Di Olga Chieffi
La banda è una piccola comunità in cammino, la chiesa è un popolo in cammino, queste due istituzioni si incontrano, in quel rito religioso e profano al tempo istesso, che è la processione. Ieri mattina, il Premiato Concerto bandistico Città di Minori, con in testa il trombonista, per l’occasione al bombardino, Gioacchino Mansi, si è ritrovato ad offrire l’ultimo saluto in musica al suo Maestro Luigi Avallone, accompagnandolo nella Chiesa di San Giovanni per le sacre celebrazioni. Le marce funeratizie per l’andata poi, in chiesa il trombettista Rino Barbarulo, al cospetto del suo Maestro Nello Salza, il quale è venuto a salutare l’amico Avallone, ha attaccato Amazing Grace, col bel suono della nostra scuola. Il parroco Don Mario Masullo, ha dettato alla comunità vietrese capeggiata dal Sindaco Giovanni De Simone, il compito della continua ricerca della luce, una ricerca che è anche quella dell’arte, una fiamma che non si spegnerà che con la morte del corpo. Ora non ci sta che riflettere in questi trenta giorni: affioreranno aneddoti, ricordi, immagini, profumi, note, sapori, che faranno rivivere l’Uomo. In questo lasso di tempo che alla fine, ci farà ancora ritrovare riuniti nel segno di Luigi Avallone, segnato dal privilegio e dalla responsabilità intellettuale di attraversare i medesimi spazi fisici e concettuali che videro l’opera, le contestazioni e la sua passione, si impone, per familiari, discepoli ed estimatori, l’esigenza di ricomporre una narrazione condivisa della memoria spirituale. La scomparsa della figura artistica e umana non invalida la continuità del suo lascito, ma pone l’osservatore dinanzi all’enigma della fine e della persistenza. L’evento del trapasso trasla l’esistenza nell’invisibile, sollecitando una costante interrogazione sul confine dell’essere, un limite che incute sgomento ma al contempo alimenta l’anelito conoscitivo. La scomparsa di Luigi Avallone, non rappresenta un mero vuoto, bensì l’inaugurazione di una nuova fase, un’aspra ripartenza, in particolare per la Signora Anna ed i figli Caterina, oboista e Antonio percussionista, da cui attingere per rifondare i legami interpersonali e il dialogo critico. Si avverte pertanto la necessità di coniugare la dimensione immanente con quella trascendente attraverso veicoli simbolici e linguaggi espressivi. Ecco che nell’ultimo saluto, la scelta delle marce si è già trasformata, passando da “Una lacrima sulla tomba di mia madre” di Amedeo Vella, alla Marcia Solenne “Casarano” di Carmelo Preite, per chiudere con “Amici veri”, marcia brillante del Maestro Vincenzo Cammarano per la quale è stato invitato dalla banda a darne egli stesso l’attacco. Con gli “Amici veri” – Conservatorio Martucci incredibilmente assente – si è già guardato oltre, a quel “fare” che è l’unico verbo, ora, per continuare l’opera di Luigi. Tornerà a suonare la Banda Città di Minori a Vietri, magari diretta dai Maestri Vincenzo Cammarano e Paolino Addesso, un concerto è già in animo da parte del Gran Concerto Bandistico “Città di Salerno” nelle festività natalizie, assicurato da Rino Barbarulo, mentre avremo il concerto della Banda Musicale dell’Aeronautica Italiana al teatro Augusteo il 26 settembre, diretta dal Maggiore Leo Cammarano, anch’egli presente ieri mattina a Vietri. Nel centenario della nascita di John Coltrane, un sax “trascendente” e “Ascendente”, desideriamo far nostre le sue parole “Non c’è mai una fine. Ci sono sempre nuovi suoni da immaginare, nuovi sentimenti da cogliere. Purificandoli potremmo vedere, allo stato puro, ciò che abbiamo scoperto, cosa siamo. Ma per farlo, e dire a chi ascolta l’essenza, dobbiamo continuamente pulire lo specchio”.








