La situazione in cui versa la città di Salerno è ben nota, e non solo per le carenze finanche nell’ordinaria amministrazione, ma per il grave colpo inferto alle istituzioni a seguito delle immotivate dimissioni di un sindaco eletto per far spazio a chi, oggi, è un semplice cittadino. Salerno è diventata una proprietà privata, con un inquilino che, ritenuto in qualche modo “quasi abusivo” dal proprietario dell’abitazione, si trova costretto a lasciarla libera per consentirne l’occupazione a chi si predica proprietario. Anche la distratta opinione pubblica della città, la stessa che nel passato con il suo silenzio e la sua complicità più o meno interessata ha consentito, di fatto, la ultra trentennale occupazione del potere da parte di De Luca, ora mostra evidenti segni di insofferenza. A ciò si aggiunga che il ciclo deluchiano, anche a seguito dei recenti esiti delle elezioni regionali ed al ruolo sempre più centrale assunto dal Sindaco di Napoli, sembra essersi definitivamente esaurito, e che i vuoti soliloqui televisivi di De Luca non mostrano affatto consapevolezza dei veri problemi della città, che vengono o sottaciuti, come quello della sicurezza, ridotti a battute da cabaret.
A fronte di questa situazione, si registrano molteplici proposte di candidature a sindaco, che paiono più funzionali al tentativo di raggiungere il quorum per ottenere un seggio di consigliere comunale che a minare davvero la possibilità di elezione a Sindaco di De Luca. Orbene, qui non si tratta di soddisfare la volontà di persone, pur sempre degne ed apprezzabili nell’impegno, posto che se davvero si vuole bene a questa comunità occorre, invece, pensare ad un disegno più complessivo ed organico, che trascenda appartenenze o aspirazioni, sempre legittime ma poco utili. Come ho più volte rappresentato nelle mie riflessioni, anche su questo giornale, occorre scegliere pochi ma significativi obiettivi comuni, su cui costruire un’alleanza che sia prima civica e poi politica. Provo ad indicare, in sintesi, questi obiettivi, che naturalmente richiedono un maggiore comune approfondimento: la questione di porta Ovest e l’incidenza sulla struttura morfologica e geologica dei luoghi interessati; l’ampliamento del porto nel giusto equilibrio tra tutela dell’ambiente ed esigenze dell’economia portuale; la questione della salvaguardia degli spazi del verde pubblico, sempre più eroso da una onnivora edilizia privata, con la conseguente richiesta del rispetto di noti standard urbanistici; la corretta esecuzione degli appalti per il ripascimento delle spiagge; la questione dello stadio Arechi e la salvaguardia delle attività sportive e degli impianti destinati ad attività non certo secondarie e fruibili anche dai cittadini; la questione della sicurezza; la ricerca di una maggiore efficienza, che premi il merito e non già l’appartenenza (magari con il ritorno a servizio di personale già in pensione da tempo); l’intervento, nelle competenze assegnate al Comune, sulle vicende dell’ospedale cittadino a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
Ed allora, mi chiedo perché non mettere da parte le inutili corse solitarie e sedersi tutti intorno ad un tavolo per discutere insieme della Salerno che vogliamo nel prossimo futuro? Naturalmente questa scelta impone onestà intellettuale e capacità di mettere in discussione le proprie personali aspirazioni. Magari, qualora non dovesse trovarsi l’auspicata unità, già da ora stilando un patto che vincoli tutti gli oppositori a De Luca a votare nel ballottaggio in favore di quella coalizione che ottenga il maggior numero di voti. Questa mi pare essere la strada giusta se davvero vogliamo bene a questa città, ed esprimo questa opinione come semplice cittadino, prescindendo da qualsiasi incarico politico. Facciamo tutti uno sforzo non per amare se stessi, ma questa città. Non vi è bisogno di altri egoisti, che esprimono compiutamente il dogma del “so/fare/tutto/io” o di “ora/provvedo/a/tutto/io”: vi prego, abbiamo già De Luca, e ci basta!!
Giuseppe Fauceglia





