Inaugurato il primo centro antidiscriminazione Lgbtqia+ - Le Cronache Attualità
Provincia Attualità

Inaugurato il primo centro antidiscriminazione Lgbtqia+

Inaugurato il primo centro antidiscriminazione Lgbtqia+

È stato inaugurato ieri, in via Romualdo II Guarna, il CAD (Centro Antidiscriminazioni LGBTQIA+) di Salerno. Il servizio, realizzato dal Arcigay Salerno “Marcella Di Folco” e dall’Ambito Sociale S5 attraverso un percorso di co-progettazione e co-costruzione, offrirà supporto e accompagnamento alle persone vittime di discriminazioni e violenze fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Tra i presenti all’evento: Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay; Emanuele Avagliano, presidente del Comitato Territoriale Arcigay Salerno “Marcella Di Folco”; Francesco Napoli, già presidente di Arcigay Salerno e responsabile del CAD; Daniela Lourdes Falanga, delegata per il contrasto alle mafie, alle carceri e per la legalità; Fabio Polverino, già consigliere comunale di Salerno. Un momento importante per tutta la comunità LGBTQIA+ cittadina e provinciale, oltre che per l’intera collettività, che potrà contare su un presidio dedicato all’ascolto, alla tutela e all’assistenza delle persone vittime di discriminazione. L’iniziativa darà inoltre vita a nuovi progetti ed eventi finalizzati alla sensibilizzazione sui linguaggi d’odio e alla promozione della salute sessuale, temi che da sempre caratterizzano l’attività di Arcigay Salerno sul territorio. «Abbiamo inaugurato il CAD, il Centro Antidiscriminazioni, qui nel cuore della città di Salerno, che sarà a disposizione della popolazione salernitana e dell’intera provincia. Un luogo in cui le persone LGBTQIA+ troveranno operatori, professionisti e volontari in grado di aiutarle», ha dichiarato Gabriele Piazzoni. «In tutti i casi in cui si verifichino episodi di omofobia, transfobia o discriminazioni di qualsiasi tipo legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere, questo centro rappresenterà un punto di riferimento. Un luogo sicuro che, crediamo, contribuirà a rendere Salerno e la sua provincia realtà in cui nessuno debba sentirsi spaventato o avere paura di essere liberamente se stesso», ha aggiunto il segretario generale. «Con grande soddisfazione inauguriamo il Centro Antidiscriminazione di Salerno, il primo nella nostra provincia e, auspichiamo, non l’ultimo sul territorio. Uno spazio di civiltà, accoglienza, tutela e protezione per le vittime di violenze legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ma anche per le loro famiglie e per l’intera comunità locale. È uno spazio che si rivolge certamente alle vittime, ma che ha anche l’obiettivo di coinvolgere tutta la cittadinanza attraverso azioni di sensibilizzazione e animazione territoriale, finalizzate a promuovere una cultura più inclusiva e linguaggi rispettosi delle persone e delle minoranze», ha dichiarato il responsabile del CAD, Francesco Napoli. «È una grande soddisfazione perché, dopo tanti anni, anche grazie all’impegno dell’amministrazione comunale uscente, riusciamo a garantire ad Arcigay uno spazio fortemente voluto e che mancava da tempo alla nostra città e al nostro territorio». «Oggi è un momento importante per la nostra associazione. Da sempre ci occupiamo di contrasto alle discriminazioni e oggi, finalmente, ufficializziamo un servizio a disposizione delle istituzioni, del Comune e dell’intero territorio. È un passo significativo che rende la città sicuramente più inclusiva e più europea», ha dichiarato il presidente di Arcigay Salerno “Marcella Di Folco”, Emanuele Avagliano. «Questo risultato è possibile grazie all’impegno di tanti attivisti e volontari che da 33 anni rappresentano la voce e l’espressione di Arcigay a Salerno, ma anche grazie alla sinergia costruita con l’amministrazione comunale». Soddisfazione è stata espressa anche dalla vice sindaca uscente e assessora alle Pari Opportunità, Paky Memoli: «Oggi anche a Salerno nasce il Centro Antidiscriminazione LGBT, frutto di un progetto nazionale e parte di una rete che in Italia conta già 37 centri. Ritengo che questa rete non sia soltanto un punto di riferimento per chi subisce discriminazioni, ma anche uno strumento fondamentale per promuovere un cambiamento sociale e culturale necessario al loro superamento».