Scafati. Seneca, licenziemnti in massa - Le Cronache Provincia
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Scafati. Seneca, licenziemnti in massa

Scafati. Seneca, licenziemnti in massa

Scafati. Raffica di lettere di licenziamento, arrivate mentre gli appalti sono ancora attivi e l’azienda continua a incassare dai contratti pubblici. Esplode la protesta alla Seneca scafati ex Helios dopo l’incendio avvenuto il 5 aprile dell’anno scorso. I dipendenti vivono sospesi in cassa integrazione, in un clima di totale incertezza, mentre – secondo il sindacato – l’azienda avrebbe proseguito i servizi attraverso ditte terze. Una contraddizione che ha acceso la miccia della contestazione. Le lettere inviate ai lavoratori parlano di «cessazione dell’attività aziendale», ma la Fit Cisl sostiene che gli elementi raccontino altro: nessuna liquidazione, nessuna procedura fallimentare, appalti pubblici ancora in essere e personale formalmente assegnato in diversi cantieri. Anche l’attività di stoccaggio e gestione rifiuti, riferisce il sindacato, continuerebbe tramite operatori esterni. «Siamo di fronte a licenziamenti anomali, unilaterali e privi dei presupposti di legge – denuncia il segretario provinciale Diego Corace -. Non permetteremo che i lavoratori vengano scaricati dopo un anno di sacrifici. L’azienda continua a incassare, continua ad avere appalti attivi, e ora pretende di far pagare ai dipendenti la propria disorganizzazione. È totalmente inaccettabile». A complicare la situazione c’è anche il grande incendio che il 5 aprile scorso ha colpito il capannone aziendale e che, come ricorda la Fit Cisl provinciale, è ancora oggetto di indagini. Le cause non sono state chiarite e non esistono conclusioni ufficiali. «È intollerabile che, mentre le autorità stanno ancora accertando le responsabilità, siano i lavoratori a pagare il prezzo più alto – afferma Corace -. Le famiglie non possono essere trattate come un dettaglio sacrificabile». Intanto, diversi appalti stanno arrivando a scadenza e nuove gare riaffideranno comunque i servizi. Per il sindacato, dunque, i licenziamenti non solo sarebbero immotivati, ma anche privi di logica industriale: “Se i servizi continueranno, i lavoratori devono essere ricollocati, non abbandonati”, aggiunge Corace. La Fit Cisl provinciale ha richiesto all’azienda la sospensione immediata dei licenziamenti, la consegna degli atti relativi agli appalti e la convocazione urgente di un tavolo di confronto entro 72 ore. In assenza di risposte, il sindacato annuncia una mobilitazione senza precedenti: attivazione delle procedure di raffreddamento, proclamazione dello stato di agitazione, sciopero generale del sito, informativa agli enti appaltanti e valutazione di un’azione legale per presunta condotta antisindacale. Per la Fit Cisl provinciale, il tempo è scaduto: dopo mesi di attesa e promesse mancate, i lavoratori chiedono certezze, tutele e trasparenza. La vertenza, ormai al centro dell’attenzione anche nelle amministrazioni locali, rischia di allargarsi ulteriormente se non arriveranno risposte rapide e concrete. «Se l’azienda non ritirerà i licenziamenti, la mobilitazione sarà inevitabile e durissima – conclude Corace -. Il sindacato e pronto a difendere i lavoratori in ogni sede pur di ottenere le proprie ragioni”