Capita che il cronista, impegnato per gli acquisti natalizi al mercato di Torrione, incontri gli attivisti di Sinistra Italiana mentre distribuiscono volantini contro la manovra finanziaria del governo. E tra le bancarelle ben assortite di pesce si nota un piccolo capannello di persone: c’è l’On. Andrea De Simone intento a dialogare affabilmente con alcuni clienti del banco, interessati a capire di più i contenuti del foglio in distribuzione. Un ritorno alle origini, dunque? Dopo anni di importanti impegni istituzionali ed un periodo di ritiro dalla scena politica, ritorna prepotentemente in campo il vecchio militante, come quelli che una volta incontravi nei quartieri periferici e nei luoghi di lavoro. Quelli che ogni domenica mattina bussavano alle porte per diffondere l’Unità, che, non a caso, concorreva con le più grandi testate dell’epoca per tiratura di copie. Al cronista tornano in mente quelle immagini mentre osserva De Simone che ascolta e dialoga con la gente. All’uscita, verso via Robertelli, vedi la sindacalista impegnata, Titti, che con un altro militante consegna con garbo il foglio che contiene i numeri di un provvedimento che “taglia sanità, scuola ed ambiente”. Il foglio è ben fatto e contiene le proposte per “tasse più giuste su chi ha un patrimonio di oltre 5 milioni di euro, sulla necessità di investire 40 miliardi di euro sulla sanità pubblica, 5 miliardi sulla scuola, 4 miliardi per contrastare i cambiamenti climatici ed altre importanti risorse per il trasporto pubblico locale e per aiutare lavoratori, pensionati e studenti a pagare l’affitto”. Ad appena pochi giorni dall’annuncio dell’incarico alla guida dell’organizzazione campana, ecco che il plurivotato De Simone torna alla “militanza di base” come si diceva una volta. Al netto delle posizioni politiche e del giudizio sulla scelta compiuta, una cosa è certa: se la politica torna tra la gente e si dispone all’ascolto, la strada intrapresa da Andrea De Simone può contribuire a recuperare la distanza tra popolo e partiti che negli ultimi anni si è accentuata con una disaffezione che aumenta sempre di più.Il cronista si avvicina ed ha modo di ascoltare il pescivendolo che saluta l’on. De Simone: “Fatti vedere più spesso, la prossima volta avvisa prima, vediamoci in tempi meno impegnativi per noi, mo’ è Natale, non perdiamoci di vista Andrea”. La promessa, se abbiamo ascoltato bene, è quella di “non perdersi di vista” come hanno fatto in tanti in questi ultimi anni.Ed allora buon ritorno al lavoro, Andrea, come ti ha chiamato il vecchio pescivendolo di Torrione.
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