Comune concede all'Unisa l'Ave Gratia Plena ma non gratis - Le Cronache Ultimora
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Comune concede all’Unisa l’Ave Gratia Plena ma non gratis

Comune concede all’Unisa l’Ave Gratia Plena ma non gratis

Il Comune di Salerno apre all’Università degli Studi di Salerno per l’utilizzo dell’immobile comunale “Ave Gratia Plena Minor”, in via dei Canali, ma pone un paletto ben preciso: nessuna concessione a titolo gratuito. L’Amministrazione comunale ha infatti accolto la richiesta dell’Ateneo di poter individuare l’edificio quale sede di un futuro studentato universitario, ma ha respinto l’ipotesi di un utilizzo senza corrispettivo economico, ritenendola incompatibile con la normativa che disciplina la gestione del patrimonio pubblico. L’immobile, sottoposto a vincolo culturale e dichiarato di importante interesse archeologico dal Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, potrà dunque essere indicato dall’Università nell’ambito della candidatura ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati allo sviluppo degli alloggi universitari. L’Amministrazione, inoltre, propone all’Ateneo di partecipare a un ulteriore bando finalizzato al recupero delle risorse necessarie per la riqualificazione di Palazzo Guerra, rafforzando così la strategia di rilancio del patrimonio storico cittadino. L’iniziativa si inserisce nelle opportunità offerte dalla Missione 4 del PNRR, dedicata all’Istruzione e alla Ricerca, che attraverso lo Student Housing Fund punta ad aumentare l’offerta di posti letto per gli studenti universitari sull’intero territorio nazionale, favorendo la realizzazione di nuove residenze e di servizi connessi alla vita accademica. Come emerge dagli atti comunali, da tempo la governance dell’Università degli Studi di Salerno è impegnata in un progetto strategico volto a riportare alcune funzioni dell’Ateneo nel cuore del capoluogo. L’obiettivo è quello di creare un polo culturale, scientifico e formativo capace di animare il centro storico, favorendo la presenza stabile di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo e rafforzando il legame tra Università e città. In quest’ottica, l’Università aveva individuato nell'”Ave Gratia Plena Minor” la sede ideale da destinare principalmente a studentato universitario e ai servizi accessori, ritenendola indispensabile per garantire la piena operatività del progetto di rilancio delle attività accademiche nel centro storico. Il nodo della vicenda riguarda però la modalità di concessione dell’immobile. L’Università aveva infatti prospettato la possibilità di ottenerne l’utilizzo anche attraverso forme di concessione gratuita, ipotesi che il Comune ha escluso in maniera netta. Nel provvedimento si evidenzia infatti che, “in coerenza con la normativa vigente in materia di gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico, nonché con i principi di buon andamento, economicità e salvaguardia degli equilibri finanziari dell’Ente, non possono essere previste forme di concessione gratuita del bene, dovendo garantire un utilizzo economicamente coerente del patrimonio disponibile”. Nonostante il diniego su questo specifico aspetto, Palazzo di Città ha comunque dato il via libera alla richiesta dell’Università di inserire l’immobile nella candidatura al bando PNRR. La Giunta ha infatti approvato la messa a disposizione dell'”Ave Gratia Plena Minor” ai fini della partecipazione all’Avviso pubblico a sportello per la concessione di contributi finanziari nell’ambito della Missione 4 – Istruzione e Ricerca, Investimento 5 “Student Housing Fund”, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU. L’Amministrazione precisa tuttavia che l’eventuale utilizzo dell’immobile sarà subordinato all’ottenimento del finanziamento ministeriale. Solo in caso di esito positivo della candidatura si procederà alla sottoscrizione di una specifica concessione amministrativa, nella quale saranno disciplinati il canone da corrispondere, la durata del rapporto concessorio, gli obblighi a carico dell’Università e le modalità di gestione dell’immobile. La decisione rappresenta dunque un’apertura al progetto dell’Ateneo, ma nel rispetto delle regole che disciplinano la valorizzazione del patrimonio comunale. L’obiettivo condiviso resta quello di riportare una parte della vita universitaria nel centro storico di Salerno, contribuendo alla sua rivitalizzazione attraverso nuovi servizi, residenze per studenti e attività culturali, senza però derogare ai principi di sostenibilità economica nella gestione dei beni pubblici.