di Alfonso Malangone*
Salerno. Verso il voto, chi ha tradito chi?Per un cittadino che vive il quotidiano al di fuori della politica, appare davvero difficile comprendere il motivo del dibattito in atto nel coordinamento che aveva aggregato le forze politiche di opposizione nella precedente consiliatura. In effetti, se si voleva evitare la rottura della comune esperienza, sarebbe stato sufficiente parlare e agire di conseguenza. Non sembra che questo sia avvenuto, salvo errore, visto che in molte riunioni il confronto sarebbe stato segnato da una decisa contrapposizione pur in presenza di dichiarazioni volte a richiamare l’opportunità di un percorso unitario, non subordinato a volontà estranee forse provenienti da Napoli o da Roma. A queste volontà, magari, qualcuno potrebbe aver pensato di consegnare gli scalpi dei vinti a maggior gloria, come se in gioco ci fossero le sorti della nazione e non solo il futuro di una Comunità alla quale assicurare il benessere e la qualità della vita. In sostanza, la rottura si potrebbe attribuire ad una impostazione sovracomunale della consultazione elettorale, valutandola occasione idonea a far prevalere la presunta superiorità del partito di appartenenza. In luogo di realizzare ponti e non alzare muri, si sarebbero alzati muri e non realizzati ponti, mirando pure a circoscrivere con perimetri geometrici le libere espressioni dei portatori di sentimenti e umanità frutto di personali visioni morali, estranee alle politica e acquisite in percorsi scolastici neppure esclusivi delle strutture ecclesiali. Perché, i principi della giustizia, dell’equità, del rispetto, della convivenza solidale, si stratificano naturalmente nella società, lungo il cammino di civiltà, pur dopo l’illuminismo della ragione. Non si tratta di una ricchezza esclusiva degli iscritti ai partiti, laddove ne siano effettivi portatori, né possono considerarsi espressione della visione religiosa di chi gode del privilegio di credere. Anche perché, sotto la dichiarata professione di fede, chissà se praticata, spesso si nascondono tradimenti che farebbero invidia a chi vendette la sua anima per un piatto di fagioli. Accadde in questi giorni e accade ancora oggi. Di fronte a episodi efferati, sono le libere reazioni dei cittadini, pur se non aggregati in strutture complesse, a dimostrare quanto sia sentito il bisogno della difesa delle regole sociali e morali della Comunità. In verità, nessun vestito dovrebbe essere indossato in una campagna elettorale comunale se non quello della Città. E, nessuna posizione di parte potrebbe assicurare il benessere dei cittadini se non quella disposta ad ascoltarne le voci delle loro anime. Ci pensò Menenio Agrippa, 2.500 anni fa, cioè prima del messaggio religioso. a esaltare i vantaggi della concordia tra le classi sociali per la sopravvivenza dello Stato, paragonando la società a un corpo umano e spiegando la necessità della cooperazione, dell’interdipendenza, del concorso di tutte le sue parti per garantirne l’equilibrato sviluppo. Ora, se questo concetto è parte integrante di una coscienza civile, la soluzione da adottare nella gestione di una unità complessa, come può essere una Città, non può essere quella di far prevalere una singola visione su ogni altra, ma di integrarle opportunamente affinché il risultato finale possa essere a beneficio dell’intera Comunità. Posizioni preminenti, condizionate da convinzioni ideologiche, possono infatti causare ulteriori diversità e squilibri, così contrastando l’armonica crescita di ogni componente. Né sono utili soluzioni preconfezionate, cioè non generate da conoscenze e coscienze, perché non in grado di sviluppare il massimo livello di solidarietà e condivisione. Così, se nuovi equilibri appaiono indispensabili in campo economico, assistenziale e sociale, per favorire il recupero delle posizioni più deboli, in altri sono necessari provvedimenti non escludenti, né esclusivi, per assicurare a ciascun cittadino il diritto di essere parte attiva nell’ambito di un rinnovato contesto sociale complessivo. La mobilità, l’urbanistica, lo sport, la cultura, il tempo libero, ed altro ancora, sono argomenti che interessano tutti, anche se non tutti ne sono coinvolti. L’ambiente e il territorio, invece, sono da considerare come bene comune e da gestire con la finalità di garantire la vita con la possibilità di godere, del sole, del mare, del panorama, dell’aria, dell’acqua, del profumo dei fiori e, magari, di notte, di vedere le stelle. Sono scelte da fare ascoltando la voce del cuore, applicando ragioni che, talora, la ragione non conosce. Per tutto questo, sarebbe stato giusto fare qualche passo di più in avanti e, forse, in alto, se davvero si voleva confermare la cooperazione tra partiti e forze civiche per la prossima campagna elettorale. Non è stato possibile, e questo rende difficile raggiungere quel risultato finale che, almeno a parole, tutti ancora dichiarano essere l’obiettivo primario. Purtroppo, i fatti dimostrano, pure ad abbondanza, che indossare i colori non aiuta a unire se non sono combinati da un esperto armocromista. Del resto, si sa, neppure è facile ottenere la Gioconda semplicemente mischiando le tinte del Pantone. Così, serve a poco chiedersi nel gruppo ‘chi ha tradito chi?’, quando gli unici a potersi permettere di porre la domanda dovrebbero essere i cittadini, Qualcuno ha detto che il miglior modo per predire il futuro, è crearlo. Il gruppo civico di Ali per la Città si è impegnato in questo, offrendo un contributo pubblico di idee ora condivise dal patto elettorale che ha candidato a sindaco l’ing. Armando Zambrano. Sono proposte prive di visioni politiche che intendono realizzare una Città Nuova, moderna, rivitalizzata nelle componenti economiche e risanata nella qualità ambientale in un contesto di maggiore partecipazione democratica. Perché, una Città senza mare, non è democratica; una Città senza cultura, non è democratica; una Città senza impianti sportivi, non è democratica; una Città senza identità, non è democratica; una Città senza verde, non è democratica, una Città senza futuro, non è democratica. Salerno ha davvero bisogno di amore. *Ali per la Città





