Della Venezi direttore della Banda della Marina Militare - Le Cronache Spettacolo e Cultura
Spettacolo e Cultura Musica

Della Venezi direttore della Banda della Marina Militare

Della Venezi direttore della Banda della Marina Militare

Fulvio Creux*

La sera di lunedì 29 settembre si è verificato, a La Spezia, una situazione che ha attirato la curiosità di molti: Beatrice Venezi, la Direttrice d’Orchestra che in questi giorni sta tenendo banco sui giornali e sul web per via della contestazione alla sua nomina a direttore musicale de’ La Fenice di Venezia, così ampia da poter essere definita plebiscitaria, ha diretto, nell’ambito della giornata inaugurale della IX edizione del SeaFuture a La Spezia, la Banda della Marina Militare. Cos’è la Banda della Marina Militare? Da chi è formata? Com’è possibile che un direttore civile salga sul podio di un complesso militare? È già successo in passato o è una novità? La Banda della Marina Militare è, insieme alle Bande dell’Esercito, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e, benché civile, della Polizia, uno dei sei complessi militari “professionali” italiani, definiti Bande Ministeriali. Queste Bande sono impiegate sia per attività istituzionali, che artistiche sono “comandate” dalle rispettive Forze Armate oppure richieste da Enti vari (Comuni, Associazioni, ecc.). L’attività dei gruppi è simile e simile è l’organizzazione dell’Organico strumentale: di media 102 esecutori (Sottufficiali), Maestro e Vice Maestro (Ufficiali). Il numero non deve confondere, perché in molti casi (come in una orchestra che suona Mozart o suona Mahler) il gruppo non suona con l’organico numericamente completo. I componenti, devono essere in possesso, oltre all’idoneità fisica, dei Diplomi di Scuola secondaria superiore e di Conservatorio e sono arruolati direttamente da civili; diventano militari all’atto dell’assunzione del servizio. Devono superare un duro Concorso che prevede: prove strumentali e, per alcuni, la Direzione della Banda. Gli stessi titoli (Maturità, Diplomi di Strumentazione, Composizione, Direzione) devo possedere i Maestri Direttore e Vice Direttore, che hanno più prove con clausure di 12/18 ore in cui debbono comporre una Marcia, una Fuga e strumentare un brano; seguono le prove orali e, infine, la Direzione. Quindi, altissima professionalità dei componenti di queste Bande/Orchestre di Fiati. Ma un direttore “civile” ha mai diretto Concerti con qualche Banda Ministeriale? La risposta è, ovviamente, sì. La Banda dell’Aeronautica scrive di essere stata tenuta a battesimo da Pietro Mascagni, ma non si ha documentazione che l’abbia mai diretto in Concerto; casi certi sono quelli della Banda della Polizia, che nel 2015 ospitò per l’inaugurazione del proprio Auditorium il Maestro Antonio Pappano (che diresse il Finale del II Atto di Aida, in quella che era comunque una cerimonia interna) e quelli della Banda dell’Esercito. La Banda dell’Esercito è stata la prima ad ospitare sistematicamente “direttori ospiti”, di due tipi: direttori di Banda di livello internazionale quali David Gregory (Università di Atlanta), Thomas Fraschillo (Università del Southern Mississippi), James Keene (Università dell’Illinois) e il notissimo olandese Hardy Mertens; lo scopo era dare un contributo, con esperti del massimo livello, alla crescita del gruppo orchestrale e direttori d’Orchestra di fama internazionale quali Marcello Panni (che ha diretto interi Concerti a Santa Cecilia e al Festival di Spoleto, anche con prime di sue composizioni), Alberto Veronesi (invito estemporaneo durante un Concerto al Festival Pucciniano di Torre del Lago) e, per ultimo, Riccardo Muti, che nel 2012 ha diretto la Banda in alcuni brani, nel Concerto inaugurale del nuovo Auditorium. Il Maestro Muti ha recentemente diretto anche la Banda dei Carabinieri proprio al Ravenna Festival di quest’anno. Questo mio excursus termina qui ma, in tutti i casi i direttori ospiti erano anzitutto grossi nomi, contattati dalla Banda che, accertata la loro disponibilità, attivava i Comandi superiori o il Ministero, per l’autorizzazione e l’organizzazione del tutto. Il 29 sera, si è detto, Beatrice Venezi è salita sul podio della Banda della Marina in occasione di un evento, più mondano che culturale certo, ma comunque di gran rilievo internazionale, per dirigere la rossiniana Sinfonia da L’italiana in Algeri, seguita dall’Intermezzo di Cavalleria Rusticana e da O mio babbino caro di Puccini, mentre il resto del Programma è stato diretto del Direttore titolare C. V. M° Antonio Barbagallo. Questo è ciò che sappiamo: inutile cercare altri riscontri perché – se si ritengono non credibili i pareri espressi dalle orchestre di mezza (se non tutta) Italia – inutile sarebbe disquisire sui risultati qualitativi della serata. Resta però una riflessione da fare. Prima chiariamo, però, che da qui inizia il campo delle ipotesi e del nostro giudizio personale, non avendo documenti o testimonianze reali di quanto abbia mosso il tutto. In tutti i casi citati sopra, avevamo dei nomi di ineccepibile fama e lunga ed indiscussa militanza nell’arte. Questi nomi, si diceva, erano proposti dal Direttore che chiedeva ai Comandi superiori di poterli invitare e di attivarsi a tale scopo. Nel caso di La Spezia può dirsi che sia avvenuto così? Ho molti dubbi in merito: sotto l’aspetto organizzativo era una manifestazione così importante (presenza della Nave Trieste, invitati internazionali e posti da tempo esauriti, serata di gala) che sicuramente aveva richiesto al Ministero mesi di organizzazione; sotto l’aspetto musicale, anche se non ne ho testimonianza diretta, è chiaro che al Maestro della Banda non può essere passato per la testa di invitare la Venezi, sia per la tempistica della macchina logistico organizzativa e cerimoniale, sia per un probabile “non interesse” musicale nei confronti dell’ospite, che – non avendo mai diretto una banda – nulla aveva da offrire tecnicamente e musicalmente. Se quanto detto è vero, è chiaro che la Venezi è stata imposta o dal Ministro o dalle Gerarchie militari che ad esso fanno capo, e qui, il Maestro, non poteva certo dire di no. Da qui il dubbio che questa probabile “imposizione” non affondi del tutto le proprie radici nella correttezza delle regole, perché (se così più o meno pesantemente è avvenuto) non credo si possa “d’autorità” sollevare un Direttore dalla sua funzione, obbligandolo a fare buon viso a cattivo gioco. Qui torniamo al punto iniziale, quello delle discussioni che hanno animato questi ultimi giorni e sulla presenza della politica, più ingombrante che in ogni stagione passata, nella musica: come mai, tra tanti possibili Direttori Ospiti, è stata chiamata proprio la Beatrice? Certo, per una serata di gala, la sua figura si addiceva più di qualsiasi altra, ma l’oggetto della scelta, in questo caso, non era certo la musica.

*Già Maestro direttore della Banda della Guardia di Finanza e dell’Esercito Italiano