Radio Salerno City: i ricordi di Tonino Saviello - Le Cronache Ultimora
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Radio Salerno City: i ricordi di Tonino Saviello

Radio Salerno City: i ricordi di Tonino Saviello

Enzo Sica

Tonino Saviello, classe 50 non si smentisce e visto che è stato, si può dire, un precursore delle radio libere salernitane ma anche di molte campane questi festeggiamenti per il mezzo secolo di vita delle voci libere che sono entrate nell’etere in punta di piede ma cresciute in dismisura dal 1976 lo portano quasi alla commozione. <Diciamo che siamo stati tra i primi a credere in questo lungo percorso iniziato quasi per gioco, Ci siamo cimentati proprio per la voglia di dare voce a tante persone e penso, anzi sono convinto che dopo tanti anni posso ritenermi davvero soddisfatto del mio percorso nella radiofonia. Settantasei anni, un inizio con la mitica Radio City di Peppe Pompamea ma poi nel suo curriculum vitae entrano anche altre emittenti: Radio Napoli, radio diffusione Campania, radio Principe di Scafati che per Tonino, quest’ultima emittente nella quale ha collaborato, fu per lui una vera e propria innovazione. <Si ricordo perfettamente quando nacque che pochi credevano che si potesse andare avanti ma la mia determinazione con quella di altri amici mi ha consentito di rendere importante anche quella radio> Ma torniamo all’inizio, Tonino. Cosa facevate inizialmente a Radio City e come si diffuse benissimo questa vostra emittente sul nostro territorio? <Ti sembrerà strano ma ci buttammo, come si dice in gergo, sulle telefonate dei tifosi della Salernitana nel dopo gara. Si giocava ancora al Vestuti ma questa iniziativa fu molto apprezzata dallo stesso Pompamea che mi fece subito gli elogi perché, diceva, la mia voce era veramente radiofonica. Quindi andammo avanti con queste prime cose e poi continuammo con molte trasmissioni notturne nelle quali tanti radioascoltatori ci chiedevano di mettere le canzoni per dediche a moglie e fidanzate. Era il tempo iniziale del boom della radiofonia che nella nostra città e anche in provincia prese piede benissimo. Ricordiamo emittenti come Radio Salerno 1 con la voce bella e suadente di Ketty Volpe e di tanti altri collaboratori, Radio Diffusione Campania di Umbertino, Radio Panorama, Radio Tris, Radio Onda Libera, poi venne Radio Bussola 24 di Teodoro Maffia, Nino Senatore e Gino Sarli, Radio Napoli 1 di Enzo Siano,, Radio Gamma, Radio Mpa a Palomonte che ha ancora nello stakanovista Gerardo Caputo che è stato premiato proprio in questa festa dei 50 anni delle emittenti libere per la sua eccezionale dedizione rappresentando un punto di forza di queste nostre emittenti che, come ha detto Tonino, si facevano largo nel mondo dell’etere. <Il fatto che ci abbiamo sempre creduto nel lungo percorso intrapreso – dice ancora Tonino – è anche una dimostrazione di come l’emittenza libera ha dato spazio anche a chi magari non lo poteva avere. E parlo dei detenuti ai quali davamo spazio e soprattutto quella forza che dovevano avere per superare i difficili e delicati momenti. Pensa che ho anche realizzato due lavori letterari che si chiamano <Spiragli di libertà> e <Liberi dentro> per dare voce a queste persone. Che ci scrivevano e noi abbiamo allestito una rubrica in radio che si chiamava <spirito di libertà> proprio per dare voce a queste persone che attraverso la nostra emittente potevano esprimere il loro pensiero, la loro voce>. E siete stati anche ospiti a Piazza Italia in Rai, se non sbaglio, da Giancarlo Magalli? <Si il suo invito ci giunse quasi inaspettato. Aveva sentito parlare della nostra emittente, della dedica con quella rubrica che c’era proprio per i detenuti e volle che raccontassimo come era nato tutto ciò. E devo dire che la gratificazione in quella circostanza fu davvero eccezionale per tutti noi> Cosa dire di più carissimo Tonino dopo questa bella chiacchierata nella quale abbiamo ripercorso un passato ormai lontano e soprattutto quale sarà il futuro di questa emittente libera? <Che le radio libere sono sempre vissute dando spazio alla semplicità e andranno avanti in questo modo. Il boom non era previsto ma inizialmente tutti noi che abbiamo iniziato lo abbiamo fatto sempre con la voglia di divertirci, di essere vicino al radioascoltatore, di dargli voce. Pensa che dopo cinquant’anni mi diverto ancora con le dirette su facebook o anche organizzando feste di piazza con cantanti napoletani nella nostra Regione. Però quello che mi ha dato la radiofonia libera rimarrà sempre un pezzo di storia importante nel mio cuore anche se è trascorso mezzo secolo.