Si è conclusa la seconda edizione del Trofeo “Antonello Di Cerbo”, la manifestazione nazionale di ginnastica ritmica e artistica che per tre giorni ha visto Salerno protagonista dello sport dedicato ad atleti con disabilità. L’evento, inserito nel calendario ufficiale di Special Olympics Italia, ha onorato la memoria di Antonello Di Cerbo, figura storica dello sport salernitano e instancabile promotore dell’inclusione. Le pedane del Liceo Scientifico Francesco Severi e del Paladicerbo sono state il teatro di una sfida emozionante, dove ogni atleta ha dato prova di straordinaria determinazione e talento tecnico. Il momento più significativo della manifestazione è stata la cerimonia di premiazione, nobilitata dalla presenza di Carmen Guarino, Presidente della Fondazione Casamica e moglie di Antonello Di Cerbo. La sua partecipazione ha sottolineato il legame profondo tra l’eredità umana di Antonello e l’impegno verso lo sport come strumento di autonomia e crescita personale. La competizione ha decretato i vincitori delle due discipline: * Ginnastica Ritmica: Il trofeo è stato assegnato a Pepe Francesco Pio della Fondazione Caporaso di Benevento, autore di una prova di grande armonia. * Ginnastica Artistica: Il gradino più alto del podio è stato conquistato da Ippoliti Sofia Iolanda del Centro Ginnastica Pontino di Roma, distinta per precisione ed esecuzione. La kermesse ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione come la campionessa paralimpica Carolina Foresti e il tecnico della Nazionale di Judo non vedenti Francesco Faraldo, che hanno portato la loro testimonianza di eccellenza sportiva. L’organizzazione è stata coordinata con successo dal Direttore Regionale Special Olympics Campania Salvatore Taurino, dal Direttore Provinciale Michele Lionti e dalla referente del Team Popilia Silvana Barba, con il sostegno istituzionale del Vice Presidente della Provincia di Salerno, Giovanni Guzzo. Il Messaggio Finale “Questa manifestazione non è stata solo una gara, ma una celebrazione delle capacità di ogni atleta,” hanno dichiarato gli organizzatori. “Vedere questi ragazzi confrontarsi con così tanto impegno agonistico è il modo migliore per onorare il sogno di Antonello Di Cerbo: uno sport che non mette confini, ma esalta il valore di ogni individuo.”





