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Salerno

Paolo Del Mese: Gaspare Russo, presenza insostituibile

Paolo Del Mese: Gaspare Russo, presenza insostituibile

di Mario Rinaldi

 

 

Dopo appena due giorni dalla scomparsa di Paolo Cirino Pomicino, morto sabato scorso all’età di 86 anni, ieri la vecchia Democrazia Cristiana ha perso un altro esponente di spicco: il sindaco di Salerno degli anni 70 e figura centrale della politica salernitana per circa un trentennio, Gaspare Russo, venuto a mancare all’età di 98 anni (ad aprile ne avrebbe compiuti 99). Di entrambi ha tracciato un ricordo e un profilo umano e politico un altro storico democristiano salernitano, ex deputato per tre mandati consecutivi (dal 1983 al 1994), rieletto poi per un quarto mandato alla Camera nel 2006 e rimasto in carica fino al 2008, on. Paolo Del Mese.

Dopo Pomicino, ieri se n’è andata un’altra figura di spicco della DC: Gaspare Russo. Un suo ricordo.

“Per Gaspare Russo parla la sua storia personale. Come fare a non ricordare una figura che per decenni è stata così centrale per la città Salerno, non solo in virtù di una sua presenza costante, ma anche per aver saputo interpretare in maniera eccelsa gli interessi di tutti salernitani. Una presenza predominante ed insostituibile, dotato di grande intelligenza, capace di trovare le soluzioni a tutti i problemi”.

E’ stato un leader della DC anche fuori i confini territoriali.

“Certamente. Il suo periodo di massima affermazione è stato il decennio degli anni 70, quando fu eletto sindaco di Salerno, succedendo ad Alfonso Menna. Ha saputo incarnare gli ideali della DC salernitana anche quando nel 1975 fu eletto nel Consiglio regionale della Campania, ricoprendo il ruolo di capogruppo della Democrazia Cristiana. Un’esperienza che lo ha visto protagonista l’anno successivo con l’elezione a presidente della Regione, incarico che mantenne dal 1976 al 1979, diventando uno dei riferimenti politici più influenti del territorio”.

Un attestato di stima riconosciuto anche dagli avversari politici.

“Certamente. Coloro che sono stati suoi avversari politici ne hanno apprezzato il valore umano e di leader politico.

I meriti gli sono stati attribuiti anche da chi era in netto contrasto con le sue posizioni”.

Il giudizio definito su Gaspare Russo.

“Un giudizio estremamente positivo, caratterizzato da un profondo dibattito politico, che si è riflesso anche sul futuro della città di Salerno. E’ stato un ottimo interlocutore anche con il sottoscritto. La sua è stata una presenza molto consolidata e fattiva che dal punto di vista della memoria storica non può che attestare un giudizio finale molto positivo. Il mio è un ricordo sentito e naturale, il resto sarà la storia a descriverlo”.

Invece, cosa ci dice di Pomicino.

“Pomicino secondo me è stato uno dei politici più intelligenti del nostro Paese. Ha saputo interpretare al meglio i tempi in cui viveva, sapeva proporre idee e progetti e ciò che lo contraddistingueva era una spiccata autoironia. E’ stato in grado di trasmette questo suo modo di agire in tutti gli ambienti nei quali è stato attivo. Il suo modo di fare ha conquistato anche la simpatia dei suoi avversari politici”.

Come descrive il suo ruolo di politico per il Sud e in particolare per la Campania?

“Con Pomicino si poteva discutere senza riserva, era un uomo che manteneva sempre gli impegni assunti, soprattutto per la sua Napoli e per la Campania.

Era uno del popolo, uno di noi. Ha dato un contributo notevole alla DC e anche un modo di governare nel settore del bilancio e della finanza pubblica che era senza eguali. Pur essendo medico aveva una preparazione quasi universitaria della materia che trattava. La sua presidenza nella commissione bilancio è stata illuminante, non ha mai imposto le sue idee, ma si confrontava nel rispetto pieno delle regole democratiche. Un pezzo di storia del nostro Paese”.

Cosa pensa della politica attuale? I politici attuali sono paragonabili a figure come quella di Pomicino e Russo?

“Oggi c’è un vero e proprio vuoto di politica. Manca il confronto vero, manca il dibattito per sostenere i programmi, mancano i programmi stessi della politica.

Prima c’era la Politica con la P maiuscola. Oggi, il panorama politico è scadente sotto tutti i punti di vista. Manca, ad esempio, la fantasia che aveva Pomicino di vedere le cose in un senso sempre positivo perché lui era un ottimista, un vero cattolico-democratico. Detto questo, credo proprio che non si possano fare paragoni”. Come a dire che, secondo Del Mese, la politica, quella vera, apparteneva a una classe dirigente che è molto lontana da quella attuale, sia nei comportamenti, che nella programmazione a tutti i livelli.