Resta drammatica la situazione a Vietri sul Mare dopo la frana del costone roccioso. Ad oggi, infatti, non si conoscono ancora i tempi per consentire agli sfollati di rientrare nelle proprie abitazioni. Se da un lato Anas ha stanziato 650 mila euro per la messa in sicurezza e la riapertura completa del tratto della SS163 Amalfitana, dall’altro non sono ancora noti tempi e risorse per intervenire sul costone, che risulta di proprietà privata. «È una situazione drammatica perché, purtroppo, alcune famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. Attualmente sono due i nuclei familiari senza casa: li stiamo ospitando, come Comune, presso strutture extraricettive. Si tratta di un’emergenza e dobbiamo anche cercare di calmare gli animi, perché le persone sono esasperate – ha spiegato il sindaco Giovanni De Simone – Ci sono poi altri nuclei familiari che hanno trovato sistemazioni autonome, ma in totale sono 30 gli appartamenti sgomberati, distribuiti in sei palazzine che hanno subito questo pericolo; alcune di esse hanno riportato danni seri. Quando si potrà rientrare è difficile dirlo. Occorre mettere immediatamente in sicurezza il costone, ma per farlo servono uno studio approfondito e risorse economiche considerevoli. Inoltre, il costone risulta attualmente di proprietà privata, quindi bisogna capire come, chi e quando intervenire. Si tratta di un progetto che richiederà tempo: potrebbero essere necessari anche diversi mesi. Siamo, dunque, in una situazione di grande emergenza». Si tratta quindi di due interventi distinti: uno relativo alla strada, di competenza Anas; l’altro, più complesso, riguarda il costone roccioso. Nei prossimi giorni sarà predisposto un progetto per definire tempi e costi dell’intervento. «Al momento, le uniche risorse certe sono quelle stanziate da Anas, pari a 650 mila euro per la carreggiata attualmente chiusa. Per quanto riguarda il costone, invece, esiste una difficoltà oggettiva nell’individuare competenze, modalità e coperture economiche. I privati sostengono che il crollo sia avvenuto a causa del peso gravante sulla strada, circostanza che potrebbe aprire anche un eventuale contenzioso. Al momento, quindi, non vi è ancora chiarezza su chi dovrà intervenire – ha aggiunto De Simone – Abbiamo comunque emanato un’ordinanza in danno e procederemo con la redazione di un progetto, valutando eventuali azioni anche per vie legali nei confronti dei soggetti responsabili. I tempi, ad oggi, restano incerti: per un intervento strutturale su un costone roccioso potrebbero volerci anche anni». Ieri, sul luogo della frana, era presente anche il deputato Piero De Luca, che ha annunciato l’intenzione di sollecitare l’attenzione «non solo del Governo nazionale, ma anche della Regione». «Serve inoltre un tavolo permanente, anche alla luce degli ultimi eventi franosi, e un lavoro strutturale per la Costiera amalfitana – ha concluso – Tanti Comuni italiani si trovano in aree critiche dal punto di vista ambientale e idrogeologico. Non si può più inseguire soltanto l’emergenza: occorre un grande piano infrastrutturale nazionale. Il Governo ha tagliato 6,5 miliardi destinati al contrasto del dissesto idrogeologico e ha dimezzato i fondi previsti dal Pnrr: un delitto vero. Bisogna ripristinare le risorse e intervenire in modo serio e strutturale in un Paese meraviglioso ma fragile».





