
Un’ondata di consenso ha travolto la Camera Penale di Salerno, consacrando l’avvocato Michele Sarno alla presidenza con un risultato che parla da sé: 200 voti su 200. Un’elezione che non è stata solo una formalità, ma un vero e proprio plebiscito, un segnale inequivocabile della stima e della fiducia che la categoria ripone in Sarno. La giornata elettorale si è svolta in un’atmosfera di intensa partecipazione, con avvocati provenienti da tutto il distretto che si sono riuniti per esprimere il loro sostegno, sottolineando l’importanza di questo momento per la Camera Penale di Salerno.
Michele Sarno, figura di spicco del foro salernitano, è noto per la sua profonda conoscenza del diritto penale, per la sua instancabile difesa dei diritti dei suoi assistiti e per il suo impegno costante nella tutela dei principi del giusto processo.
La sua elezione all’unanimità è un riconoscimento del suo valore professionale e umano, e della sua capacità di rappresentare al meglio le istanze della categoria. L’avvocato Sarno assume la presidenza della Camera Penale di Salerno in un momento cruciale, in cui il mondo della giustizia è chiamato ad affrontare sfide complesse e delicate. La sua esperienza e la sua determinazione saranno fondamentali per guidare l’associazione nel perseguimento dei suoi obiettivi: la difesa dei diritti della difesa, la promozione della formazione professionale e la tutela dell’indipendenza della magistratura. A seguire, un’intervista esclusiva con il neopresidente Michele Sarno, con le sue prime impressioni, i suoi progetti per il futuro e la sua visione per una Camera Penale di Salerno sempre più forte e autorevole.
Elezione all’unanimità, i numeri parlano chiaro.
«Un risultato che è frutto di un lavoro precedente. La cosa importante è che l’avvocatura, oggi, è in un clima di grande unità.
Esistono, oggi, determinate condizioni per una prospettiva favorevole e positiva, in un momento storico così difficile, affinché si possano determinare condizioni migliori per la classe forense e per tutta la giustizia».
Si aspettava un simile plebiscito?
«Mi auguravo un risultato simile: ero fiducioso sulla base delle interlocuzioni che avevo posto in essere con tutti i colleghi, e questo mi rasserenava su quello che sarebbe stato l’esito delle votazioni per il rinnovo della presidenza della Camera Penale».
Che tipo di Camera Penale immagina?
«Una Camera Penale inclusiva, aperta a tutti, che vuole riproporre Salerno al centro del dibattito nazionale, non soltanto locale. Del resto, la venuta del vicepresidente nazionale dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Domenico Nicolas Balzano, è espressione del ruolo che la Camera di Salerno ha avuto, ha e avrà nell’ambito dell’associazione».
Già programmate le prime iniziative.
«Anzitutto credo che abbiamo dimostrato di cominciare una stagione improntata all’efficienza e all’impegno. Basti pensare che il 3 aprile abbiamo creato le condizioni in un convegno di livello e respiro nazionale, in cui saranno presenti le massime cariche di avvocatura e magistratura. Inoltre, la manifestazione sarà ulteriormente impreziosita dalla presenza del viceministro Cirielli e dal ministro Nordio. Quindi credo che la nostra attività sarà questa: da Salerno nasce un progetto, o per meglio dire un laboratorio, che vuole e aspira a creare le condizioni per un rinnovato dialogo tra tutti i partecipi del discorso della giustizia. Credo che per trovare delle soluzioni adeguate non si possa prescindere da un dialogo e un confronto leale con tutte le parti in campo: magistratura, avvocatura, personale amministrativo, forze dell’ordine e politica».