di Marco De Martino
SALERNO – L’aria che si respira è quella frizzante delle grandi occasioni. Salerno si sveglia carica di ansia e passione in un’altra domenica di un mese di maggio che ha riacceso le speranze di un popolo intero che, appena tredici mesi fa, veniva scippato e umiliato. Oggi, proprio contro l’Union Brescia, per ironia della sorte la squadra che ha subito quasi il medesimo trattamento, la Salernitana proverà a continuare la propria rincorsa al sogno promozione. Se il doppio derby con la Casertana ha dato la spinta emotiva giusta, il confronto con il Ravenna di Mandorlini ha certificato che la Salernitana è diventata una squadra vera. Tutto merito di Serse Cosmi che è riuscito, per prima cosa, a dare un gioco e un’identità tattica a quella che sembrava, appena due mesi fa, solo un’accozzaglia di calciatori. Il tecnico è riuscito a rigenerare, uno ad uno, tutti i calciatori della propria rosa. Da Donnarumma a Matino, da Anastasio a Tascone, da Ferrari a Golemic, da De Boer a Ferraris, fino a Villa e Inglese, protagonisti della vittoria corsara del Benelli: re Serse ha compiuto un autentico capolavoro.Adesso, sulla strada verso il ritorno in Serie B, c’è la Leonessa. Una compagine, quella allenata da Eugenio Corini, che non ha né l’agonismo della Casertana né la qualità del Ravenna, ma che è maledettamente quadrata. Sono solo 24 i gol subiti in stagione — meglio ha fatto soltanto l’Ascoli, che ne ha subito uno in meno — considerando la regular season e il doppio confronto con il Casarano, chiuso non a caso con due clean sheet nonostante la prolificità dell’attacco salentino. La classica squadra di terza serie: compatta, attenta e abile nelle ripartenze grazie agli esterni d’attacco Lamesta, Cazzadori, Fogliata e Marras. Occhio anche all’ex bomber della Primavera della Lazio, Crespi, transitato per Avellino a inizio stagione e dunque ex compagno di Gyabuaa e Lescano. Dal canto suo, la Salernitana vive ormai delle certezze maturate negli ultimi sessanta giorni. Certezze tattiche, con il 3-4-1-2, e tecniche, con lo stesso undici che ha tirato la carretta finora. Non inganni, però, la scelta di Cosmi di confermare sistematicamente la stessa formazione: quasi in tutte le ultime gare della riscossa granata, infatti, a risultare decisivi sono stati i calciatori subentrati. Per quanto riguarda il piano gara, molto cambierà rispetto a Casertana e Ravenna. Se con i falchetti bisognava gestire il vantaggio, mentre con i romagnoli era necessario attaccare per azzerrare il bonus classifica, stavolta la Salernitana potrà attuare una tattica più intelligente, visto che sono venuti meno tutti i privilegi determinati dalla stagione regolare. È facile prevedere che la squadra granata attaccherà, ma con criterio, senza lo sforzo profuso in avvio come avvenuto con il Ravenna, ma comunque con la volontà di portare a casa il primo round per mettere sui binari giusti il discorso qualificazione. Sfruttare il fattore Arechi diventa un obbligo quando a fare da cornice ci saranno venticinquemila cuori granata. Più quattro. Enzo, Simone, Peppe e Ciro, esattamente ventisette anni fa, ci lasciarono tragicamente e varcarono l’ingresso della Curva Sud del Paradiso. Da quel giorno, i quattro angeli hanno accompagnato il cammino della Salernitana e anche stasera saranno lì a sostenerla. Prima del fischio iniziale verranno ricordati con la deposizione di un mazzo di fiori sotto la Sud, tra gli applausi e le lacrime dell’Arechi. Salerno non dimentica i suoi angeli e la Salernitana è obbligata a crederci. Anche per Enzo, Simone, Peppe e Ciro.





