Una riunione di venti minuti e un brindisi con prosecco Valdobbiadene ha chiuso la seconda puntata del rinnovamento chiesto dalla famiglia Berlusconi a Forza Italia dopo la sonora sconfitta al referendum sulla giustizia. Enrico Costa è il nuovo capogruppo azzurro alla Camera, eletto per acclamazione, al posto di Paolo Barelli. Un avvicendamento decisamente più travagliato di quello avvenuto al Senato con le dimissioni di Maurizio Gasparri e l’elezione di Stefania Craxi quasi tre settimane fa. L’assemblea convocata alle 20 nella sala Colletti del palazzo dei gruppi di Montecitorio – assente il segretario Antonio Tajani – fila via liscia senza sorprese. E’ lo stesso Barelli a proporre Costa come candidato unico ed è un applauso dei deputati presenti a incoronarlo. Tra loro anche l’ultima compagno di Silvio Berlusconi Marta Fascina. “Parlerò con ciascuno di voi deputati per fare le scelte giuste, rispettando e valorizzando la storia di ciascuno. Assumo questo ruolo con un bagaglio di valori liberali mettendo al centro la persona e la sua libertà di scelta. Un centrodestra moderno si deve occupare di libertà e diritti”, dice Costa prendendo la parola in assemblea subito dopo la sua elezione. “Mi impegno a valorizzare le professionalità di ciascuno”, aggiunge spiegando che le sue parole d’ordine saranno “coesione e competenza”. E ricordando il suo “maestro Nicolò Ghedini”. Tajani ringrazia Barelli: “Il suo lavoro sarà ancora prezioso per il futuro del nostro movimento”, afferma, ma sul suo futuro l’ormai ex capogruppo non si sbottona. Secondo fonti di maggioranza l’offerta che gli sarebbe stata fatta è quella di un posto di sottosegretario al ministero dei rapporti con il parlamento, incarico che sarebbe compatibile con quello di presidente della Federnuoto cui non intende rinunciare, ma l’ex capogruppo non conferma. In una nota spiega di restare a disposizione del gruppo e ai giornalisti che lo incalzano al termine dell’assemblea risponde: “Non ho assolutamente nessuna richiesta. Se mi chiederanno qualcosa vedremo ma non c’è nulla sennò vi direi fesserie. Vedremo, se mi chiedono qualcosa risponderò ma non è quello il problema”. Il consiglio dei ministri che dovrebbe procedere alla nomina sua e di altri sottosegretari, ipotizzato per giovedì, non è stato ancora convocato. Sul resto dell’organigramma del gruppo si deciderà in seguito, ovvero sulla eventuale sostituzione dell’attuale vice capogruppo vicario Raffaele Nevi e degli altri vicepresidenti del gruppo. Sul tavolo la questione dei congressi locali e del congresso nazionale che la famiglia Berlusconi vorrebbe rinviare a dopo le politiche. Sarà anche questo il tema di un incontro che dovrebbe tenersi stamattina tra Giorgio Mulè e Tajani, anche se non confermato a causa di impegni dello stesso ministro degli esteri che dovrebbe essere a Berlino. “Cuius regio, eius congressi”, il motto che Mulè consegna ai cronisti lasciando la riunione.





