Picardi torna a Palazzo di Città: c’è l’ok dell’Anac. Napoli dice no al rimpasto - Le Cronache
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Picardi torna a Palazzo di Città: c’è l’ok dell’Anac. Napoli dice no al rimpasto

Picardi torna a Palazzo di Città: c’è l’ok dell’Anac. Napoli dice no al rimpasto

di Erika Noschese

Tutto pronto per l’atteso ritorno di Matteo Picardi al Comune di Salerno. Nei giorni scorsi, infatti, l’Anac ha espresso parere favorevole alla richiesta avanzata dallo staff del sindaco Napoli consentendo così all’attuale direttore generale di Salerno Energia di ricoprire l’incarico di direttore generale del Comune. Doppio, anzi triplo considerato il compito di procuratore speciale di Salerno Sistemi, ruolo che non entrerebbe in conflitto consentendo a Picardi di gestire gldi affari di Palazzo Guerra. Il Dg di Salerno Energia sarà dunque il braccio destro del sindaco Napoli, fortemente voluto dal governatore Vincenzo De Luca: i due sono infatti legati da un rapporto di amicizia e collaborazione di lunga data. Con l’arrivo del parere favorevole dell’Anac per Matteo Picardi non ci sarebbero più ostacoli e i consiglieri avranno un interlocutore diretto, senza la necessità di fare riferimento direttamente al sindaco. Così, è un po’ un ritorno alle origini per Palazzo Guerra che ospiterà tutti i fedelissimi dell’attuale presidente di Palazzo Santa Lucia con l’atteso ritorno anche di Alberto Di Lorenzo, super dirigente che ha terminato la sua “missione” a Roma ritornando nel capoluogo di provincia, dopo aver superato i malumori con l’attuale amministrazione comunale. Di Lorenzo si occuperà infatti del settore Tributi mentre nella capitale era a capo della direzione Trasporto Pubblico Locale e dell’unità operativa per l’attuazione del piano parcheggi. Il dirigente sarebbe stato contattato direttamente dal sindaco Napoli ma i due dovevano risolvere un po’ di conflitti: si vocifera che Di Lorenzo non ha mai perdonato la volontà dell’amministrazione comunale di procedere al suo trasferimento a Roma. Dunque, Picardi, Di Lorenzo e l’ombra di Felice Marotta che aveva detto addio all’ente Comune dopo l’inchiesta della Procura di Salerno sui presunti appalti truccati per poi farvi ritorno in una veste totalmente nuova, occupandosi dei rapporti con la Us Salernitana 1919. No al rimpasto in giunta Risolto un problema, il sindaco si concentra sulla sua giunta. Dopo le rassicurazioni, smentendo così la notizia del rimpasto in giunta che avrebbe penalizzato gli assessori Michele Brigante e Claudio Tringali, il primo cittadino avrebbe fatto un passo indietro confermando al suo staff di non procedere con il rimpasto in giunta. La squadra non si tocca ma, sicuramente, a breve si potrà assegnare la delega allo Sport, oggi nelle mani del sindaco. Delega che dovrebbe andare al consigliere Antonio Fiore, tra i più votati alle passate elezioni comunali in quota Progressisti per Salerno. Null’altro dovrebbe toccare ai consiglieri che dovranno dire addio al sogno di entrare in giunta. E, nulla da fare per Loffredo che dovrà accontentarsi del ruolo di presidente del Consiglio comunale. La strategia dell’ex assessore al Commercio sembra aver stancato anche Napoli che vorrebbe lavorare in silenzio senza apprendere dalla stampa di proposte e rimproveri. Ferrara “replica” a Loffredo lavorando in silenzio Ancora un’uscita infelice per il presidente del Consiglio Dario Loffredo che, nei giorni scorsi, anche a mezzo social ha bacchettato il sindaco chiedendo di accelerare l’iter per l’apertura delle attività commerciali in piazza della Libertà (la data individuata è quella del 21 marzo ma, evidentemente, l’ex assessore non lo sa). Dall’attuale assessore alle Attività Produttive, Alessandro Ferrara, nessuna replica: l’ex presidente del Consiglio ha infatti scelto la via del silenzio, continuando a dimostrare sul campo il suo impegno per la città di Salerno, tra commercio e turismo. Nei prossimi giorni, stando a quanto si vocifera, potrebbe tenere una conferenza stampa per fare un bilancio di questo primo anno da assessore presentando, numeri alla mano, i risultati fino ad ora ottenuti. Proprio come dovrebbe agire un rappresentante istituzionale.