“Finalmente si cambia”: è stato presentato nella mattinata di ieri il Comitato per il Sì in vista del referendum sulla separazione delle carriere. A promuovere l’iniziativa sono Massimo Corsale, sociologo italiano e professore emerito presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Giuseppe Acocella, rettore dell’Università Telematica Giustino Fortunato; l’avvocato Giovanni Sofia, già vicepresidente delle Camere Penali. All’incontro ha preso parte anche Giuseppe Fauceglia, professore ordinario di Diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Salerno. Sotto lo slogan “Finalmente si cambia” si riuniscono numerosi esponenti della società civile e del mondo dell’avvocatura salernitana, con l’obiettivo di sostenere una riforma ritenuta necessaria per il riequilibrio dell’assetto istituzionale del Paese. «Votiamo sì al referendum perché c’è bisogno di un riequilibrio nell’architettura della Costituzione e nella sua prassi applicativa, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra i tre poteri dello Stato», ha spiegato il professor Massimo Corsale, sottolineando come si tratti di intervenire su un problema di natura strutturale e costituzionale. «La separazione dei poteri rischia oggi di trasformarsi in una separazione dei corpi, con la creazione di ambiti chiusi e autoreferenziali. In una società di massa è inevitabile che si formino corpi composti da persone con ruoli altamente specializzati», ha aggiunto il professore emerito de La Sapienza. Sul tema è intervenuto anche il rettore Giuseppe Acocella: «Un corpo separato che pretende di essere immune e non pienamente responsabile dei propri atti rappresenta ormai un’urgenza democratica. Da parte della magistratura si è tentato, in alcuni casi, di imporsi come garante morale del sistema». Acocella ha poi criticato la posizione dell’Anm: «Occorre scacciare i complessi d’inferiorità. Subiamo una propaganda infondata su un presunto attacco alla Costituzione, che invece prevede chiaramente la divisione dei poteri e la loro separazione, ripristinando così un equilibrio oggi compromesso». Ricordando che anche il giudice è tenuto a rispettare i limiti delle norme approvate, il rettore ha concluso: «Questo referendum non attacca la Costituzione, ma ne completa l’attuazione». Più orientato sull’aspetto etico l’intervento dell’avvocato Giovanni Sofia, già componente della giunta Ucpi: «Dobbiamo riequilibrare i ruoli senza alcun contatto o interferenza politica. Si tratta di una questione di etica istituzionale che va affrontata con serietà e pacatezza». A chiudere il ciclo di interventi è stato il professor Giuseppe Fauceglia: «Il cerchio presente nel nostro simbolo si apre in una freccia che rappresenta il rinnovamento. Voci diverse ma unite da un’unica esigenza: il rispetto della Costituzione e la riaffermazione del principio di sovranità popolare. È l’idea di una comunità che abbandona l’oscurantismo del passato e sceglie di dialogare, discutere dei problemi reali e costruire un percorso comune di riferimento».





