di Arturo Calabrese
Ancora una volta, il comune di Roccadaspide smentisce sé stesso. Era già successo quando con atto ufficiale l’ente guidato da Gabriele Iuliano ha liquidato il compenso al fratello che aveva assunto un incarico nel comune, ove già lavorava, nonostante si fosse parlato, in un primo momento, di un impegno assunto per responsabilità e senza alcuna retribuzione extra. Come disse il filosofo napoletano Vico, la storia tende a ripetersi coi suoi corsi e con i suoi ricorsi. A Roccadaspide, la storia si è ripetuta: l’ente si è nuovamente smentito.
A darne notizia è il gruppo consiliare di minoranza Direzione Futura. La vicenda riguarda il centro per l’impiego che, dopo alcuni giorni di chiusura, è diventato terreno di scontro tra minoranza e maggioranza, con quest’ultima che ha risposto coi soliti metodi non propriamente educati. «Alcuni mesi fa avevamo sollevato delle perplessità sulla chiusura del Centro per l’Impiego di Roccadaspide – dice l’opposizione – la risposta, giunta dai canali ufficiali, fu trionfalistica e, per certi versi, sprezzante: si parlò di “nessuna interruzione”, di “folklore”, di “ammuina”, e si liquidò ogni osservazione come un attacco strumentale.
Oggi – continuano – i fatti parlano da soli: l’Ufficio per l’Impiego sarà trasferito in un nuovo locale in Largo Principessa Guevara. Il Comune dovrà spendere 6mila euro per adeguare la struttura. A questo si aggiunge il canone di affitto che continua a essere pagato per la sede originaria, nonostante questa sia inutilizzabile a causa di infiltrazioni. Ci permettiamo di evidenziare quanto avevamo detto fin dall’inizio: la situazione non era affatto sotto controllo e oggi lo si ammette, seppur in silenzio, attraverso i provvedimenti che si stanno adottando».
Il gruppo tiene, poi, a sottolineare un aspetto che pare inesistente nel centro dell’interno.
«Ribadiamo l’importanza di un confronto serio, trasparente e rispettoso delle parti – concludono – la buona politica non ha bisogno di slogan né di nemici immaginari, ha bisogno di fatti e di rispetto per le voci critiche, soprattutto quando si dimostrano fondate».
Nuovo capitolo, dunque, in quel del centro dell’interno del Cilento.






