Salerno/Angri. Uccise durante una lite il 35enne angrese Vincenzo Mazza, colpito da una serie di pugni e morto dopo aver battuto la testa a terra. Chiesti dalla procura (pm Vivaldi) venti anni di reclusione per l’ex pugile salernitano Luca Fedele, 50 anni, che risponde di omicidio preterintenzionale. Sentenze con il rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Salerno Rossella Setta il 13 luglio. Mazza morì a dicembre scorso in un appartamento al rione Picarielli a Salerno. Fedele aveva detto agli inquirenti di essersi imbattuto in un ladro e durante la colluttazione l’aveva ucciso. Ma dopo una notte in caserma, durante la quale era stato sottoposto a interrogatorio, ieri mattina è stato arrestato e sottoposto a fermo il proprietario dell’abitazione. Il 50enne, difeso da Maurizio De Feo, è un ex pugile ed è noto per diversi precedenti penali. La vittima sarebbe arrivata a casa del suo carnefice ma dopo poco avrebbe iniziato a discutere, poi la tragedia al primo piano di una palazzina popolare in via D’Annunzio, nella zona orientale di Salerno. All’arrivo delle forze dell’ordine alcune dosi di droga erano state ritrovate nell’appartamento, particolare che portò gli inquirenti a sospettare che prima della lite i due stessero consumando stupefacente. All’improvviso sarebbe scoppiato un diverbio. Che da alterco verbale si era trasformato in scontro fisico. Il proprietario dell’appartamento avrebbe aggredito la vittima colpendo Mazza con diversi pugni al volto. Due, secondo la valutazione del medico legale, sarebbero stati letali. Il 35enne nativo di Nocera Inferiore e domiciliato ad Angri sarebbe crollato al suolo esanime, battendo anche con violenza la testa sul pavimento. La prima versione dei fatti fornita da Luca Fedele aveva rischiato di far deviare le indagini. Lui stesso, avvertendo i soccorsi, avrebbe sostenuto che c’era stato un tentativo di furto in casa. Aveva sorpreso l’intruso, scagliandosi contro lui. Per difendersi, durante la colluttazione, lo avrebbe colpito. Ma le dichiarazioni dell’uomo avevano retto poco. I carabinieri del comando provinciale di Salerno erano riusciti subito a ricostruire la dinamica. Poi era stato trasferito in carcere. Alcuni residenti della palazzina, avevano lanciato l’allarme ai soccorritori e alle forze dell’ordine. Sul posto, nel silenzio del quartiere della zona Picarielli a Torrione a Salerno, arrivò una macchina del nucleo radiomobile dei Carabinieri e un’ambulanza: davanti a loro – all’interno dell’appartamento al primo piano dello stabile, il corpo di giovane Mazza già privo di vita e per il quale non c’era stato nulla da fare, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori. Nell’appartamento anche il suo aggressore che aveva raccontato una parziale verità. Le indagini, serrate fino all’alba, e il conseguente accompagnamento in caserma del proprietario – in nottata – avevano permesso di chiarire in parte la vicenda che aveva assunto i contorni misteriosi. Omicidio preterintenzionale: questa l’accusa con la quale Fedele rischia 20 anni di reclusione.





