Antonio D’Alessio, Deputato della Repubblica italiana di Azione, ️Segretario d’Aula e Componente II Commissione Giustizia.
Onorevole D’Alessio, immigrazione clandestina e legge elettorale, bocche di fuoco di questo bollente agosto. Come procede il Governo e come intendete muovervi voi di Azione?
Il Governo continua a muoversi molto sulla comunicazione e meno sui grandi problemi strutturali del Paese. Immigrazione e legge elettorale sono certamente temi importanti, ma non possono diventare totalmente assorbenti rispetto ad altre questioni che interessano quotidianamente gli italiani: salari, sanità, crescita, sicurezza, giustizia, competitività delle imprese.
Sull’immigrazione noi non abbiamo un approccio ideologico. Un Paese serio deve contrastare l’immigrazione irregolare, ma deve anche governare quella regolare, non solo per ragioni umanitarie ma anche perché l’Italia ha bisogno di lavoratori. L’immigrazione non si affronta con gli slogan, servono accordi europei, rimpatri effettivi, canali legali e un sistema di integrazione che funzioni.
Sulla legge elettorale, invece, siamo molto critici. Una legge elettorale dovrebbe essere costruita per garantire rappresentanza e governabilità, non per risolvere i problemi di una maggioranza o di un partito. Il testo approvato alla Camera introduce un premio di maggioranza troppo alto.
In queste ore, Ferragosto a parte, su cosa sta lavorando? I fronti aperti sono diversi.
Personalmente sto seguendo i temi nazionali ma provo a fare attenzione soprattutto a quelli che riguardano il territorio. Fondi per il nostro Duomo e la Badia di Cava, tentativo di riapertura del Tribunale di Sala Consilina e tanti altri che mi vengono sollecitati dagli amministratori locali.
Poi molte categorie professionali mi hanno chiesto di seguire alcune tematiche. Tanto per fare qualche esempio per gli assicuratori abbiamo interagito con il Ministero ed ottenuto la possibilità di utilizzare lo strumento della decontribuzione sud, per imprenditori agricoli stiamo seguendo
le criticità dell’accesso ai sostegni pubblici e tanto altro.
Che ne pensa di questi primi mesi della gestione Fico? Vede differenze con De Luca?
L’atteggiamento di Azione in questa fase è prudente e attendista: vogliamo giudicare Fico sui fatti, non sulle appartenenze politiche.
Rispetto alla stagione di De Luca, Fico dichiara di voler impostare il suo mandato sulla collegialità e sulla discontinuità. Ma ora bisogna vedere se queste intenzioni si tradurranno in risultati.
Il banco di prova principale resta la sanità. La Regione stessa ha indicato la sanità come la principale voce di spesa del bilancio e la nuova Giunta ha dichiarato di voler intervenire su liste d’attesa, pronto soccorso, qualità delle cure e gestione delle aziende sanitarie.
È su questo che misureremo davvero Fico nei prossimi mesi. Non bastano gli annunci: i cittadini campani vogliono poter curarsi in tempi ragionevoli e senza dover emigrare fuori regione.
In Campania diversi comuni sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose, sia nel salernitano che nel napoletano. Che stagione stiamo vivendo e che stagione sta vivendo in particolare il Pd
È una stagione preoccupante, non solo per il PD. Credo dobbiamo interrogarci tutti. Quando le amministrazioni vengono coinvolte in vicende di questo tipo, non è sufficiente dire che si tratta di responsabilità individuali. La politica deve interrogarsi sulla qualità delle proprie classi dirigenti, sui meccanismi di selezione e sui rapporti con il territorio. La legalità non può essere una bandiera da sventolare soltanto quando riguarda gli avversari.
Calenda ha dichiarto che Azione andrà da sola alle elezioni. D’accordo e per quali motivi
Sì, Azione deve presentarsi agli elettori con il proprio profilo, senza essere costretta a scegliere tra due schieramenti che oggi non rappresentano pienamente la nostra idea di politica.
Noi siamo alternativi alla destra sovranista e populista, ma non siamo neppure disponibili a entrare in un centrosinistra nel quale convivano posizioni profondamente diverse, anzi totalmente incompatibili, su politica estera, difesa, economia, industria, energia, sicurezza e grandi opere.
Correre da soli non significa chiudersi al dialogo, Calenda lo ha ribadito anche recentemente: alle politiche Azione si farà promotrice, insieme ad altre forze, di costruire un polo popolare e riformista. Sarà un percorso che prenderà il via da ottobre.
Come giudica i primi mesi di De Luca sindaco?
De Luca è stato proclamato sindaco da poco ma è innegabile che è riconducibile direttamente a lui il lavoro dell’amministrazione precedente. La città ha scelto di dare continuità nella riproposizione di un modello politico che Salerno conosce da decenni laddove, a mio avviso, bisognerebbe invece favorire una stagione nuova. Noi faremo un’opposizione seria, responsabile e soprattutto concreta. Non ci interessa l’opposizione urlata, ma alimentare una fase di ascolto perché l’amministrazione vive da troppo tempo uno scollamento dal tessuto sociale della città.
A differenza della regione l’opposizione al Comune di Salerno non si fa ancora sentire, eppure i fronti aperti sono diversi.
Le varie opposizioni dovrebbero coordinarsi ed evitare di spaccarsi per motivi ideologici o, peggio ancora, individualistici.
I problemi di Salerno sono tanti: mobilità, manutenzione, servizi, partecipate, commercio, sicurezza, gestione degli spazi pubblici, carenza di impianti sportivi e di spazi per i giovani. Su questi temi si deve costruire un’opposizione che sia riconoscibile nel proporre soluzioni e nel tracciare una visione della Salerno del futuro.
Che momento sta vivendo Azione e il lavoro in tandem con la Picierno?
Azione sta vivendo una fase di consolidamento. Ad oggi, a mio avviso, la direzione è più definita: costruire una forza popolare, riformista, europeista, pragmatica e non condizionata dalla propaganda. I rapporti con Pina Picierno sono ottimi e con la sua Spazio pubblico, il PLD di Luigi Marattin e le altre forze centriste, apriremo, come detto, un cantiere a partire da ottobre.
Infine Vannacci è una risorsa o un ostacolo per il centrodestra?
Per il centrodestra può essere entrambe le cose, a seconda di come sceglierà di gestirlo. Sul piano elettorale Vannacci può rappresentare una risorsa per la destra perché intercetta una parte di elettorato che chiede posizioni molto nette e identitarie. Ma proprio per questo può diventare anche un problema per una coalizione al cui interno ci sono forze più moderate con visione differente. La domanda non è solo quanto consenso possa portare Vannacci, ma come nel centrodestra possano convivere visioni conflittuali su troppi temi. Il problema è speculare nel centrosinistra. I due schieramenti sono costruiti solo per la partita elettorale, le difficoltà nel proporre un programma di governo sono evidentissime.
Dal canto nostro, Azione prova a parlare a quella parte del Paese che chiede una linea chiara, a partire da quella della politica internazionale. Sarà l’ultima chiamata per costruire un’Europa forte e coesa che possa garantire la difesa, la tutela anche in campo economico ed anche la necessaria autorevolezza per incidere nei processi di pace.










