di Arturo Calabrese
Anche la Chiesa si aggiorna. Sta facendo molto discutere, tanto in positivo quanto in negativo, la decisione della diocesi di Vallo della Lucania, retta dal vescovo Vincenzo Calvosa. In due parrocchie cilentane, ad Agropoli e in quella della cittadina ai piedi del monte Gelbison, è stato infatti avviato un particolarissimo progetto pilota. Sono stati installati dei totem, uno per parte, tramite i quali è possibile effettuare offerte senza denaro contante, ma con la carta di credito e quindi con il denaro virtuale.
Le strutture, di cui una nella foto in basso a destra, si ergono all’ingresso delle due chiese e consentono ai fedeli di devolvere una somma a propria scelta, scegliendo anche la destinazione: si legge infatti che è possibile donare “ai sacerdoti” o “a questa parrocchia”. Su ogni totem sono presenti due terminali; interagendo con essi si può scegliere la somma e la destinazione dei propri soldi. Nel merito interviene don Roberto Guida, il parroco che da poco meno di un anno ha preso le redini della parrocchia di Santa Maria delle Grazie ad Agropoli.
«È una proposta che abbiamo accolto davvero con molta gratitudine, perché la nostra parrocchia è centrale rispetto all’abitato e questa ulteriore possibilità che viene data alla comunità, e quindi a ogni fedele, è un servizio aggiuntivo. Questa nuova modalità non va assolutamente a sostituire quello che può essere visto come il metodo classico e quindi le offerte in contanti che ognuno vuole fare. Vuole essere un supporto, un servizio ulteriore proprio per l’era tecnologica in cui viviamo.
La Chiesa vuole essere vicina ai fedeli, soprattutto a coloro che hanno bisogno, e con questa novità vuole sensibilizzare chi può donare, chi è più fortunato, affinché contribuisca a sostenere i sacerdoti, le parrocchie, le tante iniziative che la Chiesa stessa mette in campo in Italia e non solo.
Le opere di carità che vengono realizzate hanno dunque bisogno dell’aiuto di tutti. Dobbiamo vedere questo segnale come un segno di partecipazione – aggiunge il parroco – con le nostre offerte contribuiamo a far sì che la Chiesa possa sostenere i progetti di carità e di solidarietà in tante realtà difficili. Invito – ragiona don Roberto Guida – chi può ad usufruire di questo servizio con tanta gioia, con senso di umiltà e con senso di corresponsabilità, perché ogni fedele in quanto battezzato fa parte della comunità parrocchiale.
In altri luoghi d’Italia è già realtà – conclude il prete – e piano piano è diventata un servizio molto usato. Anche qui si seguirà lo stesso destino: come ogni piccola novità, col tempo diventerà normalità».
Un servizio, come detto, che si fa più vicino ai giovani, a coloro i quali sono maggiormente abituati a usare la tecnologia anche per effettuare pagamenti per beni e risorse.
«La Chiesa, come diceva anche Papa Francesco, deve avvicinarsi di più ai giovani e lo sta facendo in tutti i modi. Con il POS e i totem si allarga il bacino di utenza». Simpaticamente, il sacerdote pensa anche ai fedeli con qualche capello bianco, e cioè ai più anziani che hanno maggiori difficoltà a confrontarsi con ogni aspetto della tecnologia, da quelli più utili a quelli, per così dire, ludici.
«Sono curiosi, vogliono sapere, ma di certo è difficile che useranno quel metodo per contribuire e per dare il proprio aiuto alla Chiesa».





