Quel che è fatto è fatto. Ma Ersilia Trotta, candidata di Fratelli d’Italia a sostegno del candidato sindaco Gherardo Maria Marenghi, vuole ancora stupire in questi ultimi giorni di campagna elettorale prima del voto in programma domenica e lunedì prossimi. Volge al termine la campagna elettorale. Come é stata sinora?
“Francamente ho trovato una campagna elettorale stanca nella quale sono mancati i confronti. Mi pare che, in generale, si sia più puntato sulla ricerca del consenso personale, quasi fideistico, che sulla proposta. Peggio ancora ho avuto la sensazione che ci fossero in giro candidati della parte opposta con la lista della spesa. Il miraggio delle cooperative ancora una volta utilizzato come strumento elettorale. Ho visto girare candidati con in mano taccuini dove registravano nominativi e sezioni di appartenenza che nemmeno la Stasi ai tempi del muro di Berlino”.
Cosa farà in questi ultimi due giorni? Avete programmato incontri specifici?
“Continuerò a fare quello che ho sempre fatto finora: incontrare, ascoltare, parlare. Di incontri specifici ne ho fatti tanti ora mi concentro sulle ultime ore di organizzazione elettorale insieme ai tanti amici che mi stanno supportando per raccogliere le energie decisive alla vittoria finale”.
Oltre ai social e ai comizi in piazza, come avete impostato questa campagna elettorale? Avete ricevuto specifiche richieste dai vostri elettori?
“Sono stata tra i pochi ad aprire un punto elettorale, proprio per favorire l’ascolto della cittadinanza e questo continuerò a fare fino all’ultimo minuto. Non ho solo presentato me stessa e il programma della mia coalizione, ho anche cercato di prendere nota delle mille esigenze e dei legittimi interessi delle persone che ho incontrato e che intendo rappresentare in Consiglio comunale. Le richieste più frequenti sono state quelle del lavoro, della sicurezza e della pulizia urbana. Ma è quasi scontato in una città che per qualità della vita è precipitata nelle ultime posizioni”.
Molti pensano che il candidato da battere sia solo De Luca. Secondo lei è effettivamente così? E se può farci anche un pronostico, possibilmente sbilanciandosi.
“De Luca è certamente il candidato da battere anche se rispetto tutti gli altri. Ma è il De Luca più debole che io abbia mai visto. Dice sempre le stesse cose: cambieremo, faremo, costruiremo. Non si è accorto che il mondo è cambiato e che in 34 anni abbiamo perso le grandi occasioni. Non abbiamo più industrie, migliaia di salernitani hanno abbandonato Salerno, siamo l’unica città di mare che in estate chiude, abbiamo strade fatiscenti, non c’è un aiuola fiorita a lungomare, il lavoro è una chimera. E lui continua a raccontare frottole come ha sempre fatto come il wifi gratuito che non c’è, come il grattacielo a piazza della Concordia, come la nuova Montecarlo, come il palazzetto dello sport, la palla del nuovo ospedale. La cosa più triste è quando dice che lui ha dato il sangue per Salerno. Ma quando mai? Senza Salerno non sarebbe mai diventato sindaco, parlamentare e governatore regionale. Un pronostico? Se andiamo al ballottaggio, De Luca va a casa a fare il pensionato”.
Il suo appello al voto.
“Io chiedo il voto innanzitutto per Gherardo Marenghi che ha svolto una campagna elettorale garbata, signorile e veritiera, tutti canoni sconosciuti a De Luca. È il Sindaco che Salerno merita di avere, non vive di politica ma vive per la politica. Poi chiedo il voto per Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, il partito del quale sono dirigente e dove sono iscritta da anni. E infine chiedo il voto per me stessa non perché io sia migliore di altri candidati ma perché so di poter rappresentare al meglio le istanze e le visioni di una vera Destra sociale. Il mio impegno politico non è amorfo, non è indifferente anzi è caratterizzato. Chi mi ascolta capisce subito che sono di Destra con riferimenti ben precisi e soprattutto sono una persona che in Fratelli d’Italia c’era, c’è e ci sarà sempre, anche dopo”. Una Ersilia Trotta battagliera che ha pronosticato il pensionamento di De Luca in caso di ballottaggio. Sarà così? Vedremo.
Mario Rinaldi





