di Erika Noschese
C’è davvero tanto entusiasmo attorno alla candidatura dell’avvocato Ersilia Trotta, candidata al Consiglio comunale di Salerno con Fratelli d’Italia, a sostegno del candidato sindaco Gherardo Maria Marenghi. Un entusiasmo che nasce dal lavoro costante sul territorio, dall’ascolto delle persone e da una visione concreta della città. L’avvocato Trotta ha dimostrato di avere idee chiare e una progettualità solida sulla Salerno del futuro: una città più vivibile, più attenta ai bisogni delle famiglie, dei giovani e delle attività produttive. Competenza, determinazione e capacità di confronto sono elementi che caratterizzano il suo impegno, insieme alla volontà di contribuire in modo serio e responsabile al rinnovamento dell’azione amministrativa. Salerno ha bisogno di energie nuove, di proposte credibili e di persone che sappiano trasformare le idee in azioni concrete. Questa candidatura rappresenta, per molti, un segnale forte in questa direzione.
Avvocato, manca ormai meno di un mese al voto. C’è grande entusiasmo attorno alla sua candidatura…
«È stata una vera sorpresa vedere tanto entusiasmo intorno alla mia candidatura, non tanto perché non conoscessi le dinamiche elettorali (sono Consigliere dell’ordine degli Avvocati eletta due volte consecutive) ma soprattutto perché noto una presa di coscienza dei cittadini salernitani rispetto alle difficoltà della città e mi fa piacere che molti convergano su di me facendo squadra».
Nei giorni scorsi due colpi messi a segno nella zona orientale. Occorre un cambio di passo nella gestione della sicurezza…
«Leggo con stupore i manifesti blu del candidato De Luca dove scrive “sicurezza”. Ha sempre detto che la sicurezza è un compito delle forze dell’ordine, polizia, carabinieri, prefetto, che dunque non dipendono dal Sindaco e oggi invece ci viene a dire De Luca=sicurezza. Ma poi di quale sicurezza parla proprio lui quando sono trenta anni che sgoverna Salerno? La verità è che occorre coordinare un’azione puntuale ed efficace con la prefettura e riaprire il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica contribuendo con segnalazioni ad hoc».
Proprio in questi giorni si parla di Luci d’Artista. La kermesse natalizia, secondo lei, di cosa ha bisogno?
«Ha bisogno di essere valorizzata, non eliminata. Ora come ora è una stanca ripetizione di sé stessa senza capacità di rinnovamento. È sganciata dai flussi culturali e dalla valorizzazione dei territori comunali. Si ferma al centro di Salerno e non coinvolge il resto della città. Così com’è ora è solo un Luna Park urbano».
È denuncia di questi giorni il degrado e l’abbandono in cui versa il Parco del Mercatello.
«Salerno è la città delle incompiute. Il parco del Mercatello è stato inaugurato nel 1998. Sono trascorsi quasi trenta anni ma tutto è regredito: sarebbe dovuto essere un polmone verde ma di alberi alti e di ombreggiatura ce n’è poca, non ne parliamo del laghetto. Oggi c’è solo trascuratezza e pochezza. Appare necessario individuare un esperto di riciclo e rinnovamento urbano di aree verdi. Oggi i parchi urbani sono una scienza, non una improvvisazione».
Porticciolo di Pastena, quale la sua idea di sviluppo?
«Un’area cresciuta nel tempo in un contesto urbano di polo nautico che fino ad oggi di nautico non ha proprio nulla. Però De Luca oggi non si facesse maestro: c’era lui sindaco quando fu approvata la Variante al PUC: Zona Omogenea FP5 “Porto Turistico di Pastena”. Salerno sta piano piano perdendo spiagge e luoghi di atmosfera. Io credo nessuna decisione debba essere imposta ma debba scaturire solo da un sereno confronto tra Comune, imprenditori e cittadini».
Cultura, quali proposte?
«Una città senza cultura è una città morta ricordava Giuseppe Campus Venuti.
Favoriamo l’apertura di musei d’arte moderna open air, centri culturali di avanguardia, raccordi multimediali, manifestazioni artistiche autenticamente di spessore, interconnessioni con il sistema trasporti, raccordi con l’università, apertura di gallerie d’arte, rafforzamento del teatro Verdi, borsa turistica nazionale, centri congressuali europei, rientro nel centro città di cinema periferizzati. Rivalutiamo il centro storico e rivitalizziamolo: attrattori culturali, ripresa urbana anche dei palazzi privati con apposite ordinanze con incentivi edilizi, interconnessione Sopraintendenza- scuola-cittadini-Comune per una giusta informazione riguardo la storia cittadina e divulgazione delle enormi opere che abbiamo (per esempio Largo Montone, Giardini della Minerva, San Pietro a Corte) da inserire in un apposito sito
web indicizzato sui motori di ricerca e promosso adeguatamente. Salerno è stata capitale longobarda e normanna: non è nata trenta anni fa».





