Prof. Lamberti, anche quest’anno l’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni ha presentato la VI edizione del progetto “Il Sogno e la Luce”. Vuole illustrarcene le linee generali e tracciarne un primo bilancio?
Si tratta di un itinerario culturale che, dal 6 dicembre 2025 al 14 febbraio 2026, si propone di intrecciare arti e linguaggi diversi in un unico, armonioso racconto collettivo per accompagnare i festeggiamenti del Santo Natale e l’arrivo del nuovo anno. Per oltre due mesi, in buona sostanza, la Città si trasforma in un palcoscenico diffuso: chiese, teatri, piazze e complessi monumentali diventano luoghi di incontro e contemplazione, celebrando il Natale e l’alba del 2026 attraverso musica, teatro, letteratura e tradizione. Un mosaico di appuntamenti che restituisce alla comunità il gusto della condivisione e della bellezza.
E certamente il bilancio delle manifestazioni svolte sino ad oggi è decisamente positivo, sia per la qualità intrinseca degli eventi programmati (e delle realtà culturali coinvolte) sia per il ragguardevole successo di pubblico (sin dall’Accensione dell’Albero l’8 dicembre scorso – che, come da tradizione, segna idealmente l’avvio della rassegna natalizia –, con il concerto itinerante della Banda di Babbo Natale, con il Christmas Show del comico e ventriloquo Mauro Ascione e con lo spettacolo di luci, colori e giochi di fontane luminose).
Epperò, questo Natale è stato contrassegnato anche dal dolore diffuso per la tragica scomparsa della nostra concittadina Anna Tagliaferri, che abbiamo voluto ricordare pubblicamente in occasione di due concerti (e che la Città a breve ricorderà anche con un’iniziativa dedicata).
La terribile vicenda che ha sconvolto la nostra Città, proprio a pochi giorni dal Natale, rappresenta un monito per tutti noi e ci invita a sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica sulla necessità di far crescere la cultura del rispetto dell’Altro, di intraprendere una più decisa azione di contrasto alla violenza sulle donne e di sollecitare una maggiore attenzione ai percorsi esistenziali. E l’esigenza di contribuire, tutti insieme, a far crescere la cultura del “rispetto” in tutte le sue declinazioni (dell’Altro, delle istituzioni, del pensiero, etc.) è sottolineata anche dalla scelta dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “Treccani” di individuare, per il 2024, il “rispetto” come “parola dell’anno”.
Veniamo agli eventi. Il cartellone musicale, in particolare, si è rivelato particolarmente ricco. Come sono state le prime manifestazioni?
Corali, orchestre sinfoniche e apprezzate formazioni di rilievo nazionale hanno animato le chiese cittadine. Tra questi, un particolare successo, di pubblico e di critica, ha destato il suggestivo Concerto a lume di candela dell’Orchestra e del Coro Polifonico “Angelicus”, diretti dal Mo Aniello Napoli, tenutosi lo scorso lunedì 29 dicembre alle ore 20.45 presso la Basilica della Madonna dell’Olmo. Di particolare pregio, poi, è stato l’apprezzatissimo concerto, svoltosi martedì 30 dicembre, de “I Filarmonici di Napoli” (compagine composta da autorevoli ex professori d’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, diretta dal Mo Michele Carasia), nella splendida cornice dell’Abbazia Benedettina della SS.ma Trinità (tra l’altro, al termine di una visita guidata dell’Abbazia, su prenotazione obbligatoria, espressione di un importante progetto di valorizzazione di questo sito millenario di straordinaria rilevanza culturale e dalla profonda valenza identitaria per la nostra Città). Non posso non evidenziare, poi, che il nuovo anno si è aperto, come da tradizione, con il Gran Concerto di Capodanno nella Chiesa di San Francesco alle ore 20.30: un appuntamento ormai divenuto rito identitario, quest’anno affidato agli apprezzatissimi “Gospel Italian Singers & Ruth Whayt”. E il 2 gennaio, sempre nella Chiesa di San Francesco, il gospel ha continuato ad allietare le serate cittadine, con il Gruppo “Non solo Gospel”, vincitore di 5 prestigiosi Grammy ai “Gospel Music Awards Italiani” e che vanta importanti collaborazioni artistiche e discografiche di rilievo nazionale. Ed ancora, poi, il 3 gennaio, si è tenuto il suggestivo Concerto di Musica Celtica degli “Edea”, alle ore 21, presso la Sala Teatro “Luca Barba”.
Non posso non segnalare, infine, che il 4 gennaio, alle ore 20.30, di nuovo presso la Chiesa di S. Francesco, si terrà il “Christmas, Christmas Opera Gala”, a cura della prestigiosa Bel Canto Ensemble, attiva a livello internazionale.
Anche quest’anno, poi, il Progetto è stato caratterizzato dalla programmazione di importanti rappresentazioni teatrali.
Certamente. La Sala Teatro Comunale “Luca Barba” ha ospitato rappresentazioni di grande rilievo: dopo il grande successo della tre-giorni (16-17-18 dicembre) dedicata ad Elvira Coda Notari, pioniera del cinema e illustre concittadina, a 150 anni dalla nascita (un omaggio che ha intrecciato memoria e riconoscenza, restituendo alla città una figura di straordinaria modernità, anche grazie al patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del 150mo anniversario della nascita), è stata particolarmente apprezzata la messa in scena di “Natale in Casa Cupiello”, con la regia e l’interpretazione di Gaetano Stella, venerdì 26 dicembre, alle ore 18 e alle ore 21, a cura della Compagnia Animazione 90.
Ma non mancheranno altri significativi momenti di teatro popolare e musicale, impreziositi dalla presenza di artisti di rilievo. Tra questi spicca senz’altro “Il Miracolo”, scritto e interpretato da Maurizio De Giovanni, in scena il 6 gennaio presso la Sala del Teatro Siani, con la voce di Marianita Cargora, la recitazione di Alfredo Mundo e le musiche dal vivo del Maestro Marco Zurzolo, con Luis Di Gennaro e la regia di Annamaria Russo. Seguirà la consegna al Maestro De Giovanni del Riconoscimento Speciale “Raccontiamo il bello che c’è” – Città di Cava de’ Tirreni 2025: mi piace ricordare, infatti, che il grande scrittore napoletano, da tutti apprezzato per la sua produzione letteraria (spesso tradottasi in fiction televisive di notevole successo), era stato premiato, proprio all’inizio della sua carriera, nell’ambito del “Premio Badia” di Cava de’ Tirreni (fortemente voluto dall’allora Assessore Annamaria Armenante e che meriterebbe di essere ripreso).
Tra gli altri eventi, cos’altro intende segnalare?
Il percorso culturale si arricchisce anche di importanti esposizioni dedicate all’arte sacra, tra cui la Mostra “Il Presepe e l’Arte Sacra nella Ceramica, nella Pittura, nella Scultura e nell’Editoria”, in programma dal 27 dicembre sino al prossimo 15 gennaio, inserita nel programma regionale POC Cultura Regione Campania 2025 – Buongiorno, Ceramica. Un viaggio tra eccellenze, arte e moda, che valorizza il patrimonio creativo della Campania.
Non possiamo dimenticare, poi, gli spettacoli per i più piccini, a cura della Compagnia degli Sbuffi: dalla Ballata per Mr. Scrooge, tratta dal classico di Dickens, tenutasi il 20 dicembre scorso presso la Sala Teatro Comunale “Luca Barba” alla “Merry Christmas Parade” per le strade cittadine il 29 dicembre sino all’“Epiphany Parade” (parata di Befane con gruppo musicale) il 4 gennaio. Dal 4 al 6 gennaio, poi, è in programma l’iniziativa “Il Regno della Befana”, organizzata d’intesa con la Confederazione Nazionale Artigiani e dedicata alla memoria di Anna Tagliaferri.
A completare il quadro, laboratori artigianali, iniziative sportive e attività ludiche hanno animato e animeranno Corso Umberto I e Piazza Duomo, in collaborazione con il CSI.
E come ogni anno, la Notte Bianca del 5 gennaio rappresenterà, naturalmente, uno dei momenti più attesi: sul palco i The Kolors, seguiti da DJ Set e Dance, per una festa che promette di illuminare la città fino a tarda notte.
La programmazione culturale, però, prosegue anche per tutto il corso del mese di gennaio, sino a concludersi a metà del mese di febbraio. Quali eventi, in particolare, possiamo ricordare?
Sono davvero molteplici gli eventi – tra concerti, spettacoli, presentazioni di libri – che accompagneranno la nostra Comunità per tutto il mese di gennaio. La musica, in particolare, continuerà ad allietare le nostre serate: dal Musical “Lo Schiaccianoci”, diretto e interpretato da Gaetano Stella, con la Compagnia Animazione 90, in programma in doppio appuntamento alle 17.30 e alle 20.00 il 5 gennaio presso la Sala Teatro Comunale “Luca Barba” al concerto del Quartetto “Sonorità Napoletana”, previsto per giovedì 15 gennaio alle ore 20.30 nello stesso luogo; dal “Gerardina Tesauro Quartet”, “Da Napoli a Rio de Janeiro”, con canzoni classiche napoletane e brasiliane, in programma venerdì 16 gennaio alle 20.30 al Concerto della “Nientedimeno Swing Band”, che si svolgerà domenica 18 gennaio alle 20.30 (entrambi presso la Sala Teatro Comunale “Luca Barba”).
Grande attesa, poi, per gli spettacoli, in doppio appuntamento alle ore 18.00 e alle ore 20.30 presso la Chiesa di San Francesco, sabato 24 gennaio, “La Conversione di un cavallo. Tableaux vivants da Caravaggio”, a cura di “Ludovica Rambelli Teatro”. Un evento assolutamente da non perdere, per originalità e per qualità artistica.
Infine, sono lieto di poter segnalare che sabato 14 febbraio, nell’Aula Consiliare del Palazzo di Città, alle ore 18.00, si svolgerà la cerimonia di consegna del 1° Premio Nazionale di Drammaturgia Classica “Benedetto Marzullo”, che la nostra Città ha inteso organizzare sia per sostenere i giovani autori teatrali sia per commemorare un nostro illustre concittadino, apprezzato grecista di fama internazionale e fondatore del DAMS bolognese.
Qual è, quindi, il senso ultimo di questo Progetto? E come si inserisce nell’ambito più generale delle politiche culturali cittadine?
Nel solco di questa articolata programmazione, la VI edizione de Il Sogno e la Luce si configura non soltanto come un insieme di eventi, ma come un vero e proprio dispositivo culturale capace di restituire alla comunità metelliana il senso profondo del Natale e della sua eredità spirituale. In un tempo attraversato da incertezze globali, la celebrazione del Natale torna a essere, per la città, un’occasione privilegiata per riscoprire la dimensione dell’attesa, della cura reciproca, della fraternità civile. È in questo orizzonte che la cultura assume un ruolo decisivo: essa diviene linguaggio condiviso, ponte tra generazioni, strumento di coesione e di elevazione. Il Natale, infatti, non è soltanto un ricordo liturgico o un rito familiare: è un archetipo di rinascita, un invito a volgere lo sguardo verso ciò che illumina, consola e rigenera. Le arti – musica, teatro, letteratura, arti visive – si fanno interpreti di questo messaggio universale, traducendolo in forme accessibili e al tempo stesso profondamente simboliche. Ogni concerto, ogni rappresentazione, ogni mostra diventa così un tassello di un più ampio mosaico di significati, un’occasione per ritrovare la propria interiorità e, insieme, il senso della comunità.
In tale prospettiva, il progetto Il Sogno e la Luce testimonia la lungimiranza delle politiche pubbliche in materia culturale, che non possono essere considerate un semplice “ornamento” amministrativo, ma un investimento strategico sulla qualità della vita, sulla crescita civile, sulla capacità di una città di riconoscersi e di proiettarsi nel futuro. La cultura, quando sostenuta con continuità e visione, diventa un bene comune, un presidio di democrazia, un laboratorio di identità. È questo il significato più profondo del percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale: un impegno costante nel promuovere iniziative che non solo intrattengono, ma educano, ispirano, generano appartenenza. È quanto, d’altronde, ho avuto modo di affermare più volte nelle Relazioni strategiche sulla Cultura, presentate annualmente in allegato al bilancio di previsione dell’Ente come atto di programmazione.
Ovviamente, anche quest’anno il Progetto ha inteso coinvolgere e valorizzare importanti realtà culturali e associative del territorio, sia in ambito musicale (con la partecipazione della Corale Popolare Montecastello, della Corale Polifonica Metelliana e di numerose ensemble giovanili) sia in ambito artistico e teatrale.
La solidarietà, poi, è uno dei cardini del Natale: ed è, perciò, con profonda gioia, che anche quest’anno alcune iniziative sono state finalizzate a sostenere la Mensa dei Poveri del Convento di San Francesco.
Grazie, Professore. Le sue parole restituiscono senz’altro con chiarezza la vocazione profonda dell’iniziativa. Com’è stato possibile realizzarla? E quale messaggio finale vuole consegnarci per accompagnare queste festività?
“Il Sogno e la Luce” è un itinerario non solo artistico, ma etico e civile, un percorso che accompagna la comunità nel tempo più simbolico dell’anno, ricordando che la luce del Natale non è un bagliore effimero, ma una chiamata alla speranza, alla solidarietà, alla costruzione di un bene condiviso.
La Città rinnova la propria vocazione di crocevia di arte e spiritualità, offrendo un calendario che esalta la bellezza condivisa e la partecipazione collettiva. Il Sogno e la Luce non è soltanto un titolo evocativo: è un programma, un auspicio, una promessa. Come ricordava Charles Dickens, “Il Natale (…) è il tempo in cui si apre il cuore più che in ogni altro giorno”. Il sogno è ciò che ci proietta oltre il presente, la luce è ciò che rischiara il cammino.
Anche per questo, desidero esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del Progetto: agli artisti e alle personalità del mondo della cultura (tra questi, Lucio Ronca e i ceramisti di Vietri sul Mare), alle associazioni coinvolte, ai volontari, nonché al Sindaco Vincenzo Servalli, all’Assessore al Bilancio, Antonella Garofalo, all’Assessore alle Attività Produttive, Annetta Altobello, a tutta l’Amministrazione, ai Dirigenti e ai dipendenti tutti. Grazie anche alla Regione Campania per il finanziamento del POC Cultura 2025 – Buongiorno, Ceramica. Un viaggio tra eccellenze, arte e moda (nel cui ambito si inseriscono alcune iniziative di questa programmazione natalizia), alla Camera di Commercio di Salerno per l’importante sostegno offerto alla rassegna, nonché alla Confederazione Nazionale Artigiani di Salerno e all’Ente Montecastello. Un ringraziamento sentito va, poi, a tutti gli sponsor. Grazie di cuore anche alla Comunità Francescana e ai parroci che hanno inteso ospitare e promuovere alcune manifestazioni (tra cui i caratteristici presepi viventi). E grazie, naturalmente, a tutti i nostri concittadini, che con la partecipazione danno senso e vita a ogni iniziativa culturale.
Non guardiamo, però, solo agli eventi, perché la vera sostanza delle giornate di fine anno è la luce che il Natale può e deve trasmetterci nel cuore. Non dimentichiamo mai che, accanto alla gioia condivisa, affiorano anche lacrime di dolore, di disperazione, di paura, di povertà, di guerra. Facciamone tesoro. Ed è proprio per questo che non possono mancare i momenti di solidarietà, nel segno di quelle meravigliose parole di Gianni Rodari: Se ci diamo la mano / i miracoli si fanno / e il giorno di Natale / durerà tutto l’anno”.





