può intestarsi: meno decisioni calate dall’alto, più partecipazione, più territori e più fiducia negli elettori».