Nonostante la pioggia battente, almeno un centinaio di persone si sono radunate questa sera in piazza Duomo a Nola per partecipare a una fiaccolata dedicata al piccolo Domenico, il bambino di poco più di due anni a cui è stato trapiantato un cuore giunto danneggiato.
L’evento, annunciato come un momento di solidarietà e vicinanza, è stato sospeso a causa delle condizioni meteorologiche avverse. I partecipanti, tra cui anziani, madri con bimbi in passeggino e cittadini di ogni età, hanno trovato riparo nel vicino Duomo, dove è stato distribuito un volantino contenente una preghiera dedicata al bambino.
Tra le mani dei partecipanti cuori, fiaccole e uno striscione con la scritta “Per il nostro guerriero”, che è stato posto sull’altare.
Un altro momento di preghiera si era tenuto in mattinata nella parrocchia Maria Santissima della Stella di Nola, a cui avevano preso parte anche i genitori del piccolo.
«La vita di Domenico – ha detto monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola – non è sciupata se ha prodotto e produce questo moto di cambiamento: “il dopo” non sarà più come “il prima”».
«VICENDA CHE INTERPELLA TUTTO IL PAESE»
Poche ore prima le parole di Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. «Quello che sta succedendo in questi giorni, intorno alla tristissima vicenda di Domenico, bambino di Napoli che non può essere sottoposto ad ulteriore trapianto, secondo l’équipe di colleghi che al Monaldi hanno preso questa decisione, non interessa solo il bambino, la mamma, gli operatori, le supposte sciatterie. Di questo si occuperà chi ne ha responsabilità. Interpella tutto il Paese. Interpella le politiche in favore della donazione d’organo. Esige la centralità quotidiana nell’attenzione verso la salute e non segua la cronaca, pur drammatica, che di volta in volta ci riporta alla dura realtà».





