Notte prima degli esami. Peppe Iannicelli - Le Cronache Salerno
Salerno

Notte prima degli esami. Peppe Iannicelli

Notte prima degli esami. Peppe Iannicelli

Peppe Iannicelli

Ho un bellissimo ricordo degli Esami di Maturità. E’ stato un periodo che ho vissuto con molto impegno ma anche tanta serenità; con gioia e persino un pizzico di dolce nostalgia se ripenso agli anni vissuti. Il mio percorso scolastico al Liceo-Ginnasio Torquato Tasso di Salerno era stato eccellente e puntavo decisamente ad ottenere il massimo dei voti alla Maturità. La sorte poi era stata benevola: all’Esame potevo “portare” Greco, la mia materia in assoluto preferita, e Storia che pure era molto nelle mie corde. Il 60 era il mio traguardo. Avevo lavorato duro per raggiungerlo. E’ l’unica ansia di quella lunga vigilia era proprio quella di non centrare il bersaglio grosso. Ed allora full immersion tra tesine, ripassi sistematici, approfondimenti. Ero arrivato al punto di conoscere praticamente a memoria “L’Ippolito Stefanoforos” di Euripide sul quale avrei sostenuto la prova orale di Greco. Conoscevo le forme verbali, senza aver mai consultato il famigerato e proibitissimo Santo-Pechenino che raccoglieva tutti gli irregolari. Ed anche in Storia era molto ben preparato soprattutto sul Novecento. Per mia natura non ho mai amato studiare in gruppo o di notte. Preferivo le prime ore dell’alba, a fine mattinata una bella pedalata fino a Cetara, il bagno. E dopo il rientro a casa un altro paio di ore di ripasso pomeridiano e l’appuntamento all’Oratorio Salesiano con gli amici impegnati nella Maturità. Era stupendo condividere ansie ed attese in vista della prima prova scolastica della nostra vita. Quante altre ben più dure ne avremmo vissute. Ma questo era il nostro tempo ed il nostro orizzonte. Nel 1984 non esistevano web e social. La preparazione all’esame era molto meno tecnologica di quella odierna. Ed i miei compagni erano letteralmente scatenati. Mi divertiva molto il rito della “cartucciera” da indossare in occasione delle prove scritte. Erano elaborati già svolti e ricopiati con calligrafia minuscola. I fogli erano ripiegati come cartucce da caccia ed indossati sotto un triplo strato di maglioni che di certo avrebbe insospettito la Commissione viste le temperature tropicali. Molto in voga era anche la caccia al commissario: il cugino di un’amica della salumeria conosceva la zia del Presidente. E scattavano operazioni d’indagine degne dei Servizi Segreti Israeliani per prevederne il comportamento. Poi c’erano i riti scaramantici (tipo indossare la stessa maglietta propizia per un’interrogazione durante l’anno scolastico) e le preghiere con Rosari, Sante Messe ed affidamento ai Santi Protettori degli Studenti. Non mancava anche il toto traccia per la prova d’Italiano. Ma sotto questo aspetto nulla è cambiato: anniversari, eventi epocali, etc. E poi le grandi strategie per sistemarsi tra i banchi con i più “secchioni” negli ultimi posti affinché potessero aiutare i compagni in difficoltà. Io fui destinato all’ultimo banco e da quella postazione, con la benevola complicità del membro interno, sono riuscito a dare qualche dritta per la versione di latino peraltro tratta dal “De Bello Gallico” e priva di difficoltà particolari. Bella la notte prima degli Esami. Raccomando ai giovani di godersela a pieno. Sono attimi che resteranno scolpiti tra i ricordi più dolci. Affrontate la prova con serenità. Portate con voi acqua, qualche spuntino perché sono lunghissime le ore della prova scritta. Scegliete con cura la traccia più adatta, quella che vi calza a pennello. E fate emergere il vostro vissuto, i vostri sogni, la vostra voglia di cambiare. Il Mondo è vostro, andate a prendervelo. E per chi volesse sapere come sia andato a finire il mio esame… 60/Sessantesimi con i complimenti della Commissione che però, un segno del destino, ebbe a definire il mio ottimo compito d’Italiano ( il tema era proprio gli Esami non finiscono mai) come scritto con uno stile “troppo giornalistico”. Ad maiora, ragazzi