di Erika Noschese
Il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, è stato ospite ieri in città su invito di Sara Petrone, candidata al consiglio comunale nella lista “Salerno Democratica” a sostegno del candidato sindaco Franco Massimo Lanocita. L’incontro, che ha visto la presenza anche dell’altro capolista Giso Amendola, ha offerto lo spunto per un confronto incentrato sui temi della democrazia partecipativa, della legalità e dell’assetto delle coalizioni politiche in Campania.
Sindaco, si è discusso molto di democrazia e partecipazione. Qual è il senso della sua presenza?
«Ho accettato con grande piacere l’invito giunto da Sara Petrone e da un collettivo di giovani. Sono venuto a raccontare l’esperienza che portiamo avanti a Bacoli da quasi vent’anni, prima come attivista, poi come consigliere comunale e ora come sindaco. Se questo racconto può spronare qualche cittadino in più ad andare alle urne domenica e lunedì, è un fatto positivo. Credo che, partendo da esperienze di democrazia dal basso come la nostra, la comunità possa sentirsi davvero protagonista nei processi decisionali e di governo di un territorio importante come quello di Salerno.»
Bacoli viene spesso indicata come un modello di legalità, da ultimo per la battaglia sulla restituzione delle spiagge dai lidi militari all’uso pubblico. Ritiene che a Salerno lo scenario sia differente?
«Non spetta a me giudicare la realtà di Salerno. Trovo improprio che qualcuno proveniente dalla provincia di Napoli venga qui a dire ai cittadini per chi votare. Mi fa piacere, invece, spiegare come in un contesto complesso la legalità non debba essere solo un proclama, ma si debba tradurre in fatti concreti. Noi restituiamo i beni confiscati alla camorra al territorio: l’esempio principale è Villa Ferretti, una struttura sottratta alla criminalità che oggi ospita una sede dell’Università Federico II, oltre a un parco pubblico e a una spiaggia libera. La legalità si fa anche all’interno della pubblica amministrazione, gestendo la cosa pubblica nel pieno rispetto delle regole. A questo si aggiungono le azioni quotidiane per la tutela dei beni comuni, a partire dal litorale, dove abbiamo lavorato intensamente per allontanare gli abusivi. È fondamentale che le regole vengano rispettate da tutti, Stato e strutture militari compresi. Consideriamo inaccettabile che un paradiso come il lungomare di Miseno sia occupato per il 70% da stabilimenti balneari. Vogliamo liberarlo affinché chiunque possa usufruire di spiagge pubbliche. Si tratta di una battaglia di civiltà e di rispetto per la comunità».
Amministrare puntando sulla trasparenza e sulla rottura degli equilibri consolidati espone spesso a forti pressioni. Quanto è difficile la gestione quotidiana per un sindaco giovane che si trova a fronteggiare anche atti intimidatori?
«Faccio parte di Avviso Pubblico, un’associazione in prima linea nel sostenere i primi cittadini che subiscono minacce, un fenomeno purtroppo molto diffuso in tutta Italia. Non è facile essere un sindaco giovane e controcorrente. Ho subito intimidazioni e non è piacevole, ma se un amministratore non ha coraggio può tranquillamente fare un altro mestiere, dato che il ruolo non ce lo ha prescritto il medico. Chi indossa la fascia tricolore deve agire con determinazione perché rappresenta decine di migliaia di persone, mantenendo sempre la schiena dritta. Accanto alla pressione malavitosa deve imporsi la fermezza delle istituzioni locali. Lo Stato è rappresentato sul territorio innanzitutto dai sindaci e dai comuni: se questi si piegano, la criminalità organizzata ha la strada spianata per impossessarsi delle zone più belle della nostra costa».
Passiamo alla politica. A Salerno la coalizione del “campo largo” non ha trovato una sintesi, frammentandosi, mentre lei a Bacoli governa proprio insieme al Pd. Qual è la sua visione sulle dinamiche regionali?
«A Bacoli abbiamo costruito il campo largo e lo abbiamo sostenuto con convinzione anche in occasione delle elezioni regionali. Quando questa formula riesce a trovare una sintesi attorno a un progetto chiaro, i risultati sono evidenti e positivi. Nei comuni in cui si è votato negli ultimi anni, laddove l’alleanza era ben strutturata e unita da una figura di riferimento condivisa, si è sempre vinto e si è governato bene. A Bacoli siamo riusciti a unire forze civiche, movimenti territoriali come FreeBacoli e partiti tradizionali come il PD. Governiamo tenendo fede a un programma condiviso, frutto di ascolto e mediazione. Grazie a questa coesione abbiamo approvato il nuovo Piano Urbanistico Comunale e adottato il Piano per le Aree Demaniali, atti fondamentali che senza una reale intesa politica non avrebbero mai visto la luce. L’auspicio è che si possano trovare simili sinergie anche negli altri territori, dato che in molti comuni della Campania è stato difficile replicare il modello di alleanza che ha funzionato a livello regionale».





