Provinciali: promossi e bocciati - Le Cronache Ultimora
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Provinciali: promossi e bocciati

Provinciali: promossi e bocciati

di Erika Noschese

 

 

Il Partito Democratico si conferma primo partito assoluto. È questo il dato che emerge dalle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale. I dem conquistano sette seggi, pur perdendone uno rispetto alla precedente tornata elettorale, anch’essa di secondo livello. Il consigliere provinciale più votato risulta essere il vicesindaco di Novi Velia, Giovanni Guzzo, con oltre 9mila voti ponderati, che ambisce a mantenere per sé la delega alla vicepresidenza. A seguire Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano; Annarita Ferrara, consigliera comunale di Nocera Inferiore; Francesco Morra, sindaco di Pellezzano; Giorgio Marchese, primo cittadino di Siano; Massimo Loviso, sindaco di Polla; e il sindaco di Agropoli, Roberto Antonio Mutalipassi. Come detto, il Pd perde un seggio: resta infatti escluso dal Consiglio provinciale il sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone. Due eletti per “A Testa Alta”, la lista civica che prende il posto di Campania Libera, che porta a Palazzo Sant’Agostino Giuseppe Arena, consigliere comunale di Nocera Inferiore, e Michele Ciliberti, sindaco di Olevano sul Tusciano. Buona la prima anche per il sindaco di Trentinara, Rosario Carione, che entra in Consiglio provinciale con la lista Civiche in Rete. Raddoppia il risultato Avanti Psi, che conquista due seggi con Davide Zecca, consigliere comunale di Olevano sul Tusciano, ed Elio Guadagno, sindaco di Ottati. Due seggi anche per Fratelli d’Italia, con il sindaco di Mercato San Severino Antonio Somma e il consigliere comunale di Serramezzana Modesto Del Mastro. Chiude il quadro Forza Italia, che ottiene due seggi con la riconferma del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti e l’ingresso, alla sua prima esperienza a Palazzo Sant’Agostino, della vicesindaca di Castel San Giorgio Giustina Galluzzo.

Il dato su Salerno città.  Gli amministratori della città capoluogo si sono recati al voto. Tutti, nessun escluso. A Palazzo Sant’Agostino era presente anche la consigliera regionale Claudia Pecoraro che, verosimilmente, ha scelto di non rassegnare ancora le dimissioni proprio in attesa di questo appuntamento elettorale. Dopo il voto, dunque, potrà dedicarsi a tempo pieno al nuovo incarico di consigliera regionale con deleghe ad Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità. Sul fronte dell’opposizione, due consiglieri avrebbero scelto di sostenere la maggioranza. Secondo le voci che circolano nei corridoi di Palazzo Sant’Agostino, potrebbe trattarsi di Mimmo Ventura, che avrebbe sostenuto il sindaco di Olevano sul Tusciano Michele Ciliberti, e di Antonio Cammarota, che avrebbe invece votato per un consigliere destinato a entrare nella maggioranza che sostiene il sindaco Napoli.

Per quanto riguarda la città capoluogo, si registrano tre voti per Lanzara, uno per Ciliberti, due per Arena, uno per Immediato, uno per Giordano, uno per Guadagno, due per Morra, due per Mutalipassi, uno per Galluzzi, due per Molinaro, due per Ferrara, tre per Cairone, tre per Guzzo, due per De Simone, due per Marchese, uno per Zoccola, uno per Polichetti, uno per Aliberti e uno per Zecca. Dunque, conti alla mano, una parte dell’opposizione si conferma, ancora una volta, stampella della maggioranza, a sostegno di un presidente che entro la fine del mese rassegnerà le dimissioni per lasciare spazio a Vincenzo De Luca.

Il voto per Alfieri. Giusy Ferreri canta “Non ti scordar mai di me”. Un’espressione che qualche amministratore sembra aver fatto propria, non riuscendo – ancora oggi – a liberarsi del fantasma di Franco Alfieri, ormai fuori dai giochi dal 3 ottobre 2024. Eppure, a distanza di oltre un anno, c’è ancora chi sceglie di votarlo.Al seggio numero tre, infatti, è comparso un voto a favore dell’ex amministratore cilentano. Non è difficile ipotizzarne la provenienza: con ogni probabilità a esprimere quella preferenza è stato un amministratore di Torchiara, terra natìa dell’ex presidente della Provincia, oggi agli arresti domiciliari.Un voto inevitabilmente annullato che, se da un lato ha strappato qualche sorriso, dall’altro induce a una riflessione più profonda. Se un amministratore non è in grado di garantire serietà e responsabilità nemmeno in un’elezione che, seppur indirettamente, assegna rappresentanza ai cittadini, come può pensare di amministrare un Comune?