Amalfi: il sindaco Milano e il suo terzo mandato - Le Cronache Provincia
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Amalfi: il sindaco Milano e il suo terzo mandato

Amalfi: il sindaco Milano e il suo terzo mandato

La perla del Mediterraneo lo ha scelto, per la terza volta consecutiva. E non è un caso. Daniele Milano, sindaco di Amalfi, si è da poco insediato per il terzo mandato, iniziando il quinto lustro amministrativo, che dovrebbe portarlo (salvo imprevisti) a governare la cittadina della Costiera per ben quindici anni consecutivi. Un record.

Terzo mandato consecutivo. Partiamo da questo dato significativo. Grande fiducia da parte dei cittadini di Amalfi.

“Le elezioni ci hanno restituito una vittoria netta ed inequivocabile che è certamente il riconoscimento più gradito nei confronti dell’enorme lavoro messo in campo dalla nostra Amministrazione sin dal giugno 2015. Non è facile confermarsi per tre volte e averlo fatto con l’80% dei voti ci riempie di soddisfazione”.

Può tracciarci in sintesi un bilancio dei primi due mandati?

“Abbiamo dedicato il primo mandato a “mettere ordine” con una profonda riorganizzazione interna della macchina comunale, con il completamento di opere – ascensore per il Cimitero, depuratore – e di pianificazioni pubbliche – il PUC – attese da decenni. Imprimendo una politica di bilancio che è il marchio di fabbrica dell’Amministrazione Liberi: più risorse dalle entrate extra tributarie (parcheggi, suolo pubblico etc.) reinvestite in manutenzione, in servizi pubblici e assistenza sociale. Trasformare quindi la “ricchezza” proveniente dal turismo in benefici tangibili per i cittadini: stradine e scale sistemate soprattutto nelle frazioni con un programma di spesa che è passato da 50mila a 2 milioni di euro all’anno, un servizio di mobilità interna che è cresciuto nel tempo e nello spazio, spesa sociale aumentata esponenzialmente con nuovi servizi e agevolazioni pensati per le categorie più deboli. Un Comune più ricco anche grazie al fatto che non abbiamo acceso nuovi mutui, evitando di indebitare l’ente e le generazioni future. Con il secondo mandato, invece – dopo aver superato il “mare in tempesta” della pandemia, della frana di Vagliendola e del sequestro di Luna Rossa – abbiamo raccolto i frutti della lungimirante attività di progettazione avviata nei primi cinque anni, portando a casa ben 35 milioni di euro di finanziamenti per opere pubbliche, alcune già completate altre prossime ad esserlo. Oltre ovviamente ai 95 milioni per la realizzazione del primo lotto della “Variante di Amalfi – Atrani alla SS163”. Ed è stato il mandato in cui abbiamo potuto volare più alto e concentrarci nella gestione del turismo, attraverso una pianificazione strategia e la prima DMO costituita in Regione Campania: un lavoro che in breve tempo ci ha portati a lavorare insieme alle più importanti località turistiche d’Italia che soffrono le stesse criticità e che insieme a noi hanno sottoscritto la “Carta di Amalfi per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti”.

I programmi di questo nuovo mandato. Quali sono le priorità?

“Questo terzo mandato servirà per completare il lavoro avviato sulle opere pubbliche più importanti: il primo lotto della “Variante di Amalfi – Atrani alla SS163”, la messa in sicurezza di alcuni costoni rocciosi, il completamento dei lavori di adeguamento sismico del principale plesso scolastico cittadino. Ed inoltre per portare avanti i progetti di gestione del turismo, sia in ambito locale e comprensoriale, quanto a livello nazionale insieme ai Comuni della “Carta di Amalfi” con cui puntiamo a raggiungere nuovi strumenti per gestire in maniera efficace le nostre località”.

La sua cittadina ha dato il nome alla perla del Meditreraneo. Flussi turistici importanti anche se i commercianti lamentano un turismo più di scarsa qualità. Si può fare di più?

“Più che di overtourism, ci piace parlare di gestione sostenibile del turismo. Nei Comuni turistici si registrano picchi di presenze sul territorio significativamente superiori al totale della popolazione residente, per molti mesi, con considerevoli impatti sulla comunità, sulla tenuta dei servizi pubblici e delle infrastrutture, nonché sulla sicurezza stessa della destinazione. Ricercare un equilibrio è essenziale per tutelare la qualità della visita dei nostri ospiti, così come il benessere dei residenti. Nella “Carta di Amalfi” abbiamo sintetizzato tutte le proposte prioritarie su cui è necessario intervenire. Maggiori poteri per gestire la presenza di “picchi” nelle località, ovvero l’ottimizzazione degli arrivi di veicoli, treni, imbarcazioni, sulla base degli spazi disponibili e delle infrastrutture di ricezione effettivamente esistenti. Nuovi strumenti normativi per disciplinare l’offerta di posti letto turistici, evitandone la concentrazione in zone che dimostrano elevati “indici di turisticità”. Maggiore flessibilità nelle assunzioni di personale – in primis a tempo determinato per il controllo del territorio, oggi agganciate a vincoli anacronistici e assolutamente non rispondenti alle esigenze dei Comuni turistici. Abbiamo già raggiunto un primo fondamentale risultato, con l’ottenimento di una norma all’interno del Decreto Sicurezza che allenta i vincoli e consente ai Comuni di poter assumere più agenti stagionali di Polizia Municipale. E questo in meno di un anno”.

E in ultimo il problema della SS 163. C’è qualche piano strategico per risolvere in maniera definitiva i problemi legati al traffico? Le vie del mare sembrano non bastare al decongestionamento dei flussi veicolari su gomma.

“A settembre 2018 ho proposto la modifica del Codice della Strada e l’introduzione di una “ZTL di tipo territoriale” per ridurre i problemi legati al traffico in Costa d’Amalfi. Dopo un lungo iter parlamentare, la proposta è diventata legge a novembre 2024. In questo modo, nelle aree Unesco, per non più di 5 mesi all’anno, sarà possibile attivare ZTL extra-urbane e cioè a cavallo di più Comuni. Questa è la dimostrazione che è possibile cambiare la realtà partendo dalle esperienze locali, creando nuovi modelli per il governo dei territori: proprio in questi giorni è emerso l’interessamento della provincia di Bolzano ad adottare questo strumento. Con la “Carta di Amalfi”, inoltre, puntiamo a far riconoscere maggiori poteri ai Sindaci nelle attività di programmazione degli arrivi di veicoli, treni e imbarcazioni – tenendo conto degli spazi disponibili e delle infrastrutture di ricezione effettivamente esistenti – provando a evitare quei “picchi” che generano così tanto disagio ai turisti e ai residenti”. Un lavoro enorme, quello attuato da Daniele Milano, che proseguirà per i prossimi cinque anni, allo stesso ritmo ed intensità (se non superiore) dell’ultimo decennio.

Mario Rinaldi