Capaccio. Paolino nelle mani del Prefetto - Le Cronache Provincia
Provincia Capaccio Paestum

Capaccio. Paolino nelle mani del Prefetto

Capaccio. Paolino nelle mani del Prefetto

di Erika Noschese

Anche non scegliere è una scelta. E oggi Gaetano Paolino, sindaco di Capaccio Paestum, ha scelto di dare uno schiaffo alla trasparenza, al rispetto istituzionale, alla sua comunità e a quanti, dal giorno zero, gli sono stati accanto e lo hanno sostenuto. Ieri sera, a Palazzo di Città, è andato in scena l’ennesimo bluff, anticipato dal classico comunicato stampa che prova a raccontare tutto e, in realtà, non dice nulla. L’annuncio di una scelta politica rinviata a dicembre lascia perplessi quanti, in questi mesi, hanno chiesto con insistenza un cambio di passo. «L’Amministrazione da me rappresentata è stata impegnata fin dall’inizio nei difficili e complessi compiti derivanti dall’incombenza di una procedura ai sensi dell’articolo 143 del TUEL e di una situazione finanziaria di predissesto. Pertanto, nella fase iniziale, si è resa necessaria, tra le molteplici misure applicate, la nomina di una giunta comunale composta da tecnici esterni – ha dichiarato il primo cittadino –. Ad oggi, dopo un lungo percorso, restano da rispettare le prescrizioni e le raccomandazioni indicate dal prefetto concernenti l’applicazione della normativa sull’anticorruzione e sul riequilibrio finanziario. Tale percorso dovrebbe essere concluso entro la fine del corrente anno. All’esito, nel rispetto delle linee programmatiche e degli indirizzi perseguiti da questa Amministrazione, sarà consequenziale dare concreta apertura alla presenza di persone del territorio locale nell’ambito dell’organo esecutivo dell’ente, così come ampiamente da me preannunciato da tempo, tenuto conto delle numerose professionalità esistenti e al fine di rilanciare ulteriormente l’azione amministrativa». Tradotto: Paolino, dando per scontato di poter proseguire il proprio mandato e forse consapevole di non aver ancora completamente messo in pratica le richieste della commissione di accesso, rinvia tutto a dicembre. Poi, eventualmente, arriverà il momento di cambiare la giunta che lo ha accompagnato in questi anni. Bisogna essere oggettivi: il primo cittadino ha le mani legate. La sua maggioranza appare infatti sempre più priva di una precisa identità politica, capace di aprire a destra e a sinistra a seconda delle convenienze del momento. E proprio per questo, l’ipotesi di pescare tra i componenti della stessa maggioranza potrebbe trasformarsi in un rischio politico troppo alto. La soluzione, dunque, potrebbe essere quella di andare a cercare altrove: nel territorio, tra le professionalità locali, ma rigorosamente fuori dalle istituzioni. Ed è proprio qui che emerge la contraddizione. Dopo mesi di attesa, di richieste di chiarezza e di sollecitazioni per un cambio di passo, la risposta dell’amministrazione è ancora una volta un rinvio. Nessun nome, nessuna indicazione concreta, nessuna vera assunzione di responsabilità politica. Solo una promessa spostata più avanti nel tempo. E dicembre, in politica, è lontano. Ma soprattutto è troppo comodo. A poche ore dalla nota, come detto, è arrivato l’ennesimo bluff. Il primo cittadino non si è presentato in aula e, con lui, anche la maggior parte dei consiglieri di maggioranza. Una scelta maturata al termine di un’infuocata riunione di maggioranza, caratterizzata da urla e litigi. «Il sindaco e i consiglieri che lo sostengono non prendono parte alla seduta del Consiglio comunale in quanto, relativamente al punto aggiuntivo numero otto all’ordine del giorno, rappresentano che lo stesso è stato inserito successivamente alla pervenuta comunicazione ufficiale di assenza di una collega consigliera. Ciò non consente quindi all’assise di esprimersi come sarebbe più giusto e opportuno alla sua composizione integrale», hanno fatto sapere i consiglieri che hanno disertato la seduta. Assenti in consiglio comunale Luca Sabatella, Luigi Delli Priscoli, Mimmo De Riso e Marianna Ruggiero, Carmine Caramante e Fernando Maria Mucciolo. Presenti, invece, il presidente del Consiglio Angelo Quaglia e i consiglieri Adele Renna, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Agresti, Gianmarco Scairati, Eustachio Voza, Igor Ciliberti, Antonio Mastrandrea e Simona Corradino. A ribadire la necessità di un cambio di passo è stata la consigliera Adele Renna, che ha sottolineato come «il punto è politico e amministrativo. Riguarda il funzionamento dell’ente, il rapporto tra Consiglio e Giunta e la capacità di dare risposte concrete ai cittadini. Dopo quattordici mesi, un cambio di passo non è più rinviabile. In questi mesi ho cercato il dialogo, ho rappresentato perplessità, ho atteso risposte. Ma alle richieste sono seguiti soltanto rinvii». E ancora: «Oggi va detto con chiarezza: il problema non è la rigidità di chi chiede una decisione, il problema è l’assenza di una risposta politica chiara da parte di chi quella decisione dovrebbe assumerla. Il sindaco non può continuare a chiedere tempo. Non può trasformare una questione amministrativa in una questione personale». La consigliera ha inoltre escluso l’ipotesi di un proprio ingresso in Giunta, chiedendo però «al sindaco una risposta chiara, nell’immediatezza». La richiesta è netta: «O si apre una nuova fase amministrativa, con un azzeramento totale e immediato dell’attuale Giunta e un metodo diverso di gestione della macchina comunale, oppure, in assenza di una risposta chiara ed inequivocabile, dovrò prendere atto che non sussistono più le condizioni politiche per proseguire questa esperienza amministrativa. E, a quel punto, con senso di responsabilità e nelle forme previste dalla legge, non vedrò altra soluzione che assumere ogni possibile azione conseguente». Durissimo anche l’intervento della consigliera Corradino, che ha rispedito al mittente le accuse avanzate dall’assessore al Bilancio nel corso del precedente Consiglio comunale. Rivolgendosi direttamente ai cittadini di Capaccio Paestum, ha affermato: «Voi veramente vi sentite al sicuro ad aver affidato a questi consiglieri che sostengono quest’amministrazione le sorti del nostro Comune?». Su Paolino pende ora il rischio commissariamento che, alla luce dell’ulteriore diniego alla salvaguardia di bilancio, si fa sempre più concreto.