di Erika Noschese
Tante proposte e prese di posizione decise, nel rispetto di tutti gli elettori che hanno scelto di rinnovarle la fiducia per la seconda volta; una promessa, da parte dell’allora sindaco Vincenzo Napoli, di un incontro chiarificatore e, infine, lo strappo. Sara Petrone, ingegnere ambientale, Ambassador del Gruppo Ferrovie dello Stato ed esperta in mitigazione del rischio idrogeologico, è oggi candidata al Consiglio comunale con Salerno Democratica, a sostegno del candidato sindaco Franco Massimo Lanocita.
Petrone, candidata al consiglio comunale con Salerno Democratica a sostegno di Lanocita sindaco. Perché ha scelto di rompere con la maggioranza?
«Non c’è stata nessuna rottura e di questo ne vado fiera. Sono in buoni rapporti con tutti coloro che hanno fatto parte della mia vecchia squadra. Sono sempre stata chiara e la coerenza con le mie posizioni mi ha condotto fisiologicamente qui, in una lista che ha il nome di Salerno Democratica e che, da un lato chiama a un senso di responsabilità chi si trova a gestire ruoli di vertice nel nostro partito nel tener fede alle idee che ha sempre diffuso, e dall’altro dà finalmente la possibilità a chi vota il Partito Democratico di sentirsi rappresentato nell’ampia coalizione di sinistra che ha vinto alle regionali e speriamo possa presto governare il paese».
Cosa è mancato in questi anni, secondo lei?
«Non so dirlo esattamente, sono entrata nella squadra amministrativa 10 anni fa, ritenendo che fosse doveroso per la mia generazione e per il mondo tecnico a cui appartengo, contribuire al normale rinnovamento della classe politica cittadina e, il fatto che mi avessero cercata e coinvolta, mi rassicurava che ci fosse una volontà in tal senso. Quindi, non so spiegarmi l’irrazionale atteggiamento di immobilismo che poi ho constatato all’interno e la sensazione che avere tante energie, volontà e idee fossero connotati negativi».
Lei negli anni ha offerto validi spunti per provare a migliorare le sorti della città ma non sono mai stati recepiti…
«Appunto, al punto tale che in uno degli ultimi consigli comunali il mio intervento si è basato sull’amara constatazione che nessuna delle mie proposte o suggerimenti prodotti erano stati accolti e sulla decisione di fermarmi con ulteriori contributi prendendo atto del fatto che, se non richiesto da loro, lo sforzo profuso si trasforma in inutili parole al vento».
Perché ha scelto di sostenere Lanocita?
«Franco Massimo fin dal giorno dopo essere stato indicato come candidato sindaco mi ha contattato e insistito tantissimo affinché io accettassi di scendere in campo al suo fianco, nella lista del sindaco. E io, in coscienza, non me la sono sentita di tirarmi indietro, di cedere al timore di questa sfida, di non esserci, se non altro come testimone di un’esperienza amministrativa che si propone di costituire le fondamenta solide di un necessario rinnovamento».
Il Ponte dei Diavoli versa ancora nel degrado. Nonostante la sua battaglia nulla è stato fatto…
«La situazione del Ponte dei Diavoli è tra le urgenze che la nuova amministrazione dovrebbe affrontare, la sua complessità presuppone un serio impegno da parte di chi rivestirà un ruolo politico decisionale, facendosi promotore della sinergia tra gli enti competenti. Nonostante fossi riuscita ad avere la delega dal Sindaco per il recupero di somme economiche per la realizzazione degli interventi e avessi iniziato a reperirle, l’ente non mi ha supportato, non mi è stato alle spalle, dando la necessaria credibilità e affidabilità nell’intenzione di effettuare realmente gli interventi necessari. A quel punto, ho interrotto la ricerca di finanziamenti e attendo il giorno in cui potremo utilizzare le somme ottenute con l’art bonus, per le finalità per cui sono state generosamente donate».
Quali sono i progetti che intende portare avanti?
«Le mie sensibilità in merito all’ambiente, il verde, i rifiuti, l’innovazione, l’Europa, e svariati altri temi, su cui ho portato avanti iniziative e proposte in questi anni, sono ampiamente note a chi mi conosce. In questi anni di lavoro in Direzione Tecnica di Rete Ferroviaria Italiana si sono arricchite di competenze di alto livello nella gestione dell’emergenza, del dissesto idrogeologico e del cambiamento climatico. Temi che nella nostra città non vengono attenzionati e presenziati adeguatamente ma che dovrebbero essere parte del lavoro silenzioso e scontato che un ente locale deve portare avanti come presupposto di una buona gestione. Vedere il nostro territorio franare sistematicamente, con i conseguenti disagi sulla cittadinanza, mentre io, tramite la mia azienda, seguo e intervengo nel resto d’Italia, per ridurre il rischio, è un totale non senso, se non addirittura una grave irresponsabilità da parte di chi ha governato la città in questi anni non affidando i ruoli decisionali alle persone competenti».





