Di Antonio Manzo
Se Italo Calvino fosse stato quel giorno a Torraca, piccolo comune cilentano mandato al voto, avrebbe incontrato Americo Ormea contento di considerare la elezione come un buon segno. Lui, comunista di una vita, aveva voluto diventare un poco pessimista, e non senza ragione. Non avrebbe potuto descrivere il compito modesto ma anche necessario di scrutatore nel seggio. Perché Amerigo non avrebbe mai immaginato che a distanza dii ben 73 anni dalle elezioni note come impropriamente definite come “legge truffa” avrebbe dovuto vedere lo Stato che riconosceva falsi votanti impegnati a mandare a casa, con i voti sulle dita di una mano, l’’amministrazione comunale uscente? Possibile che c’erano stati solo tre consiglieri di minoranza uscenti a far rilevare la nomina di tale Domenico Abbadessa presidente dell’unico seggio elettorale e funzionario all’ufficio tributi del comune di Torchiara? Possibile che hanno avvertito il Prefetto di Salerno senza, però, ottenere risposta? Domenico Abbadessa diventa personaggio nazionale e finisce in una interrogazione parlamentate al ministro Piantedosi firmata dal senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone . “Il presidente del seggio designato ha sempre palesato la sua faziosità – rivela Iannone – affiggendo manifesti pubblici a sua firma dove criticava apertamente l’operato dell’attuale minoranza. Getta un’ombra a sull’immagine e l’imparzialità del seggio”.
Ma la minoranza non ci sta. Scrive alla procura della Repubblica di Lagonegro dove il sostituto Pm Dario Mogavero indica e individua 32 indagati con l’accusa di falso per la storia degli elettori fantasma. Nell’elenco figurano l’attuale vice sindaco di Torraca Daniele Zicarelli, il comandante dei vigili di Sapri Antonio Abbadessa con una sfilza di parenti nell’elenco degli elettori fantasmi. A Torraca tutti passava attraverso l’ufficio Anagrafe che attestava gli elettori falsi.
L’inchiesta è aperta dall’8 giugno 2024 e il pm, noto come magistrato non solo attento ma scrupoloso, sta lavorando alle fasi finali in questa storia italiana nata e sorta in un piccolo comune cilentano, con un’aneddotica tra burlesca e pietosa avrebbe detto Americo Omera che non vedeva rappresentanti di lista dell’opposizione capaci di contestare quelli che mangiavano la scheda, quello cha a trovarsi tra le pareti della cabina con in mano quel pezzo di carta s’era creduto alla latrina e aveva fatto i suoi bisogni, tutti in coro a pronunciare il numero della lista e il nome di candidato. Torraca, avrebbe scritto Italo Calvino, “ultima città dell’imperfezione, ha la sua ora perfetta, pensò lo scrutatore, l’ora, l’attimo in cui in ogni città c’è la Città. Torraca 1.215 abitanti Città del Parco del Cilento.






