di Gaetano Ferraiuolo
Da “Ci devi credere” a “Iervolino non giocare a nascondino” il passo è stato breve. Chi sognava una serata emozionante in simbiosi con la squadra del cuore ha dovuto semplicemente prendere atto che questa Salernitana, con questo modus operandi della proprietà, è destinata a vivere tanti anni di C. Con il principe degli stadi da fortino inespugnabile a terra di conquista finanche nei derby che Salerno sperava d’aver messo nel dimenticatoio. Prima la Scafatese, poi il Sorrento. Uno schiaffo in pieno volto a un popolo che, dopo tre stagioni fallimentari, ha garantito 14200 presenze e una base di quasi 7000 abbonati. Numeri che battono anche alcune piazze di A e quasi tutta la B. A Iervolino evidentemente non basta. Ha visto con i propri occhi l’inadeguatezza della rosa, ha constatato che Salerno e provincia rispondono sempre e comunque (è davvero un bene?) salvo poi rifiutare un confronto pacifico con gli ultras. Nulla di paragonabile al famoso post Bologna che tanto infastidì il patron di Palma Campania nel dicembre del 2023, intendiamoci, ma quanto è bastato per capire che il presidente non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro e di spiegare alla gente cosa voglia fare da grande e quale sia il reale piano di rilancio dei granata dopo il repentino passaggio dalla A alla Lega Pro. Gli ultras della curva Sud, dopo aver accolto trionfalmente calciatori e staff tecnico chiedendo massimo impegno, maglia sudata e rispetto per il pubblico, hanno fischiato sonoramente tutti al termine del match per poi ritrovarsi in una cinquantina di unità all’esterno della tribuna. “Iervolino mettici la faccia” la richiesta esplicita dei massimi esponenti della “Siberiano”, furiosi per un mercato deludente e per l’ennesima figuraccia tra le mura amiche. Tutto sotto lo sguardo delle forze dell’ordine che hanno constatato l’atteggiamento civile e pacifico dei presenti. A distanza seguivano l’evolversi della situazione anche i club organizzati, con Mai Sola e CCSC pronti a partecipare all’eventuale faccia a faccia. Confronto che, naturalmente, non c’è stato. “Caccia i milioni” e “Noi vogliamo un presidente che ci porta in serie B” gli altri due slogan intonati a piena voce dai presenti, mentre a pochi metri gli animi erano tesissimi e si accendevano discussioni alquanto animate. “Sui social tutti bravi a contestare la proprietà, poi però fuori la tribuna siamo in quaranta e nessuno ci mette la faccia” il parere più diffuso, mentre altri invitavano Cosmi e Faggiano a rassegnare le dimissioni “perché sarete le ennesime vittime degli errori della proprietà, se tenete alla Salernitana fate un passo indietro”. E mentre si diffondeva la voce – non verificata – di alcuni giocatori rappresentativi scontenti della prestazione e di alcune scelte del mister, ecco che dalla società non arrivavano segnali d’apertura. Di Maurizio Milan, sulla carta presidente, nessuna traccia da tempo. Solo una fugace apparizione nel doppio confronto col Brescia senza dar conto delle tante promesse non mantenute negli anni. Anche l’AD Pagano, ormai unico esponente societario fisicamente presente, non dava alcun cenno. Un silenzio che sta diventando assordante e che sta spazientendo il popolo del cavalluccio. “Ma cos’altro dobbiamo dimostrargli? Cosa vuol fare della Salernitana?” urlavano altri tifosi abbandonando l’Arechi, qualcuno addirittura arrabbiato con sé stesso perché “ho sottoscritto l’abbonamento ma meriterebbero lo stadio vuoto”. Da qui la proposta di alcuni tifosi di vecchia data: “Se si deve protestare lo si faccia insieme, senza distinzioni e dietro un unico striscione. Metà dentro, metà fuori: a che serve? Iervolino se ne frega della gente, ma la Salernitana è nostra. Anche a costo di ripartire da zero, ma il loro tempo è finito”. Se il buongiorno si vede dal mattino, insomma, c’è il rischio concreto di vivere un’altra stagione di sofferenza. Nel frattempo Salerno incassa l’ennesimo schiaffo. E chiede a Iervolino di non giocare a nascondino.









