Michelangelo Russo
Meloni, Tajani e Salvini hanno espresso la loro indignazione per la scarcerazione di Jaques Moretti e le inquietanti lentezze della Giustizia svizzera su Crans Montana. Certamente i tre esponenti della maggioranza sono umanamente indignati, come tutti gli italiani, per l’incredibile indulgenza verso i coniugi sciagurati della tragedia. Ma anche indignati, seppure il Governo italiano non osa dirlo apertamente, per la incomprensibile lentezza con cui il Pubblico Ministero svizzero sta vagliando le responsabilità del Sindaco di Crans Montana e dell’intero apparato amministrativo del Cantone Vallese teatro della tragedia. Il Governo italiano sta evitando a sua volta di toccare questo tasto delle responsabilità politiche non incriminate, sinora, per concorso nella strage dei ragazzini. E’ il punto più grave dell’inchiesta, anche più della scarcerazione dei coniugi Moretti. Ma è il punto su cui si gioca la credibilità di un sistema giudiziario, lo svizzero, fondato sulla Separazione delle Carriere tra Pubblico Ministero e Magistratura Giudicante. Il PM svizzero è un magistrato influenzato dal Governo! E’, sì, eletto, ma dalla maggioranza che controlla il Parlamentino svizzero. E’ un Magistrato “politicizzato”, anche se formalmente (ma solo formalmente, a chiacchiere) indipendente. Come magistrato eletto da una maggioranza di Governo, vede la sua carriera intera condizionata dalla volontà politica. Da cui possono provenire suggerimenti indiretti (se non, occultamente, diretti) che possono condizionare le indagini. Meloni, Tajani e Salvini, in questa situazione, possono tuonare (come tutte le nostre coscienze imporrebbero) contro i silenzi e le lentezze della Pubblica Accusa svizzera? Certo che no! Si darebbero la zappa sui piedi, alla vigilia del Referendum sulla Separazione delle Carriere. Quello che sta accadendo in Svizzera è la riprova della fondatezza dei timori del fronte del NO di fronte al progetto di scardinamento della Costituzione Italiana. Un Pubblico Ministero separato e un Nuovo Consiglio Superiore della Magistratura solo per l’Accusa, con una Alta Corte Disciplinare presieduta da un esponente politico nominato dalla maggioranza parlamentare, è esattamente lo stesso spauracchio che invece è già realtà per il Pubblico Ministero svizzero. Che è già potenzialmente influenzabile dal Governo!Ora, nella civilissima Svizzera degli orologi a cucù, ma anche dei banchieri (e di tanti strozzini internazionali) quale è il principio massimo, il fine ultimo della piramide dei valori? Semplice: la tutela del denaro! Ora, immaginate, se ci riuscite, la montagna dei risarcimenti pecuniari derivanti dalla strage per tutti i morti e i feriti gravissimi. Si tratterà di somme che nemmeno alla lontana possono coprire da soli gli unici imputati coniugi Moretti. E’ chiaro che gli avvocati di parte civile si aspettano che il risarcimento, come deve, dovrà sborsarlo l’apparato amministrativo del Cantone Vallese, attraverso la ricostruzione della piramide delle omissioni. Ma questo è qualcosa che va a colpire pesantemente la credibilità e le tasche del sistema amministrativo svizzero. Ecco perché le esitazioni e la lentezza del Pubblico Ministero elvetico. Sicuro che non gli sia arrivato qualche messaggio politico di invito alla prudenza? Non è escluso, nel sistema del Pubblico Ministero separato, sottoposto a una vigilanza disciplinare controllata dalla politica. Abbiamo già scritto sulla analogia della strage di Crans Montana con quella avvenuta nel reparto ospedaliero di S. gregorio Magno 25 anni fa, in cui bruciarono 19 sventurati. La Procura di Salerno, in pochissimi giorni, arrestò i responsabili dell’ASL per le gravissime omissioni e falsità, e rinviò a giudizio la scala gerarchica del controllo deficitario. Questo è, ancora, il Pubblico Ministero italiano veramente indipendente. Abbiamo anche già scritto: se il Ponte di Messina venisse realizzato, con i difetti pur evidenziati dalla Corte dei Conti di recente, e se (facendo scongiuri) per tali difetti il ponte crollasse con effetti tragici, e se il Pubblico Ministero, con il SI vincente al Referendum, fosse ormai un Pubblico Ministero “Separato”, sottoposto a una Alta Corte Disciplinare presieduta da un esponente nominato dalla maggioranza politica, bene, che ne sarebbe dell’indagine sulle colpe? Potete stare sicuri che verrebbe arrestato solo il cantoniere che non ha chiuso il Ponte al primo scricchiolio! P.S.: guardate, che tutti i garruli propagandisti nazionali e locali del SI al Referendum stanno, nelle loro strombazzate contro i Magistrati, accuratamente evitando di dire una sola parola sul Pubblico Ministero svizzero!





