di Alfonso Malangone*
Il fatto è un evento oggettivo che non necessita di spiegazione. E’ un avvenimento, un dato o uno stato di cose la cui esistenza è concreta e dimostrabile attraverso prove inconfutabili. E’ qualcosa di visto, sentito o anche letto su fonti attendibili. All’opposto, l’opinione è una valutazione personale e soggettiva di un qualsiasi evento espressa da ciascuno e, generalmente, diversa da altre. E’ una dichiarazione frutto di preferenze, sentimenti, esperienze, o basata sul semplice sentito dire, per la quale non è possibile offrire la prova che sia veritiera. Un fatto è un fatto, un’opinione può essere una fantasia. Per questo, distinguere quotidianamente tra una informazione=fatto e una informazione=opinione, diffusa da qualsiasi fonte, è fondamentale per la creazione di un pensiero consapevole oltre che per l’affermazione della verità. Di fatto, però, nel mondo liquido nel quale viviamo è molto difficile riconoscere la natura di una comunicazione sia se proveniente dalla stampa che dalla televisione o da esponenti politici o da chiunque altro, fino all’amico del pianerottolo. Così, ciascuno valuta secondo fiducia. Questo, purtroppo, non fa crescere la Comunità. Il fatto certo di sabato scorso è stato quello del risultato calcistico della squadra granata alla prima partita del nuovo anno. L’evidenza numerica del punteggio toglie ogni dubbio, perché la matematica non ammette filosofie. Su questa certezza, si sono affollate le opinioni dei tifosi che hanno criticato di tutto e di più esprimendo giudizi frutto di personali letture della prestazione offerta. Cioè, hanno riferito le loro valutazioni, fermo il fatto certo e doloroso dell’esito della gara. La sfortunata esibizione si è purtroppo aggiunta alle già ampie vicissitudini calcistiche patite dalla Città in relazione ai lavori di riqualificazione dell’Arechi per i quali, alcuni giorni addietro, sono stati ri-espressi forti timori. Secondo quanto si è letto, infatti, non sarebbe stata ancora completata la procedura per l’assegnazione definitiva dei fondi benché promessi e confermati in ambito regionale. Quindi: “è stato denunciato un fatto, o è stata espressa un’opinione”? In realtà, il Comune ha contestato la fondatezza della notizia assicurando, all’opposto, circa l’avvenuto completamento di tutti gli adempimenti. Nel concreto, il contrasto si è basato sull’assenza, nella riunione del mese di agosto, della delibera di utilizzo dei fondi da parte del CIPESS, Organo del Governo che guida la politica economica e la coesione sociale gestendo le risorse destinate agli investimenti. Così, un cittadino qualsiasi, estraneo alle vicende amministrative, si è trovato di fronte ad un dilemma: “dove sta il fatto e dove l’opinione”? Per stabilirlo, una volta il poveretto doveva necessariamente approfondire la normativa, il che non era semplice per un ‘semplice’, mentre oggi, per fortuna, c’è l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale che dà risposte immediate e neutre, dotate di sostanziale credibilità. Bene. Grazie a questa fonte, le cose si possono spiegare in termini semplici e chiari. La premessa è che, secondo l’IA, l’originaria assegnazione dei 140milioni di euro a valere sui Fondi di Sviluppo Regionale-FESR non poteva essere riconosciuta perché già in passato l’Europa aveva rifiutato tale modalità per i nuovi Stadi di Venezia e Firenze. Quindi, il ricorso ai FESR sarebbe stato inopportuno. Più corretto è, ora, l’utilizzo dei Fondi di Sviluppo e Coesione-FSC che sono gestiti dal Governo nel rispetto di una precisa normativa e che sono affidati proprio al Cipess con riferimento al riparto finanziario, all’assegnazione a favore di opere e piani di sviluppo, al controllo dell’utilizzo. Non solo. L’IA dice che al CIPESS spetta anche di decidere su eventuali modifiche dei Piani, procedendo alla delibera del riallineamento delle risorse, al definanziamento delle opere in ritardo e alla riprogrammazione in favore di nuovi interventi prioritari. Quindi, facendo salvo ogni errore anche da parte dell’Intelligenza Artificiale, è un fatto certo che, senza la sua delibera, non si possono riarticolare i fondi. Così, se il Cipess non si è espresso ad agosto, lo dovrà fare a settembre o quando lo riterrà laddove dovesse condividere la nuova destinazione delle risorse. Se fosse vero questa la verità, allora la tesi contraria sarebbe da valutare come semplice opinione, e nulla di più. Ovviamente, quanto riportato è frutto di una risposta fornita dall’IA per la quale sono ammette rettifiche. Comunque sia, con questo metodo è possibile approfondire altre informazioni sui lavori per l’Arechi. Sempre nei giorni scorsi, è stato detto che la presenza di alcune maestranze al lavoro dimostra, ad abbondanza, che l’opera va avanti senza problemi. Premesso che, da quanto sopra riferito, in assenza dei soldi del Cipess non si possono cantare Messe, è doveroso precisare che l’appalto per la riqualificazione è unico per tutta l’opera, dal progetto esecutivo alla consegna delle chiavi, ma che il Capitolato ne prevede l’esecuzione anche ‘a pezzi’, con il conferimento all’impresa esecutrice di ordini specifici (fonte: Capitolato art. 5). E, infatti, i lavori relativi alla demolizione della Curva Nord, per 1.980.067,25, e quelli per l’area del Volpe, per 1.320.333,26, furono approvati dalla Giunta Comunale con le delibere n. 337 del 12/09/2025 e n. 486 del 10/12/2025. L’IA dice che la copertura finanziaria era già operativa grazie all’utilizzo di fondi per “promuovere un’impostazione sistemica e precauzionale migliorando la resilienza ai rischi non connessi al clima” destinati al contrasto ai dissesti idrogeologici (fonte: FESR 2021/2027 azione 2.4.2). Del resto, secondo il Capitolato di Appalto dei lavori, per iniziare le opere di riqualificazione dello Stadio deve essere concessa all’impresa una anticipazione pari al 20% della spesa entro 15 giorni dall’effettivo inizio della prestazione (fonte: Capitolato art. 40, pag. 83). Cioè, si debbono versare almeno 30.000.000 di euro, IVA compresa, per mettere anche solo un chiodo. Per questo, senza la delibera CIPESS sarebbe difficile procedere. Lo dice l’IA. Con tali premesse, pensare sia ancora possibile partecipare con l’Arechi agli Europei del 2032 non è né un fatto e neppure un’opinione. Lasciando da parte il francese, si può definire solo una pia illusione. Non a caso, la nostra Città non è stata nominata nel corso di recenti dichiarazioni dei responsabili sportivi nazionali. Alla fine della fiera, una domanda spunta naturale: “perché i ‘semplici’ di questa Città sono costretti a ricorrere all’IA per conoscere i fatti per come sono realmente”? Se è di certo possibile che le comunicazioni ufficiali possano essere solo delle opinioni, è di certo impossibile che esse non alimentino delusione, sconforto e sfiducia. Per questo, rettificare o sconfessare l’IA sarebbe davvero nell’interesse di tutti. Non c’è niente da fare: Salerno ha davvero bisogno di amore.
*Ali per la Città P.S.: si fa salvo ogni errore nella ricostruzione degli avvenimenti anche mediante l’IA. Le note sono state inserite per consentire la verifica dei fatti








