Maresca: Convinto Sì per giustizia giusta - Le Cronache Ultimora
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Maresca: Convinto Sì per giustizia giusta

Maresca: Convinto Sì per giustizia  giusta

di Arturo Calabrese

 

 

Il comitato civico “SI-SA”, del presidente Mario Capo, ieri mattina ha mosso i primi passi. Presso il Palazzo Civico delle Arti è stato organizzato un evento dal titolo “Referendum Giustizia, il nostro… Sì!”. I lavori, gestiti e moderati dal presidente Capo, hanno visto la partecipazione degli avvocati Agostino Bellucci, presidente della Camera Penale di Vallo della Lucania, Giuseppe Di Vietri, giovani avvocati per il Sì, e Domenico Sica dell’Aiga. Parola, poi, a insigni ospiti come il già sostituto procuratore della Repubblica Catello Maresca e il professore ordinario di Diritto Penale dell’Università di Napoli Federico II, Vincenzo Maiello. Il magistrato si dice un fermo sostenitore della riforma per una lunga serie di motivi. Tra essi, quello di una giustizia giusta, “più efficiente, più rapida, più affidabile anche nei confronti dei cittadini e perché tutto quello che è successo, le distorsioni del caso Palamara, la mala giustizia devono essere lasciate alle spalle attraverso una riforma che a me sembra coerente, logica e ben orientata”. Occasione è stata anche per un veloce commento sulla situazione politica attuale. Maresca vede e legge con preoccupazione quanto accaduto a Salerno. Seppur non citi direttamente i protagonisti, è palese il riferimento alle dimissioni del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, che ha di fatto lasciato il posto al predecessore Vincenzo De Luca. “Logiche – ha detto – che non dovrebbero far parte della politica”.

Dottor Maresca, diversi gli incontri propedeutici al referendum del 22 e 23 marzo…

“Proviamo a ragionare sul testo, sulla norma, a offrire ai cittadini una visione chiara, sincera anche di quelle che sono le prospettive della riforma. Lo facciamo perché crediamo che solo questo possa essere il metodo giusto e non la propaganda.

L’idea di rappresentare delle ipotesi suggestive la lasciamo ad altri: noi siamo giuristi, siamo legati a un testo esitato dal Parlamento e su questo ci confrontiamo anche con i cittadini per offrire loro degli strumenti atti a permettere di compiere una scelta consapevole”.

Un certo racconto mediatico pone la sfida tra Sì e No come una sfida tra destra e sinistra. È così?

“Purtroppo lo sta diventando e lo scontro addirittura si sta radicalizzando. Mi sembra che si adottino più strumenti di comunicazione o di convincimento di massa che non quelli della verità. Questo non è un bene, perché molti temono che si determineranno anche sulla base delle suggestioni oppure addirittura degli orientamenti politici, ideologici e anche partitici. Su questo aspetto potremmo invitare i cittadini ad andare a vedere le persone che oggi hanno cambiato idea, qualche anno fa, che cosa sostenevano, perché poi la riforma è la stessa, nel senso che se si parla di separazione oggi se ne parlava anche ieri. Essere convinti e sostenitori ieri, ma detrattori oggi, non è un atteggiamento che mi sembra coerente”.

Tra un anno Napoli al voto, ma prima c’è Salerno: anche qui opzione campo largo…

“Preferisco parlare di giustizia, della riforma e delle cose che mi appartengono. Leggo con preoccupazione di un sindaco che si dimette per fare posto ad altri.

Non capisco perché debba essere così. La politica fa parte di un concetto più alto che dovrebbe prescindere da queste manovre”.

Dunque, perché votare Sì?

“Perché c’è bisogno di una giustizia più giusta, più efficiente, più rapida, più affidabile anche nei confronti dei cittadini e perché tutto quello che è successo, le distorsioni del caso Palamara, la mala giustizia devono essere lasciate alle spalle attraverso una riforma che a me sembra coerente, logica e ben orientata”.