di Olga Sammauro
Una battaglia elettorale, quella che si sta per concludere con i salernitani che andranno al voto i prossimi 24 e 25 maggio, ancora una volta definita complicata. Esattamente come accaduto nella giornata di domenica, in occasione della mobilitazione delle associazioni ambientaliste Italia Nostra e Comitato Salute e Vita contro la cementificazione della vecchia darsena di via Porto a Salerno, i candidati alla carica di sindaco della città si sono ritrovati nuovamente insieme. O meglio, alcuni di loro. Invitati dal Comitato civico “Salviamo Piazza Alario”, seduti uno accanto all’altro, ieri. Nella storica piazza del centro cittadino c’erano la candidata di Semplice Salerno Elisabetta Barone ed i candidati Franco Massimo Lanocita ed Armando Zambrano. Un luogo identitario, dunque anche una scelta simbolica e che fornisce risposte su quello che potrebbe accadere poi in caso di ballottaggio, su come potrebbero ridisegnarsi gli scenari e gli equilibri politici in città. L’invito da parte del Comitato civico salernitano è stata infatti l’occasione per ribadire da parte dei tre candidati a sindaco di Salerno la loro unione attorno ad un’idea. Battere chi governa e ha governato la città fino ad oggi è l’obiettivo comune ancora una volta ripetuto anche da Piazza Alario, “un viatico per il nostro percorso che ci porterà al ballottaggio” hanno detto i candidati. Una serata in cui si è ripercorsa la storia del Comitato, come si è costituito e perché, con quali motivazioni, per quali obiettivi. Lo ha fatto il presidente Ciro Caliendo richiamando alla mente i 10 anni di lotta per contrastare progetti che avrebbero voluto in quella zona della città parcheggi e quindi altri posti auto, cancellando, invece un luogo tanto amato dai salernitani. “Progetti che non avevano alcun interesse pubblico così come non lo hanno alcune delle cose annunciate in questa campagna elettorale” ha detto ancora il presidente Caliendo. Di qui l’invito ai tre candidati Zambrano, Lanocita e Barone ad assumere l’impegno di frenare l’espansione urbanistica che sta interessando la città e che, secondo il Comitato, potrebbe cancellare altri luoghi identitari. Fermare il cemento e gli interessi dei comitati d’affari è la richiesta chiara rivolta ai candidati per potenziare, invece, i servizi pubblici. Un’esperienza che Salerno ha già vissuto proprio con l’azione messa in campo un decennio fa dal quel gruppo di cittadini, una manovra difensiva grazie all’impegno di persone comuni che si sono messe insieme e che ha avuto buon esito. “Non c’è sceriffo che tenga quando i cittadini si mettono insieme” è stato sottolineato dal Comitato. Per i candidati sindaci l’occasione anche per ribadire i pilastri dei propri programmi per la città. Di fronte ai salernitani presenti, Franco Massimo Lanocita ha proposto la riforma dello Statuto e i consigli di quartiere “che si possono fare, nonostante qualcuno dica che i costi della politica non lo consentono. I costi della politica sono dati da altro, ad esempio da gettoni di presenza per Commissioni svolte non in presenza ma da remoto, dove ognuno ha fatto quello che voleva”. La partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dell’amministrazione sono anche al centro del programma di Elisabetta Barone. “In questo caso, la partecipazione ha bloccato quel progetto, ha evitato la cementificazione, ha evitato che venissero costruiti altri parcheggi sacrificando e sventrando un luogo storico” ha detto la candidata di Semplice Salerno. Sulla stessa linea anche Armando Zambrano che ha sottolineato come la partecipazione eccezionale per preservare Piazza Alario abbia effettivamente salvato quel luogo, “una serata in cui si è vissuto un momento straordinario di vita civica operativa concreta e basata su principi fondamentali” ha concluso Zambrano.





