di Arturo Calabrese
Litiga con la tecnologia il sindaco di Agropoli Roberto Antonio Mutalipassi, impegnato oggi per il voto alle Provinciali. La tornata elettorale, che esclude il voto attivo della popolazione e che si limita ai soli amministratori, consiglieri e sindaci, si svolgerà nella giornata di oggi presso Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia, a Salerno.
Il primo cittadino agropolese, dopo la sonora sconfitta subita dalla sua vice alle regionali di novembre, è in campo con il Partito Democratico e si sta molto impegnando, tessendo accordi con i comuni limitrofi al fine di ottenere un seggio e appropriarsi dunque di un riscatto personale, non solo politico, in un periodo molto difficile tanto per la tenuta della sua maggioranza quanto per l’apprezzamento di cui gode in città. Tra calcoli, riunioni e lunghe telefonate, però, l’amministratore commette un piccolo errore: pubblica nelle storie di WhatsApp una conversazione con un tale Enzo nella quale dice di avere un certo numero di voti tra i comuni dell’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento e nella quale chiede all’interlocutore i riferimenti di Salerno perché “li vorrei ringraziare”.
Enzo dice a Mutalipassi, almeno questo si evince, che può contare su un voto a Mercato San Severino. L’amministratore candidato, dovendo aggiornare il suo personalissimo conteggio, chiede conferma dell’identità di tale voto, specificando se trattasi di tale Ingenito. Il riferimento, confermato da Enzo, è al consigliere Luigi Ingenito, che dovrebbe quindi far andare la propria preferenza al candidato dem. Nello scambio di messaggi, poi, c’è un preciso dato fornito dal sindaco, e cioè che tra Agropoli, Unione, e di certo ci si riferisce all’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento, e Castellabate “sono sui 1800”.
Nulla di illegittimo, sia chiaro, ma fa sorridere che un primo cittadino di una città importante come Agropoli pubblichi sui suoi profili chat private con chi, pare, abbia portato un voto sicuro da Mercato San Severino. L’interlocutore, e cioè il misterioso Enzo, potrebbe innanzitutto risentirsi nel vedere una propria chat privata resa pubblica, così come i citati, e cioè Luigi Ingenito, i consiglieri di Agropoli e Castellabate e quelli dell’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento.
Questo ente raggruppa i comuni di Agropoli, Albanella, Capaccio Paestum, Castelnuovo Cilento, Cicerale, Giungano, Laureana Cilento, Lustra, Ogliastro Cilento, Omignano, Perdifumo, Prignano Cilento, Rutino, Salento e Torchiara. Mutalipassi conta molto sul contributo di queste amministrazioni, dei consiglieri e dei sindaci al fine di potersi accomodare allo scranno di Palazzo Sant’Agostino. Dallo scambio di messaggi e, stando alle rare riunioni dell’Unione, traspare finalmente lo scopo di questo ente con sede a Torchiara.
La sicurezza che il sindaco agropolese riserva su Castellabate, poi, ricorda vari collegamenti tra i due comuni. Entrambi partecipano al Gal Pesca Magna Graecia, nel quale tra i delegati compare Bruno Bufano, consigliere comunale di Agropoli condannato in via definitiva per ricettazione e minacce. Marco Rizzo, primo cittadino di Castellabate, lo ha scelto come suo rappresentante in giro per l’Italia nonostante la sentenza dei giudici e una macchia così importante sulla fedina penale.





