Non ci sono motivi per mettere in discussione la legittimità dell’assegnazione di una gara di appalto in ambito cittadino ad un gruppo nel quale è presente anche un Consigliere Comunale. Al massimo si potrebbe mettere in risalto la singolarità del caso e sostenere che ovvi motivi di opportunità avrebbero dovuto consigliare di evitare la partecipazione. Se, però, sulla stessa gara si innesta una situazione più complessa, allora avere un chiarimento diviene necessario. Il primo atto della vicenda inizia con la delibera n. 72 del 25/02/2022 dell’allora Presidente dell’Autorità Portuale del Tirreno Centrale, competente per Napoli, Castellammare e Salerno, che autorizzava una gara per la fornitura di servizi professionali nell’ambito di un “Accordo Quadro per opere portuali, strade e ferrovie, potenziamento e riqualificazione degli immobili ed interventi di sostenibilità ambientale, da realizzare nelle aree di competenza” (quindi anche Salerno). Il costo totale dell’appalto, pari a 52.451.435,05 (totale con IVA e oneri: 69.000.000,00), era ripartito tra sei lotti funzionali di sola progettazione, direzione lavori, sicurezza e attività di supporto strumentali (trivellazione e perforazioni, indagini geognostiche, geotecniche, sismiche, rilievi, misurazioni e picchettazioni ecc.): Opere Portuali per dragaggi e dighe foranee, lotto 1: 12.271.877,90; Opere per consolidamento moli, lotto 2: 13.409.415,58; Strade e ferrovie, lotto 3: 5.703.235,40; Potenziamento e riqualificazione immobili, lotto 4: 12.008.177,09; Interventi di sostenibilità ambientale, lotto 5: 3.470.189,57; Verifica delle progettazioni, lotto 6: 5.588.539,51. Per ciascun lotto era prevista la conclusione di un Accordo Quadro con un solo operatore economico. A seguire, con la delibera n. 279 del 20/09/2022, il Presidente dell’A.P. chiudeva la gara relativa al lotto 4 con l’assegnazione dell’incarico a un costituendo Raggruppamento Temporaneo tra imprese e professionisti nel quale, si legge nel documento, era presente un Consigliere Comunale della Città. Per passare al secondo atto, si deve partire da una delibera di un anno prima, la n. 472 del 30/12/2021, con la quale lo stesso Presidente dispose lo svolgimento di una gara concernente l’affidamento dei servizi di progettazione, definitiva ed esecutiva, di coordinamento della sicurezza e di direzione lavori per un importo a base gara di 715.648,44 (totale con IVA e oneri: 908.014,74) in vista della realizzazione di una palazzina servizi sulla banchina Ligea del costo presunto di 3.621.792,95 (totale con IVA e oneri: 5.250.000). Questa procedura non ebbe seguito, rimanendo ferma fino a quando fu apportata una sostanziale modifica con la delibera n. 377 del 22/12/2022, quindi successiva all’assegnazione del Lotto 4 di cui sopra. Il provvedimento disponeva la cancellazione di quella gara e l’assegnazione dell’incarico professionale di 908.014,74 allo stesso Raggruppamento del lotto 4. E’ scritto chiaramente nel documento che la decisione di ricorrere alla chiamata diretta era giustificata dal fatto che l’A.P. disponeva già “di un operatore economico qualificato per l’espletamento dei servizi di cui all’oggetto” per cui si rendeva possibile la parziale rettifica della delibera n. 472/2021. Nei fatti, il Codice degli Appalti prescrive il ricorso a procedure di evidenza pubblica per tutti gli appalti di importo superiore a 150.000 euro, se relativi a lavori, e a 140.000 euro, se per servizi e forniture. Le uniche possibili eccezioni, con la “procedura negoziata senza bando”, sono consentite in presenza di specifiche condizioni tra cui, se citata esplicitamente nel bando originario, quella dell’affidamento di lavori aggiuntivi di cui, a leggere bene, non c’è traccia. Per questo, precise rassicurazioni dovrebbero garantire il pieno rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza. Purtroppo, un’altra vicenda coinvolge l’area portuale. Con delibera n. 430 del 05/11/2025, l’ANAC – Autorità Anticorruzione ha disposto l’annullamento di una gara indetta dalla Regione Campania per l’affidamento dei lavori di: “manutenzione straordinaria delle banchine, delle opere di protezione, degli arredi portuali, delle infrastrutture e delle attrezzature portuali per il loro adeguamento ai migliori standard ambientali, energetici e operativi e delle opere in genere nell’ambito demaniale marittimo dei porti di interesse regionale, elencati nel capitolato”. L’appalto era in unico lotto, in quanto la tipologia degli interventi non rendeva possibile una suddivisione in lotti funzionali, per un importo a base di gara di 11.064.720,96, oltre IVA ed oneri di legge, ma incrementabile fino a 18.810.025,60, sempre netti, per attività aggiuntive qui previste. Di questo bando, l’ANAC ha dichiarato irregolari i seguenti punti: assenza di progettazione; richiesta di un requisito selettivo ultroneo rispetto alla qualificazione SOA; possibilità di prestazioni aggiuntive quali criteri premiali dell’offerta tecnica. Mancando i dettagli delle opere, non si può dire quali e quante fossero da realizzare nello scalo commerciale e neppure se sono coinvolte le aggiudicazioni delle attività professionali prima descritte. Comunque, adesso si dovrebbe indire una nuova gara. Per finire, ci sono altre cose che incupiscono. Nei giorni scorsi alcuni interventi pubblici su social e stampa hanno denunciato presunte irregolarità nei lavori in corso lungo via Ligea per la realizzazione di enormi cabine elettriche a servizio del porto. Mancherebbero le autorizzazioni. Poi, si sente dire che mancherebbero pure quelle della Soprintendenza per altre opere lungo il costone. Purtroppo, gli argomenti esposti sono solo alcuni di quelli che afferiscono all’area portuale, a parte la vicenda relativa ai lavori di ampliamento degli spazi e dei moli decisi senza un preventivo coinvolgimento della Città e nonostante prevedano l’occupazione di spiagge e dell’ultima area dedicata alla pesca lungo via Ligea, presso il molo Manfredi Per tutto questo, potrebbe aver ragione chi dovesse osservare che il Porto, come entità fisica, non può essere definito in sintonia con la Città, come entità operativa, è pericolosamente oggetto di ricorrenti ispezioni perché ritenuto un hub internazionale della droga, e, come entità amministrativa, assume scelte meritevoli di approfondimenti specifici. L’area di via Ligea appartiene alla Città, e sono ancora della Città le precipue caratteristiche naturali che la rendevano uno degli angoli più suggestivi a disposizione dei cittadini. Non potendosi considerare una proprietà privata, il Presidente dell’A.P. dovrebbe dire qualcosa a rettifica, almeno per assicurare il rispetto dei fondamentali principi della trasparenza e della salute pubblica. Red. Eco.





