Nocerina, a processo 12 ultras - Le Cronache Cronaca
Nocera Inferiore Cronaca

Nocerina, a processo 12 ultras

Nocerina, a processo 12 ultras

Nocera Inferiore. Fissato per maggio il processo bis per 12 ultras  della Nocerina condannati complessivamente a 60 anni di reclusione   con accuse di devastazione e agguati contro la tifoseria del Perugia e la polizia. Due furono le assoluzioni e per loro non ci sarà Appello. La vicenda nacque nell’agosto del 2013 quando gli ultras rossoneri assalirono i rivali umbri prima della gara del San Francesco.  Al cuore del giudizio c’era la confermata identificazione dei tifosi molossi presenti quella sera, alcuni coperti al volto, conosciuti da tempo dagli uomini della Digos, con le riprese di diverse telecamere. In Tribunale, durante il processo di primo grado, erano state raccolte le testimonianze degli ispettori di polizia presenti sul posto, per la ricostruzione dei fatti, quando gli ultras della Nocerina diedero inizio ad un feroce scontro con lancio di pietre e altro verso le forze dell’ordine e i tifosi ospiti del Perugia. Gli scontri  ebbero inizio nei pressi della piazzetta De Santis, con un tiro a bersaglio-sassaiola protratto per diversi minuti contro due mini-bus da nove posti con a bordo tifosi umbri e le stesse forze dell’ordine,  costituitesi parte civile. Quella sera, un gruppo di supporter rossoneri venne a contatto con le forze di polizia, che stavano scortando allo stadio San Francesco la tifoseria del Perugia. Pochi minuti dopo, sarebbe cominciato il match tra rossoneri e i grifoni: dagli accertamenti la tifoseria perugina era nel mirino per delle presunte aggressioni a dei passanti, fuori dall’intenzione di creare indiscriminatamente il caos. Le successive indagini della Procura portarono nel corso dei mesi all’arresto di 15 persone complessivamente: la posizione di un tifoso venne stralciata  in virtù del rito scelto da uno dei coinvolti e per quella sentenza il giudice parlò di “agguati” commessi da gruppi di tifosi a danno della tifoseria ospite e della polizia, oltre alla distruzione dell’arredo urbano, i cui resti furono utilizzati per la sassaiola contro gli agenti. Cominciarono lanci di sassi e di bottiglie, con la richiesta di supporto anche ad altre forze, come i carabinieri, per poi indirizzare i mini-bus aggrediti verso l’autostrada. Ora si va in Appello su ricorso presentato dal collegio difensivo composto tra gli altri dagli avvocati Gregorio Sorrento, Vincenzo Calabrese, Francesco Vicedomini e Adriano Bellacosa.