Giudice: Senza il PalaTulimieri stiamo perdendo intera generazione di atleti - Le Cronache Cronaca
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Giudice: Senza il PalaTulimieri stiamo perdendo intera generazione di atleti

Giudice: Senza il PalaTulimieri stiamo  perdendo intera generazione di atleti

“Sono Massimo Giudice, ex pattinatore dopo 55 anni, ex direttore tecnico della Pattinaggio Roller Salerno, ex allenatore di hockey su pista, ex istruttore di pattinaggio. Sì, ex. E ancora ex”. Comincia così lo sfogo amaro di Massimo Giudice, figura storica dello sport rotellistico salernitano e direttore tecnico della Roller Salerno, che denuncia le conseguenze della chiusura del Palatulimieri, unico impianto cittadino adeguato e regolamentare per ospitare hockey su pista, pattinaggio corsa e pattinaggio artistico. Un appello che va oltre la semplice protesta sportiva e che racconta la difficoltà quotidiana di atleti, tecnici e famiglie costretti, da mesi, a convivere con l’assenza di una struttura idonea. “Vorrei chiarire un aspetto fondamentale – spiega Giudice – Io e tutti i miei collaboratori abbiamo sempre svolto questo lavoro per passione e non per professione. Ma fare sport per passione non significa essere meno professionali. Significa, spesso, mettere ancora più cuore, sacrificio e tempo al servizio dei ragazzi”. Secondo l’ex direttore tecnico della Pattinaggio Roller Salerno, la chiusura del Palatulimieri ha avuto effetti devastanti sulla continuità agonistica delle discipline rotellistiche, che necessitano di superfici specifiche e regolamentari per potersi allenare e competere. “Chi conosce davvero questi sport sa bene che hockey su pista, pattinaggio corsa e artistico sono discipline altamente tecniche. Non possono essere praticate ovunque. Anche un solo giorno senza allenamento può diventare penalizzante, soprattutto nella cura dei fondamentali e nella gestione di strumenti specifici come pattini, bastone e pallina”. Una situazione che ha costretto la società a scelte drastiche e dolorose. La Pattinaggio Roller Salerno ha infatti rinunciato prima al Campionato Nazionale di Serie A2 di hockey su pista, svincolando tutti gli atleti, e successivamente anche alla Serie B, questa volta a campionato già iniziato. “Abbiamo deciso responsabilmente di ritirarci prima dell’inizio della Serie A2 per evitare figuracce o l’abbandono del campionato in corsa. Ma nessuno può dire che il problema sia stato affrontato davvero”, sottolinea Giudice. Il momento più difficile, però, sarebbe arrivato con il campionato Under 11. “Siamo stati costretti a fermarci quando mancavano appena due partite alla fine. Bambini in lacrime perché, improvvisamente, non avevano più un posto dove allenarsi e giocare”. Parole dure, che chiamano direttamente in causa le istituzioni cittadine. “Queste sono le conseguenze reali della chiusura del Palatulimieri: ragazzi, famiglie e tecnici lasciati soli. Nessuno ci ha mai chiesto come affrontare il problema o quali sarebbero state le conseguenze sportive, sociali ed educative”. Giudice respinge anche le critiche di chi sostiene che la società fosse già consapevole dell’abbattimento dell’impianto. “Certo che lo sapevamo. Ed è proprio per questo che abbiamo cercato di comportarci con responsabilità. Ma sapere che un impianto verrà chiuso non significa accettare che venga cancellato uno sport senza prevedere alternative”. Nonostante tutto, gli atleti del pattinaggio corsa e dell’artistico continuano ad allenarsi grazie agli enormi sacrifici delle famiglie e dei tecnici, adattandosi in strutture di fortuna e preparando le competizioni in condizioni estremamente difficili. “Questi ragazzi continuano a inseguire il loro sogno con passione, sacrificio e dignità. Ma lo sport rotellistico salernitano non può sopravvivere arrangiandosi all’infinito”. Da qui l’appello finale: “Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto il diritto di garantire ai nostri ragazzi la continuità sportiva che meritano. Dietro ogni allenamento ci sono famiglie, sacrifici e anni di lavoro. Privare una città di un impianto regolamentare significa spegnere opportunità, crescita e futuro per centinaia di giovani atleti. Serve una soluzione concreta, dignitosa e immediata, prima che questo patrimonio sportivo venga definitivamente cancellato”.