di Erika Noschese
La città di Cava de’ Tirreni si appresta a tornare al voto. La prossima primavera, infatti, i cittadini saranno chiamati ad eleggere la nuova amministrazione comunale. Con Vincenzo Servalli ormai a scadenza di mandato, il centrosinistra è alla ricerca del successore. Un nome in grado di tenere unito il cosiddetto campo largo. Gli incontri, in questi giorni, si susseguono ma nel frattempo la coalizione potrebbe avviare il tavolo di discussione senza una valida proposta. Acque agitate anche in casa centrodestra. Certa, per il momento, la candidatura a sindaco di Raffaele Giordano che ha già ottenuto l’ok di Fratelli d’Italia e Noi Moderati mentre Forza Italia sembra prendere tempo, nonostante un iniziale no convinto del coordinatore regionale Fulvio Martusciello. Questa sera dovrebbe tenersi un incontro con la coalizione per provare a fare il punto rispetto al nome di Giordano. FI vorrebbe evitare di assumersi responsabilità su una eventuale sconfitta, scaricando poi le responsabilità sui partiti alleati. Ad ufficializzare la candidatura alla carica di primo cittadino è invece Eugenio Canora in campo con Cava SIA – Città in Comune. «Mi candido a Sindaco di Cava de’ Tirreni perché è tempo di affrontare con serietà e determinazione le questioni che riguardano il nostro territorio, per garantire servizi migliori e opportunità concrete per tutti: riportare ordine nei conti del Comune, assicurare manutenzione efficace, investire in cultura, sport, sanità territoriale, sicurezza urbana e qualità della vita. Governare significa assumersi responsabilità e trovare soluzioni. È questa l’idea di Sindaco che mi accompagna da sempre. Da bambino, quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo semplicemente: il Sindaco. Lo immaginavo come la persona a cui si portano i problemi e che ha il dovere di cercare soluzioni per la propria comunità. Quella visione ha guidato il mio impegno nella rappresentanza studentesca, nella facoltà di Scienze Politiche, nel Forum dei Giovani e nell’associazionismo, lavorando fin dalla mia prima candidatura nel 2010 all’idea di Città di Qualità. Nel 2015 sono stato eletto in Consiglio Comunale e, con le deleghe allo sport e all’innovazione, abbiamo avviato percorsi concreti di crescita – ha detto Canora – Nel settembre 2021 è arrivato il momento della scelta: coerenza o potere? Restare in maggioranza per conservare posizioni oppure rimanere nel tracciato del programma che avevo contribuito a scrivere? Sono rimasto solo, sono uscito dalla maggioranza, ma non ho fatto un passo indietro. In Consiglio Comunale richiamai la metafora della rana di Chomsky per spiegare il rischio di abituarsi lentamente a scelte sbagliate senza reagire, denunciando il pericolo di un piano di riequilibrio finanziario che ritenevo non necessario, dannoso e inopportuno. Nel 2022 è nata Cava SIA, un progetto civico che è cresciuto e che è evoluto in Cava SIA – Città in Comune. Oggi torna quel sogno romantico che avevo da bambino, ma si concretizza in un impegno vero verso la città. Non si tratta solo di fare il Sindaco, ma di essere il miglior Sindaco possibile per questa città, all’altezza della sua storia e delle sue potenzialità. Il nostro progetto, “Trasparenti e performanti come l’acqua”, unisce rigore nei conti, innovazione nei servizi e responsabilità verso la comunità. Continueremo a costruirlo insieme, ascoltando e confrontandoci con tutti. Perché una città si governa insieme. E perché Cava merita il coraggio di scegliere il futuro».





