di Mario Rinaldi
A Scafati, come noto, sono iniziati i lavori di dragaggio del Rio Sguazzatorio, che da anni ha afflitto la comunità locale a causa delle esondazioni verificatesi in più punti della città a seguito di violenti nubifragi. L’attuale amministrazione comunale, sfruttando i finanziamenti provenienti dal progetto “Grande Sarno”, vuole mettere la parola fine a tutte le difficoltà di un corso d’acqua che da anni provoca danni e preoccupazioni all’intera comunità. Sul punto è intervenuto anche l’ex presidente del Consiglio Comunale di Scafati, Pasquale Coppola, che ha voluto chiarire alcuni aspetti che riguardano questo intervento, andando anche oltre con le riflessioni. Il Rio Sguazzatorio, da anni, a Scafati presenta una serie di disagi, che vanno dall’inquinamento ai pericoli di straripamento. Lei, che è stato anche amministratore della Città di Scafati può dirci se le azioni messe in campo dall’attuale amministrazione serviranno per risolvere i problemi? “Innanzitutto c’è bisogno di un controllo capillare del territorio e del percorso fluviale e dei canali, soprattutto nei pressi delle industrie che insistono sul territorio, poi di una precisa mappatura degli scarichi concludendo quanto prima i lavori di dragaggio, iniziati proprio la scorsa settimana e che potrebbero portare ad una risoluzione definitiva dei disagi sinora verificatisi. Ma c’è bisogno di un controllo costante su questo aspetto”. Nello scorso mese di settembre una relazione del Prof. Giordano ha confermato la presenza di materiali pesanti nel Rio Sguazzatorio. Voi ne eravate già a conoscenza? “Nel tempo sono state innumerevoli le segnalazioni fatte agli organi di controllo e tutela, soprattutto nel periodo estivo quando un forte odore nauseabondo invade gran parte della città facendo diventare l’aria irrespirabile. L’inquinamento sta facendo danni incalcolabili alla salute dei cittadini tanto che negli ospedali mi è stato segnalato che ci sono reparti occupati da tanti cittadini che provengono da quest’area. Anche sul fronte inquinamento bisognerà adottare delle politiche di intervento in grado di agire in maniera mirata e decisa al fine di risolvere gli attuali problemi che costituiscono un serio pericolo per la salute pubblica”. Da poco, come dicevamo, è iniziato il dragaggio di questo corso d’acqua per un costo di 5,5 milioni di euro. Risolverà i problemi? “Il disagio che Scafati vive è un problema serio ad ogni livello, sociale economico e patrimoniale, tanto che sta rendendo la vita amara per tanti cittadini che spesso hanno venduto finanche le case per lasciare la città. Come detto in precedenza c’è bisogno di monitorare le attività in corso per capire se effettivamente i disagi potranno essere una volta per tutte superati”. Per caso vi prefiggete di portare avanti qualche azione? Magari con il coinvolgimento delle associazioni locali? “Le associazioni locali rappresentano una grande risorsa e da anni stanno lottando per riuscire a risolvere il problema. Credo, però, che siano state mal supportate dall’amministrazione che fa battaglie solo di facciata. Ben vengono tutte le iniziative che coinvolgono i cittadini sensibili alle problematiche legate all’inquinamento delle acque e non solo, ma ripeto c’è bisogno della politica al loro fianco altrimenti tutto sarà vano”. Secondo lei è importante il coinvolgimento dei cittadini per sensibilizzarli a offrire il proprio sostegno alla risoluzione di un problema che riguarda l’intera comunità di Scafati? “Molti cittadini, purtroppo, dopo tanti anni di battaglie si sono rassegnati, altri si sono organizzati con associazioni e stanno conducendo battaglie andando finanche in Regione per far valere i propri diritti e se qualcosa si sta muovendo è soprattutto grazie a loro”. Coppola, al momento lontano dai riflettori della politica, ha voluto offrire un contributo di idee per evidenziare che gran parte delle problematiche legate alle questioni ambientali necessitano del contributo, imprescindibile, della popolazione locale, perché è dai cittadini che si possono meglio comprendere i disagi e trovare soluzioni adeguate per superarli attraverso interventi istituzionali.





