di Marco De Martino
SALERNO – Tanto rumore per nulla. Dopo ore di contatti, telefonate e summit, la Salernitana ha deciso di non decidere. Almeno per ora. Il club granata ha di fatto confermato Serse Cosmi, pubblicando una lettera di scuse del tecnico, più di facciata che di sostanza, volta soprattutto a chiudere nel più breve tempo possibile, e con il minor dispendio di energie, la crisi innescatasi dopo il pareggio interno nel derby con la Scafatese, che ha portato la squadra a -11 dalla vetta della classifica, occupata dal Potenza, e le polemiche che ne sono scaturite tra il tecnico, una parte della tifoseria e la stampa. La vicenda si chiude qui, ma non finisce la profonda crisi che attraversa la Salernitana. La società granata, non è un mistero, ha provato a cambiare timoniere, incassando secchi rifiuti, come quello che sarebbe arrivato da Fabrizio Castori, ma anche senza riuscire a convincere i vari Toscano, Bigica e Prosperi. Tutti allenatori pronti ad accomodarsi sulla rovente panchina granata, ma non senza aver prima ricevuto rassicurazioni sul piano degli investimenti e della progettualità futura. Ed è proprio questo il problema più grave che la Salernitana non ha ancora affrontato. Quali prospettive può avere il club granata con l’attuale proprietà? La sensazione è che, allo stato attuale, siano poche e tutt’altro che entusiasmanti. Oggi il problema è Cosmi, domani potrebbe essere il suo successore, come accaduto troppe volte negli ultimi quattro anni. Perché cambiare allenatore può tamponare l’emergenza, ma non risolve i problemi strutturali di una società che continua a navigare a vista. Fino a quando Danilo Iervolino ( in compagnia del presidente Milan nella foto di Gambardella) non comprenderà che ambizione e progettualità non si dimostrano con la sola presenza in tribuna all’Arechi, la Salernitana continuerà a girare a vuoto, prigioniera dei propri limiti.









