Incontro al Coni per attuare una cardioprotezione diffusa - Le Cronache Cronaca
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Incontro al Coni per attuare una cardioprotezione diffusa

Incontro al Coni per attuare una cardioprotezione diffusa

Un altro importante passo per la cardioprotezione, discorso che dalla provincia di Salerno si sta allargando a macchia d’olio anche in altri territori grazie alla perseveranza e all’imponente lavoro dell’Associazione Grazie di Cuore, presieduta dal cardiologo Carmine Landi. Alla fine della prossima settimana si terrà un incontro a Roma con il presidente Aics e un dirigente del Coni. Con loro due, Landi tenterà di redigere un appello rivolto a tutte le società sportive, agli enti territoriali e soprattutto alle famiglie dei giovani atleti affinché sia varata, in tempi brevissimi, una formazione diffusa BLSD obbligatoria in tutti i settori sportivi. «Il principio che ci ispira – chiarisce il cardiologo Carmine Landi – è che ogni atleta può salvare la vita di un collega o di un amico». Ciò significa che ogni giovane che si dedichi ad attività sportiva dovrà essere in grado di svolgere, in caso di necessità, una rianimazione cardiopolmonare con utilizzo del defibrillatore. Una esigenza ritenuta indispensabile, perché sono ancora molti i casi di arresti cardiaci che si verificano nel corso di attività sportive, agonistiche e non. La provincia di Salerno non è immune da queste tragedie e sono molti, negli ultimi anni, i casi di improvvisi malori troppo spesso segnati da esiti tragici. Ovviamente, la necessità di aggredire e gestire l’emergenza non esime l’Associazione Grazie di Cuore da un’attività anche più vasta, che comporti accertamenti più attenti e mirati per valutare le condizioni di salute del giovane che si avvia all’attività sportiva. Sono stati rivolti, in proposito, anche appelli al Parlamento affinché si riveda una legislazione vecchia di decenni. Al momento, però, un aiuto alla situazione di pericolo può venire dalla formazione nella gestione dei defibrillatori. L’incontro di Roma dovrebbe proprio favorire uno sblocco della situazione, dopo una nota che nei giorni scorsi Landi ha inoltrato alla presidenza del CONI e quindi a tutto il movimento sportivo nazionale. «Ho fatto presente al Coni che la formazione Blsd (Basic Life Support and Defibrillation) dovrà diventare parte integrante della vita di ogni atleta, a qualsiasi livello e in ogni disciplina sportiva. Lo sport insegna il rispetto, la disciplina e la tutela della salute ed è per questo motivo che ogni atleta deve essere messo nelle condizioni di riconoscere un arresto cardiaco, allertare correttamente i soccorsi e utilizzare un defibrillatore semiautomatico (DAE) quando necessario. Ogni minuto che passa senza intervento – spiega Landi – riduce drasticamente la possibilità di sopravvivenza, dentro e fuori dai campi di gioco. Chiederemo pertanto al CONI di promuovere un programma che renda la formazione Blsd un patrimonio comune di tutti gli sportivi italiani, trasformando ogni società in un presidio di sicurezza e ogni atleta in un potenziale soccorritore». L’incontro di Roma svolgerà, pertanto, all’insegna di una certezza, che cioè la cardioprotezione non è soltanto una misura sanitaria, ma rappresenta una cultura della vita e un paradigma di responsabilità e solidarietà. «Il tutto con la consapevolezza che insieme – conclude Landi – possiamo salvare più vite».