Ruggi. Ps, stop ai ricoveri programmati - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Ruggi. Ps, stop ai ricoveri programmati

Ruggi. Ps, stop ai ricoveri programmati

di Erika Noschese

Stop ai ricoveri programmati e attivazione dell’unità di crisi aziendale. È quanto ha disposto il direttore generale dimissionario dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona di Salerno che ha adottato una serie di provvedimenti per fronteggiare l’incremento di accessi nei presidi ospedalieri che fanno riferimento all’Aou Ruggi. Le disposizioni adottate da Verdoliva saranno in vigore fino al prossimo 31 gennaio e riguardano la sospensione in tutti i Presidi Ospedalieri afferenti l’A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona – con effetto immediato – dell’attività di elezione ospedaliera bloccando i ricoveri in regime programmato, fatta eccezione per le patologie oncologiche non differibili o comunque già programmate a breve; e per quelle chirurgiche urgenti; dimissioni ad horas, garantendo nel prosieguo 7 giorni su 7 giorni e con finestra oraria 08:00 / 20:00 – tutti i pazienti dimissibili. In necessità di assistenza domiciliare, le unità operative dovranno provvedere a richiedere tramite piattaforma Cot le richieste di dimissioni protette alla Asl competente per territorio di residenza del paziente; garantire il rapido sbarellamento dei pazienti in pronto soccorso; allocare i pazienti presenti in pronto soccorso e con necessità di ricovero presso i posti letto liberi di ogni singola Unità Operative dei presidi ospedalieri aziendali, ricorrendo – nel rispetto delle condizioni di sicurezza clinico-assistenziali e sotto il coordinamento delle Direzioni Mediche di Presidio – anche all’utilizzo di posti tecnici aggiuntivi rispetto alla dotazione di posti letto ordinari; valutare l’ottimale distribuzione del personale in tutte le unità operative dei presidi ospedalieri, favorendo – laddove possibile – il potenziamento della dotazione organica dei Pronto Soccorso, anche mediante rimodulazione temporanea dell’organizzazione dei turni di servizio, nel rispetto delle vigenti disposizioni contrattuali. Di fatti, nei Pronto Soccorso dei Presidi Ospedalieri dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” si registra in queste settimane un forte iperafflusso di pazienti, soprattutto per i virus respiratori stagionali, con una pressione straordinaria sui percorsi assistenziali e sul personale sanitario. La Fp Cgil prende atto delle misure adottate dalla Direzione Generale, riconoscendone la necessità nell’immediato. Ovviamente si tratta di interventi emergenziali che non risolvono criticità strutturali ormai consolidate. Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, la cronica carenza di personale, la pressione costante sugli operatori e la scarsa integrazione tra ospedale e territorio continuano a ripresentarsi ciclicamente. «Il Covid lo ha insegnato: le emergenze sanitarie non possono essere affrontate scaricando la responsabilità sulle singole aziende, che non dispongono da sole degli strumenti necessari per incidere in modo definitivo. Servono interventi strutturali, programmati e condivisi, con pieno coinvolgimento delle istituzioni, a partire dalla Regione Campania, chiamata a esercitare il proprio ruolo nella programmazione sanitaria, nel rafforzamento stabile degli organici, nel potenziamento della sanità territoriale e nell’integrazione tra ospedale e territorio – ha dichiarato il segretario generale della Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto – I prossimi giorni saranno particolarmente duri e complessi, durante i quali gli operatori sanitari saranno chiamati a sostenere ulteriori sforzi per garantire la continuità dei servizi, l’assistenza e le cure in un contesto emergenziale già caratterizzato da sovraffollamento e pressione costante. Questa condizione evidenzia quanto sia centrale il ruolo dei lavoratori e del servizio sanitario pubblico nel garantire la tutela della salute dei cittadini, e rende evidente l’urgenza di interventi strutturali che rafforzino gli organici e assicurino salari adeguati, riconoscendo concretamente la responsabilità e il valore di chi ogni giorno opera in prima linea».