Proprio a Salerno, ad un tiro di scoppio da Campagna, dove, durante la Seconda guerra mondiale, era vescovo Giuseppe Maria Palatucci, zio dell’eroico questore di Fiume, Servo di Dio, Giovanni Palatucci, morto a Dachau a 39 anni il 10 febbraio 1945 riapre l’officina della censura con manifestazioni antisemite”, Carlo Giovanardi arriva a Salerno per intervenire sulla esclusione della prolusione di Erri De Luca al Festival della Letteratura. L’ex ministro ne ha per tutti e senza diplomazia di parole. Ce l’ha con il Festival che ha censurato Erri De Luca perché dichiaratosi sionista,, con le istituzioni come Comune e Regione che finanziano con ingenti capitali pubblici il Festival e perfino anche con il vescovo Franco Moscone che guida la diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Dice Giovanardi: “E grave che un vescovo che si professa cattolico contesti la presenza di un altro scrittore ebreo a un evento culturale, firmando un appello in tal senso e rilasciando interviste infarcite di strafalcioni storici, calpestando così platealmente l’ottavo comandamento”. Proprio a Campagna ,in provincia di Salerno, ci sono state nei decenni scorsi alcune polemiche sul ruolo del vescovo Giuseppe Maria Palatucci che nel salvataggio degli ebrei di Fiume, costò l’arresto del nipote questore di Fiume e la deportazione e la morte a Dachau. Lo Yad Vashem (il memoriale ufficiale della Shoah di Gerusalemme, che conferisce il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”) ha riconosciuto Giovanni Palatucci come “Giusto tra le Nazioni”. Aggiunge Giovanardi, appena reduce da una contestazione a Bolzano dove accanto alle bandiere istituzionali sui balconi delle istituzioni spicca la bandiera arcobaleno per i giorni del pride LGTB. “È davvero impressionante ricordare questa pagina di storia di una nuova officina della censura quando a Salerno, nell’ambito del Salerno Letteratura Festival, è stata contestata la presenza dello scrittore Erri De Luca, semplicemente perché sostiene apertamente le ragioni di Israele — insieme ai suoi inevitabili errori — nella guerra che lo contrappone a Iran, Hamas ed Hezbollah”. “Ho ricordato più volte, infatti – aggiunge Giovanardi – che diversamente da Hitler e Goebbels, che uccisero sei milioni di ebrei di nascosto, gli attuali nemici di Israele proclamano solennemente che il loro programma è cancellarlo «dal fiume al mare”. Insieme agli ex parlamentari Leo Borea, Enrico Indelli e Gudo Milanese, l’ex ministro ha voluto ricordare uno slogan che il 7 ottobre è diventato realtà, con più di mille ebrei, uomini, donne e bambini fatti a pezzi dai terroristi di Hamas. “E invito ancora chi ha il coraggio di farlo a guardare le immagini di quell’orrore, girate dagli stessi terroristi”. “Ma è mai possibile che i fanatici antisemiti di oggi non si rendano conto che la loro propaganda è uguale a quella della Repubblica Sociale quando, nei suoi manifesti di propaganda, dipingeva come terroristi gli aviatori alleati mentre uccidevano gli inermi bambini italiani? Ripeto ancora che è vero che i bombardamenti causarono in Italia decine di migliaia di morti civili, ma gli italiani accolsero gli Alleati come liberatori, attribuendo giustamente la responsabilità di quanto accaduto ai nazifascisti, che si erano macchiati di orrende stragi di popolazioni inermi nella loro lotta contro la Resistenza”. Lo stesso Giovanardi è stato oggetto di censura a Salerno dove è stato abilmente ignorato dalla stampa locale tra Verdi e Pasolini, il cartellone del teatro delle arti e lo stesso Festival con un grafico e un artista.
Antonio Manzo





