Porti, Filt Cgil ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza "Cartour" - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Porti, Filt Cgil ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza “Cartour”

Porti, Filt Cgil ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza “Cartour”

“Modello Cartour”: le segreterie di Filt Cgil Campania e Filt Cgil Salerno annunciano il deposito del ricorso “ad adiuvando” al Consiglio di Stato, al fianco dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale contro la sentenza del TAR Salerno che ha autorizzato la società Cartour srl a svolgere in proprio le operazioni di rizzaggio e derizzaggio all’interno del porto commerciale di Salerno. L’azione legale è stata affidata all’avvocato Pasquale Biondi, che ha già condotto con successo l’iniziativa giudiziaria del sindacato nell’intricata vertenza legale dinanzi al Consiglio di Stato per l’apertura dell’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi. “Questa operazione – spiegano il segretario generale Filt Cgil Campania, Angelo Lustro e il segretario generale Filt Cgil Salerno, Gerardo Arpino – colpisce mortalmente la Culp di Salerno, soggetto autorizzato a fornire manodopera temporanea. Bisogna ribadire che i lavoratori rappresentano il pilastro fondamentale per l’organizzazione dei porti d’Italia e, in particolare, per il porto di Salerno. Questi lavoratori – rimarcano – sono gli unici soggetti specializzati e abilitati a intervenire, garantendo la necessaria flessibilità e sicurezza soprattutto nei picchi di lavoro. Non possiamo accettare che si scavalchi chi opera nel rispetto della professionalità: difendere la Culp significa difendere il lavoro di qualità contro il lavoro povero”. L’intervento sindacale pone al centro la questione della sicurezza, ricordando la tragedia del 2023, quando un giovane ufficiale perse la vita durante le operazioni a terra di una nave Cartour. “Non permetteremo – si legge nella nota – che la nostra regione diventi il laboratorio della precarizzazione selvaggia. La sentenza del TAR apre una breccia pericolosissima: Cartour pretende di operare come impresa portuale pur non avendone la struttura reale, servendo esclusivamente le proprie navi con equipaggi di bordo affiancati da pochi lavoratori part-time. Un evidente escamotage per aggirare i vincoli di legge che rischia di destabilizzare l’Intero sistema a tutela del lavoro marittimo e portuale”. Il sindacato denuncia infine la violazione della “Dockers Clause”, la clausola internazionale che riserva le operazioni di fissaggio del carico ai portuali, nata proprio per proteggere l’incolumità dei marittimi. “Il modello avallato dal TAR – sostengono Lustro e Arpino – calpesta accordi sottoscritti a livello internazionale, sostituendo personale specializzato con lavoratori che dovrebbero riposare dopo la navigazione. È paradossale che norme di civiltà, scritte per salvare vite umane, vengano cancellate localmente per pure logiche di profitto. Non permetteremo che si torni indietro di trent’anni sulla sicurezza”.