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di Mario Rinaldi

 

 

Manca poco più di un anno alle elezioni comunali, ma a Roccapiemonte si è già in clima di campagna elettorale, con l’opposizione che da tempo sta scaldando i motori accendendo i riflettori su diversi argomenti che riguardano la vita amministrativa. Tra i più attivi del gruppo di minoranza c’è Pina Polichetti, che ha illustrato il quadro attuale dell’amministrazione targata Carmine Pagano, indicando anche prospettive in vista della tornata elettorale del prossimo anno.

Quali sono i temi più caldi al momento nella gestione della cosa pubblica a Roccapiemonte?

“Roccapiemonte oggi è, purtroppo, un paese che appare come un vero e proprio campo minato: buche ovunque, strade dissestate, marciapiedi malconci. Non è necessario analizzare atti amministrativi o delibere per comprendere la situazione: basta passeggiare per il paese per rendersi conto delle difficoltà quotidiane che i cittadini affrontano. La sensazione diffusa è quella di un territorio fermo, senza programmazione e senza visione. Non si riescono a intercettare fondi importanti e, quando si presentano opportunità concrete, vengono perse. I Comuni limitrofi, invece, riescono ad ottenere risorse utili allo sviluppo. Manca, inoltre, un sostegno strutturato ai commercianti; negli ultimi anni, non a caso, hanno abbassato le serrande decine e decine di attività. Le iniziative culturali sono sporadiche e anche l’ordinaria amministrazione risulta inefficace. Emblematica è la gestione della mensa scolastica affidata tramite project financing: una scelta assurda che ha comportato costi altissimi per le famiglie. A ciò si aggiungono aumenti sul trasporto scolastico, decisioni che hanno inciso direttamente sui cittadini senza un reale miglioramento dei servizi. Per non parlare dei costi dei servizi cimiteriali: insostenibili. Il problema è politico, manca una strategia complessiva di rilancio”.

Anche la politica sta ponendo attenzione al referendum sulla giustizia. Lei e il suo gruppo come siete orientati?

 

“Io sosterrò apertamente il No . Insieme alla Segretaria e al circolo locale del Partito Democratico metteremo in campo iniziative pubbliche per spiegare le ragioni della nostra posizione. Dire No significa difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura, pilastri fondamentali della nostra democrazia. La giustizia ha bisogno di riforme strutturali: riduzione dei tempi dei processi, investimenti in personale e digitalizzazione, maggiore efficienza organizzativa. Non di interventi parziali che possono compromettere l’equilibrio del sistema. Sulla stessa linea sono anche i colleghi di minoranza”.

Quali criticità sta affrontando Roccapiemonte e come state intervenendo per correggere il tiro?

“Roccapiemonte è ferma, ma come opposizione non ci siamo mai limitati alla critica. Personalmente, ho sempre accompagnato ogni rilievo con una proposta concreta. Ho proposto: sgravi fiscali per i commercianti in difficoltà; buone pratiche, come il compostaggio domestico, per migliorare la raccolta differenziata e premiare i cittadini virtuosi; emendamenti al bilancio per sostenere le famiglie in difficoltà economica e interventi mirati sulla viabilità e altro.

Come Presidente della Commissione Statuti e Regolamenti, dopo anni di immobilismo, siamo riusciti ad aggiornare un regolamento ormai obsoleto, con riferimenti antecedenti al 1993, quando il Sindaco non era ancora eletto direttamente dai cittadini. Grazie alla perseveranza del gruppo di minoranza, oggi si pagano regolarmente i passi carrabili, la cartellonistica pubblicitaria e altre entrate che prima non venivano riscosse, con un danno evidente per le casse comunali. Il nostro è stato un lavoro serio, documentato negli atti, sempre con spirito costruttivo e nell’interesse esclusivo della comunità”.

L’anno prossimo si andrà al voto. L’amministrazione Pagano, secondo lei, riuscirà ad arrivare a fine mandato?

“Credo di sì, anche se è evidente che all’interno della maggioranza non vi sia più armonia. Ci sono assessori che non partecipano alle giunte da mesi, altri che non votano il bilancio, l’atto politicamente più importante, e una generale assenza di iniziativa politica. In politica serve coraggio. Governare significa tutelare l’interesse della comunità, non difendere a tutti i costi una posizione. Quando non si riescono a portare a casa risultati concreti, per rispetto di chi ha votato sarebbe più giusto, a mio avviso, fare un passo indietro e aprire una fase nuova”.

Potremo vedere lei o qualcuno del suo gruppo come candidato sindaco? E quali programmi avete per il rilancio del territorio?

“Nell’attuale opposizione, così come nel tessuto civile di Roccapiemonte, ci sono figure credibili, competenti e appassionate che potrebbero assumersi questa responsabilità. La candidatura deve nascere da un progetto chiaro e condiviso.

Chiunque sarà chiamato a governare erediterà un paese in difficoltà. Servirà un lavoro serio e strutturato per: intercettare fondi regionali, nazionali ed europei con una programmazione efficace; sostenere concretamente commercianti e imprese locali con misure fiscali mirate; tutelare le famiglie riducendo i costi dei servizi essenziali; investire nella manutenzione urbana, nella sicurezza e nel decoro; rilanciare cultura, associazionismo e partecipazione civica. Il rilancio del territorio passa da passione, competenza e senso delle istituzioni. Governare significa programmare, ascoltare, decidere e, soprattutto, tutelare gli interessi dei cittadini. Questo è l’impegno che intendiamo assumere: restituire efficienza, credibilità e prospettiva a Roccapiemonte”. Ancora prematuro, dunque, indicare la figura che potrà essere candidata a sindaco nell’opposizione. Quello che traspare dalle parole della consigliera Polichetti è pero un impegno che vuole essere condiviso dall’intero gruppo di opposizione, intenzionato oggi più che mai a far cambiare rotta a Roccapiemonte. Il tutto, indirizzato per il benessere collettivo.